Pensioni: riforma possibile nonostante (l’inevitabile) crisi economica?

Riforma delle pensioni, il Governo ci ripensa? Adesso la priorità è dare liquidità a famiglie e imprese per far fronte alla crisi economica.

Pensioni: riforma possibile nonostante (l'inevitabile) crisi economica?

Pensioni: mentre si delinea una nuova crisi economica - per alcuni esperti peggiore, ma comunque diversa, di quella del 2008 - a causa dell’emergenza Coronavirus che sta interessando molti Paesi del mondo, il Governo ha messo inevitabilmente da parte il progetto di riforma del sistema pensionistico italiano.

Come vi avevamo anticipato nella giornata di ieri si sarebbe dovuto tenere un confronto risolutivo riguardo alla riforma delle pensioni, visto che in quell’occasione il Governo avrebbe sciolto il nodo risorse facendo chiarezza su quanto si avrà a disposizione per introdurre misure di flessibilità.

Tuttavia, per ovvi motivi, l’incontro non si è potuto tenere viste le disposizioni introdotte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per limitare il contagio da Coronavirus. Ma molto probabilmente c’è dell’altro, poiché gli ultimi scenari economici cambiano inevitabilmente le priorità del Governo Conte per il futuro.

In un periodo in cui si va incontro ad una nuova crisi economica - i cui effetti potranno essere quantificati solamente nei prossimi mesi - è possibile attuare una nuova riforma delle pensioni che andrebbe ad aumentare ulteriormente la spesa previdenziale?

Riforma delle pensioni a rischio?

Che la riforma delle pensioni promessa dal Governo potesse subire un rallentamento a causa della situazione di emergenza legata alla diffusione del Coronavirus era ormai chiaro da tempo. Il persistere - e il peggiorare - di questa situazione, però, potrebbe portare persino ad un cambio dei piani del Governo, il quale potrebbe decidere di rinunciare al progetto di riformare il sistema pensionistico italiano introducendo misure di flessibilità diverse da Quota 100.

Come noto, il Governo ha promesso che “non ci saranno lavoratori che perderanno il lavoro a causa del Coronavirus”; anche per questo motivo sono state pensate misure per far fronte all’emergenza, per le quali sono stati stanziati - per il momento - 25 miliardi di euro.

Ma per tutelare coloro che rischiano di restare senza lavoro a causa del Coronavirus, bisognerà pur fare delle rinunce: e la riforma delle pensioni è la prima indiziata. D’altronde, nonostante l’Unione Europea abbia garantito il massimo sostegno ai Paesi più colpiti dalla crisi economica, Italia compresa, difficilmente accetterebbe una riforma delle pensioni e un conseguente innalzamento delle spesa pensionistica.

Basti pensare che dopo la crisi economica del 2008 all’Italia sono stati chiesti una serie di sacrifici, come la riforma da “lacrime e sangue” attuata dalla Legge Fornero. Riforma che il Governo Conte ha promesso di superare, ma gli sviluppi legati al Coronavirus potrebbero far cambiare le carte in tavola.

Perché è pur vero che quella causata dal Coronavirus non è una crisi finanziaria (visto che le banche sembrano disporre di liquidità) in quanto riguarda l’economia reale (ossia quella fondata sul lavoro e sulla produzione), ma è pur vero che adesso la priorità del Governo è dare supporto immediato e concreto alle famiglie e alle imprese.

L’emergenza Coronavirus impone altre priorità

Ogni risorsa a disposizione dovrebbe essere utilizzata per dare liquidità alle famiglie e alle imprese; un cambio di priorità che penalizza le pensioni - sia quelle correnti, per le quali si stava discutendo di un possibile aumento, che di quelle future - ma fatto sta che d’ora in avanti sarà l’emergenza Coronavirus (anche una volta che i contagi diminuiranno) a dettare le regole.

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