Pensioni, ultime notizie: nuova rivalutazione per aumentare gli importi?

Pensioni, novità 2020: rivalutazione piena per gli assegni fino a 2.500€, il Governo ci pensa.

Pensioni, ultime notizie: nuova rivalutazione per aumentare gli importi?

Pensioni: la manifestazione di sabato scorso, a cui hanno preso parte moltissimi pensionati per chiedere maggiori tutele con la Legge di Bilancio 2020 nella quale, tolto il piccolo ritocco al meccanismo della rivalutazione, non ci sono misure in favore di coloro che sono già in pensione.

Ci sono novità per coloro che stanno ancora lavorando ma vorrebbero anticipare l’accesso alla pensione; pensiamo ad esempio all’estensione di Opzione Donna fino a coloro che ne maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2019, o anche la proroga dell’Ape Sociale.

Per chi una pensione ce l’ha, seppur con un importo molto basso, non sono invece previsti provvedimenti.

Ecco perché pensionati e sindacati sono scesi in piazza per chiedere al Governo di sciogliere il nodo previdenziale. E stando alle ultime notizie sulle pensioni sembra che la manifestazione abbia avuto effetto, visto che il Governo starebbe riflettendo su eventuali misure da introdurre nella Legge di Bilancio 2020 (al momento al vaglio del Parlamento).

Secondo quanto filtra in queste ore sembra che ci sia già stato uno scambio di documentazione tra Ministeri interessati e sindacati così da arrivare ad una soluzione condivisa. Non bisogna dimenticare però che le risorse a disposizione sono limitate e che per questo non c’è molto spazio di manovra.

Per questo motivo il Governo sta insistendo per rivedere il meccanismo della perequazione, visto che il sistema introdotto dalla Legge di Bilancio 2019 penalizza gli assegni di importo medio alto. Un intervento di questo tipo, infatti, andrebbe ad aumentare gli importi delle pensioni senza necessitare di un grande stanziamento di risorse.

Una prima modifica è già prevista dal testo della manovra finanziaria per il 2020, ma non abbastanza da soddisfare i sindacati; ecco perché ci potrebbe essere un nuovo intervento, con un potenziamento della platea dei pensionati che potrebbero godere di una rivalutazione piena degli assegni.

Rivalutazione pensioni: novità per aumentare gli importi

Come prima cosa bisogna fare un passo indietro per capire quali sono le novità introdotte nel 2019 per la rivalutazione delle pensioni, ossia lo strumento che adegua gli importi delle pensioni all’andamento dell’inflazione così da non far perdere potere d’acquisto.

Nel dettaglio, per finanziare alcune delle novità pensioni introdotte dalla manovra, come ad esempio Quota 100, è stato deciso di penalizzare gli assegni di importo medio alto prevedendo per loro una rivalutazione solo parziale.

L’adeguamento è pari al 100% del tasso di rivalutazione solo per gli assegni che non superano di tre volte l’importo annuo del trattamento minimo; quando invece l’importo è compreso tra le tre e le quattro volte la rivalutazione è al 97%.

Se invece l’importo è compreso tra le quattro e le cinque volte (parliamo di importi che vanno dai 2.000€ ai 2.500€ circa) la rivalutazione è al 77%; sopra queste cifre scende progressivamente, fino ad arrivare ad una perequazione al 40% (qui tutte le percentuali in vigore).

Come anticipato, nella Legge di Bilancio 2020 la rivalutazione è stata portata al 100% anche per gli assegni compresi tra le tre e le quattro volte il trattamento minimo, per le quali oggi è al 97%.

In queste ultime ore, però, si parla insistentemente della possibilità di prevedere un ulteriore potenziamento dell’adeguamento all’inflazione, includendo anche gli assegni compresi tra le quattro e le cinque volte il minimo nella platea che ha diritto alla perequazione al 100%.

Cosa potrebbe cambiare?

Nel 2020 il tasso di rivalutazione dovrebbe essere dello 0,60%. Di conseguenza, se si applicasse il meccanismo introdotto nel 2019 per un assegno di 2.100€ ci sarebbe una rivalutazione parziale del 77%, per un tasso quindi pari allo 0,462%. In tal caso la pensione godrebbe di un incremento di 9,70€ circa.

Discorso differente in caso di rivalutazione piena: grazie alla perequazione al 100%, infatti, il tasso dello 0,60% comporterebbe un incremento dell’assegno di 12,60€.

Un aumento del 23% della perequazione che in cifre equivale a 3,00€ (nel caso in esempio) in più ogni mese; non molto, ma si tratterebbe comunque di un passo avanti rispetto a quanto già previsto dalla manovra finanziaria.

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