Ultime notizie pensioni: al via il tavolo tecnico, 67 anni e donne cosa può cambiare?

Ultime notizie pensioni: parte il tavolo tecnico governo-sindacati per cercare di rivedere la riforma sul tema dei 67 anni, dei giovani ma anche delle donne.

Ultime notizie pensioni: al via il tavolo tecnico, 67 anni e donne cosa può cambiare?

Ultime notizie pensioni: tutto pronto per il tavolo tecnico che vedrà impegnati governo e sindacati nello spinoso tentativo, finora infruttuoso, di riuscire a trovare un accordo per modificare una riforma che così come è stata presentata dall’esecutivo scontenta un po’ tutti.

Oltre alle possibili categorie che potrebbero essere esonerate dall’innalzamento ai 67 anni come età pensionabile, le ultime notizie pensioni parlano di un tentativo da parte dei sindacati di riaprire il discorso anche per quanto riguarda i giovani e le donne.

Ultime notizie pensioni: via al tavolo tecnico

Prenderà il via questa mattina alle ore 12 il tavolo tecnico governo-sindacati in merito alla tanto agognata riforma delle pensioni. Dopo il vertice a Palazzo Chigi della scorsa settimana, le parti infatti si erano date un’altra settimana di tempo per vedere se ci fossero i presupposti per apportare delle modifiche.

Le confederazioni negli ultimi tempi hanno palesato tutto il proprio malumore per come è stata impostata la riforma da parte dell’esecutivo, con quasi la totalità delle undici proposte avanzate dai sindacati che sono state disattese.

La “strada stretta” economicamente parlando evocata già a settembre da Palazzo Tesoro non ha permesso grandi interventi in materia pensionistica. Oltre la proroga e l’allargamento dell’Ape Social e della RITA, pochi altri sono stati i provvedimenti che saranno presenti nella legge di Bilancio 2018.

Il testo ora è approdato in Parlamento ed è al vaglio delle commissioni: il tavolo tecnico quindi, che si concluderà lunedì 13 novembre, servirà proprio a tentare delle modifiche in extremis prima che la Finanziaria inizi a essere votata in Aula.

Le ultime notizie pensioni da tempo parlano di un pressing da parte dei sindacati, ma anche dal Partito Democratico, per cercare di rivedere il meccanismo che ci porterà a partire dal 2019 ad andare in pensione a 67 anni.

Un aumento questo che sarà soltanto il primo di una serie scaglioni, con l’età pensionabile che dovrebbe poi aumentare di due mesi ogni due anni. Una decisione questa presa in base al miglioramento dell’aspettativa di vita da parte degli italiani e che tanto sta facendo discutere.

Durante il tavolo tecnico con ogni probabilità sarà deciso di esonerare da questo sistema tutte una serie di categorie di lavoratori considerati come gravosi. Anche l’ipotesi di una sospensione però non è del tutto tramontata.

Il governo non è per nulla d’accordo a rinviare la decisione sull’attuazione del meccanismo di sei mesi, giusto il tempo per mettersi le elezioni politiche alle spalle, ma i partiti di maggioranza potrebbero ugualmente decidere per questa ipotesi votando uno dei tanti emendamenti presentato a riguardo in commissione.

Non sono da escludere quindi novità dell’ultimo minuto per quanto riguarda i 67 anni, ma i sindacati durante il tavolo proveranno anche a tornare alla carica in merito ad altri temi che sono stati cestinati durante la stesura della riforma.

Il piano della Camusso

Al termine dell’incontro a Palazzo Chigi della scorsa settimana, la leader della Cgil Susanna Camusso era stata più che chiara nell’indicare come i 67 anni non fosse l’unico tema che sarebbe potuto essere oggetto del tavolo tecnico.

I temi da affrontare non sono esclusivamente quelli dell’aspettativa di vita ma per noi è altrettanto rilevante affrontare il tema della pensione per i giovani e delle prospettive. C’è un tema che riguarda la donne e il lavoro di cura.

Nella riforma delle pensioni così come è stata partorita dal governo per le donne sono presenti sconti di 6 mesi, i sindacati chiedevano il doppio, per ogni figlio fino a un massimo di 2 anni.

La mancata proroga di Opzione Donna quindi può essere vista come una decisione presa a seguito del potenziamento dell’Ape Social per quanto riguarda le lavoratrici. Per la Camusso però questo potrebbe non bastare e si vuol tornare a trattare.

Se riaprire il discorso per quanto riguarda Opzione Donna potrebbe essere complicato, la Cgil con ogni probabilità farà un tentativo per riconoscere sconti anche per quanto riguarda chi si è adoperato nei lavori di cura. Un tema questo che comunque riguarderebbe eventualmente anche gli uomini.

Stesso discorso anche per chi nel mondo del lavoro è appena entrato o sta per entrarci. Nella legge di Bilancio sono presenti sgravi per le aziende che assumono i giovani, ma la Camusso spinge anche per la creazione di una pensione di garanzia.

Una partita quest’ultima però più difficile da giocare visti i tempi stretti e i costi che comporterebbe. Il mantra di questa manovra Finanziaria è stato “vietato fare debito pubblico”, ma non è detto comunque che l’aria da campagna elettorale possa portare a dei ripensamenti.

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