La tassa sulla pesca sportiva sparisce dalla Legge di Bilancio 2019

Nella Legge di Bilancio presentata in Parlamento non vi è alcuna traccia della tassa sulla pesca sportiva in mare; ecco le ultime novità.

La tassa sulla pesca sportiva sparisce dalla Legge di Bilancio 2019

AGGIORNAMENTO 2 NOVEMBRE 2018: Nei giorni scorsi vi abbiamo parlato della possibile introduzione di una nuova tassa sulla pesca sportiva in mare, prevista dalla bozza della Legge di Bilancio 2019 del 29 ottobre. Una nuova disposizione che ha portato con sé diverse polemiche; il popolo dei social network, unito per lo slogan “il mare è di tutti”, si è espresso in maniera negativa in merito alla nuova tassa sulla pesca sportiva in mare, dichiarando di non aver alcuna intenzione di pagarla.

Questo problema, però, molto probabilmente non si presenterà dal momento che la tassa sulla pesca sportiva, almeno per il momento, è sparita dalla Legge di Bilancio, appena bollinata e presentata in Parlamento.

Almeno per il momento, quindi, non dobbiamo attenderci alcuna novità fiscale per chi pratica la pesca non professionale in mare; salvo modifiche in Parlamento, con l’approvazione degli emendamenti da parte di Camera e Senato, la pesca in mare continuerà ad essere libera e gratuita.

Di seguito, invece, trovate il testo della precedente disposizione - presente nella bozza del 29 ottobre ma sparita dal testo della manovra finanziaria sbarcata in Parlamento - che introduceva la tassa sulla pesca sportiva.


Nel 2019 ci potrebbe essere una nuova tassa per chi pratica pesca sportiva in mare: lo prevede l’ultima bozza della Legge di Bilancio 2019 che introduce un nuovo contributo da pagare per coloro che praticano pesca - non professionale - in mare.

Al momento comunque il condizionale è d’obbligo: la Legge di Bilancio 2019, infatti, deve essere ancora passare in esame in Parlamento, quindi non è da escludere che ci potrebbero essere modifiche in tal senso. Dovremo attendere ulteriori sviluppi, quindi, per capire se la nuova tassa per la pesca sportiva verrà effettivamente introdotta oppure se si è trattato solamente di un “falso allarme”.

Nel frattempo vediamo quali sono gli importi da pagare, in base a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2019, e quali sono le motivazioni che potrebbero portare all’introduzione di questa nuova tassa.

Nuova tassa per la pesca sportiva: cosa dice la Legge di Bilancio 2019

Per capire come funziona questa nuova tassa per coloro che praticano la pesca sportiva riportiamo integralmente quanto scritto nella bozza della Legge di Bilancio 2019 aggiornata al 29 ottobre:

1. La pesca non professionale per fini sportivi e ricreativi a mare è subordinata alla comunicazione e al pagamento del contributo annuale di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo (art. 6 del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4).

2. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente norma, chiunque intenda effettuare attività di pesca sportiva e ricreativa in mare è tenuto a darne comunicazione al Ministero delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo, secondo le modalità stabilite con successivo decreto del predetto Ministero. La comunicazione ha validità annuale.

3. I soggetti di cui al comma 2 sono tenuti al pagamento di un contributo annuale, il cui importo, stabilito con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del Turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente norma, è compreso tra un minimo di 10 euro ed un massimo di 100 euro ed è commisurato alla tipologia della pesca sportiva praticata ed alla tipologia della imbarcazione utilizzata. Con il medesimo decreto sono individuate le categorie di soggetti esentati dal pagamento del contributo annuale. A decorrere dall’anno successivo al primo, l’importo può essere aggiornato con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sulla base della variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati.

4. L’esercizio dell’attività di pesca sportiva e ricreativa in mare, in caso di mancato rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo, è punito con la sanzione amministrativa di cui all’articolo 1168 del codice della navigazione (ndr fino a 51 euro) approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, è approvata.

5. Il contributo di cui al comma 3 è versato ad apposito capitolo del bilancio dello Stato per essere riassegnato per l’ottanta per cento, allo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e per il venti per cento sul fondo da ripartire per le esigenze di funzionamento del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera da destinare prioritariamente all’attività di controllo in materia di pesca.

6. La quota delle risorse da assegnare al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo è destinata almeno per il 50 per cento alle attività di ricerca scientifica e tecnologica applicata alla pesca marittima e per interventi a salvaguardia della risorsa ittica, e per un ulteriore 50 per cento alla promozione della pesca sportiva.

Le novità spiegate

Andiamo quindi a spiegare quanto stabilito dall’ultima bozza della Legge di Bilancio 2019. Come prima cosa è bene sottolineare che oggi, per chi pesca in mare, il permesso è gratuito come stabilito dal decreto del 26 giugno scorso emanato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (il MIPAAF) che ha prorogato al 31 dicembre 2018 la scadenza di questa disposizione.

Bisogna invece richiedere il permesso - di tipo B - per la pesca sportiva praticata nelle acque interne (fiumi e laghi), per un costo variabile a seconda della Regione di appartenenza.

In caso di approvazione della suddetta disposizione contenuta nella Legge di Bilancio 2019, anche per la pesca sportiva praticata in mare quindi ci sarà un contributo annuale da pagare, visto che bisognerà darne comunicazione al Ministero delle Politiche Agricole.

L’importo della tassa varia dai 10€ ai 100€ annui e dipende dalle dimensioni, e anche dalla tipologia, dell’imbarcazione utilizzata per la pesca sportiva in mare.

Sarà però un decreto attuativo del MIPAAFF - che dovrà essere emanato entro il 60° giorno dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2019 - a stabilire nel concreto come sarà calcolato il contributo. Sarà lo stesso decreto attuativo a prevedere, eventualmente, delle categorie esonerate dal pagamento della tassa.

Per i trasgressori sarà invece prevista una sanzione di importo pari a 51€.

La Legge di Bilancio 2019, infine, fa chiarezza sulla destinazione dei fondi recuperati dal pagamento della nuova tassa; questi non saranno destinati, come si prevedeva inizialmente, al finanziamento della filiera professionale, bensì il 20% sarà utilizzato per l’attività di controllo in materia di pesca mentre l’altro 80% per attività di ricerca scientifica e tecnologica applicata alla pesca marittima, per interventi a salvaguardia della risorsa ittica, e per la promozione della pesca sportiva.

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