Riforma pensioni: tutte le novità della Legge di Bilancio 2019

Nella Legge di Bilancio 2019 c’è la riforma delle pensioni: Quota 100, Opzione Donna, pensione di cittadinanza e taglio degli assegni d’oro le misure previste, niente estensione di Quota 41 e blocco dell’età pensionabile.

Riforma pensioni: tutte le novità della Legge di Bilancio 2019

Quota 100 partirà a febbraio, la pensione di cittadinanza in primavera; circa 1 miliardo di euro poi dovrebbe essere recuperato dal taglio delle pensioni d’oro, mentre per le lavoratrici è stata confermata la proroga di Opzione Donna.

È questo quanto previsto in tema di pensioni dalla Legge di Bilancio 2019 approvata ieri dal Consiglio dei Ministri; la manovra adesso verrà presentata in UE, mentre l’inizio dell’iter parlamentare è previsto per i primi di novembre con l’approvazione definitiva del testo che arriverà per la fine di dicembre.

È stato Luigi Di Maio - Ministro del Lavoro nonché vicepremier - a presentare in conferenza stampa le novità che dal 1° gennaio 2019 andranno a modificare il sistema previdenziale italiano, andando a rivedere parzialmente quanto stabilito dalla riforma Fornero del 2011.

Per il momento quindi niente estensione della Quota 41 (obiettivo che il Governo intende raggiungere nel 2020) o blocco dell’età pensionabile, la quale dal prossimo anno sarà incrementata di 5 mesi.

La riforma delle pensioni, quindi, conterà di quattro interventi di cui uno, l’aumento delle pensioni minime, sarà strettamente collegato con il reddito di cittadinanza che partirà in primavera.

Vediamo quindi quali novità sono contenute nel testo della Legge di Bilancio in tema di pensioni e quali novità ci attendono dal prossimo anno.

Quota 100 da febbraio

Nei giorni scorsi era emersa la possibilità che la Quota 100, la misura di flessibilità individuata dal Governo per superare la Legge Fornero, sarebbe partita solamente in primavera; ebbene, sembra che ci sia la possibilità di anticipare di qualche mese l’avvio di questa misura, con il meccanismo che dovrebbe partire già a febbraio.

Quota 100 consentirà il pensionamento anticipato senza “limiti e penalizzazioni”; niente riduzione dell’assegno previdenziale, quindi, per coloro che sceglieranno di anticipare l’uscita dal lavoro ricorrendo a questa misura.

La combinazione età anagrafica/contributi è ormai nota da tempo: per andare in pensione con Quota 100 bisogna avere 38 anni di contributi, più un’età anagrafica non inferiore ai 62 anni.

Il costo totale di questa misura, che potenzialmente riguarda circa 400.000 lavoratori, è di 7 miliardi di euro.

Opzione Donna: sì alla proroga

Il Governo non ha mai nascosto la sua volontà di prorogare Opzione Donna, la misura sperimentale che consente l’uscita anticipata dal lavoro alle donne che accettano un ricalcolo contributivo, e quindi più svantaggioso, della pensione.

E così è stato visto che nella Legge di Bilancio 2019 è presente la proroga di questa misura con cui, ricordiamo, si può andare in pensione all’età di 57 anni - 58 per le autonome - e 7 mesi più 35 anni di contributi.

Sono state accolte quindi le richieste delle lavoratrici, molte delle quali difficilmente riusciranno ad accedere a Quota 100 vista la difficoltà di raggiungere i 38 anni di contributi richiesti dal suddetto provvedimento.

Taglio delle pensioni d’oro

Un provvedimento sul quale si discuterà molto nelle prossime settimane è quello che taglia le pensioni d’oro, dal quale il Governo conta di recuperare 1 miliardo di euro (“in tre anni” come sottolineato in serata dal Movimento 5 Stelle), mentre l’Inps prevede al massimo 150 milioni di euro di gettito.

Non c’è quindi concordanza sulle risorse che verranno recuperate tagliando, o meglio, ricalcolando gli assegni pensionistici di importo superiore ai 4.500€.

Ricordiamo comunque che le modalità del taglio verranno stabilite tramite l’approvazione di un ddl attualmente già in esame in Parlamento, con il quale dovrebbero esserci delle penalizzazioni in base al numero di anni in cui è stato anticipato l’accesso alla pensione.

Contestualmente al taglio delle pensioni d’oro, poi, è prevista anche la cancellazione dei privilegi sulle pensioni dei sindacalisti.

Pensione di cittadinanza

Se da una parte chi ha una pensione superiore ai 4.500€ subirà una decurtazione dell’assegno, dall’altra chi vive in una condizione di difficoltà ed percepisce una pensione inferiore ad una certa soglia beneficerà di un incremento.

Anche oggi è così dal momento che le pensioni di importo non elevato beneficiano dell’integrazione al trattamento minimo arrivando così fino ad un massimo di 507€.

Con la pensione di cittadinanza, misura strettamente legata al reddito di cittadinanza (anch’esso presente nella Legge di Bilancio), il valore dell’integrazione al minimo sulla pensione sarà aumentato fino al raggiungimento dei 780€.

Queste al momento sono le novità annunciate dal Governo in tema di riforma delle pensioni; bisognerà attendere la pubblicazione del testo della Legge di Bilancio invece per comprenderne i dettagli, nonché per capire quale sarà il futuro di misure come l’Ape Sociale (in scadenza il 31 dicembre 2018), o anche se sarà prevista una nona salvaguardia per tutelare gli ultimi esodati della Legge Fornero.

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