Pensioni, novità: di quanto aumenterà l’età pensionabile nel 2021

Pensioni: per effetto dell’adeguamento con le aspettative di vita ci potrebbe essere un nuovo innalzamento dei requisiti nel 2021. Secondo i dati Istat gli italiani vivono sempre di più.

Pensioni, novità: di quanto aumenterà l'età pensionabile nel 2021

Pensioni, ultime novità: i requisiti per il collocamento in quiescenza potrebbero aumentare ancora nel 2021 per effetto dell’adeguamento con le aspettative di vita.

A confermarlo è l’Istat che in queste ore ha rilasciato i dati relativi alle speranze di vita riferiti al 2018, i quali saranno utilizzati per calcolare la nuova età pensionabile che sarà in vigore a partire dal 1° gennaio 2021.

Ricordiamo, infatti, che i requisiti per l’accesso alla pensione vengono adeguati ogni due anni all’incremento delle speranze di vita, attraverso un sistema di calcolo di cui vi parleremo successivamente.

L’ultimo adeguamento risale al 1° gennaio 2019, quando l’età pensionabile - con l’esclusione della pensione anticipata e di Quota 41 per i precoci - è stata incrementata di 5 mesi. Per effetto di questa misura, quindi, l’età richiesta per l’accesso alla pensione di vecchiaia è salita a 67 anni, mentre per l’opzione contributiva - per la quale sono sufficienti 5 anni di contributi - a 71 anni.

Ebbene, sembrava che dopo questo incremento si dovesse attendere per diversi anni prima di assistere ad un nuovo aumento dei requisiti per la pensione: questo perché, in base alle previsioni dell’Istat, non era attesa una variazione significativa delle speranze di vita.

Sembra però che non sarà così: i dati demografici sulle speranze di vita per il 2018, appena rilasciati dall’Istat, sono superiori alle attese: gli italiani vivono di più e - di conseguenza - andranno in pensione sempre più tardi.

Pensioni: come funziona l’adeguamento con le speranze di vita

Partiamo dall’analisi del dato appena comunicato dall’Istat in merito all’incremento delle aspettative di vita, perché è su questo che si basa tutto.

Nel dettaglio, la sopravvivenza degli italiani è aumentata ancora passando da 82,7 anni del 2017 a 83 anni del 2018 (per gli uomini siamo a 80,9 anni, mentre per le donne a 85,2).

Ma in che modo questo dato verrà utilizzato per calcolare il prossimo aggiornamento dei requisiti per la pensione? In realtà non è questo il valore di cui si tiene conto, bensì della speranza di vita a 65 anni che - facendo la media tra uomini e donne - è pari a 20,9 anni.

Questo dato, in base a quanto stabilito dalla Legge di Bilancio di due anni fa, dovrà essere confrontato con il valore del 2016, pari a 20,7 anni di speranza di vita a 65 anni. La decisione è stata presa proprio per non svantaggiare ulteriormente i pensionati dopo l’adeguamento di cinque mesi previsto per il 2019; per questo motivo venne utilizzato come riferimento il dato del 2016 che era risultato piuttosto alto.

In pochi, infatti, si aspettavano un innalzamento ulteriore delle speranze di vita che invece c’è stato e andrà a penalizzare nuovamente coloro che sono in procinto di accedere alla pensione.

Requisiti per la pensione: come cambiano nel 2021

La variazione delle due medie - seppur in virtù di un arrotondamento - è risultata quindi positiva e pari ad un +0,1. Questa variazione portata in dodicesimi equivale ad un incremento di un altro mese per l’età pensionabile che quindi, a partire dal 2021, dovrebbe salire a 67,1 anni per la pensione di vecchiaia e a 71,1 anni per la sua opzione contributiva.

Non dovrebbe esserci, invece, alcun incremento per la pensione anticipata e per Quota 41 che il decreto 4/2019 - poi convertito in legge 26/2019 - ha salvaguardato dagli effetti dell’adeguamento (introducendo, però, una finestra mobile che ritarda di tre mesi la decorrenza della pensione).

È bene sottolineare, però, che al momento si tratta solamente di indiscrezioni e lo saranno fino a quando non ci sarà una comunicazione Istat che ufficializzerà lo scatto, alla quale poi seguirà un decreto congiunto del ragioniere generale dello Stato e del direttore generale delle Politiche previdenziali del ministero del Lavoro che dovrà essere approvato entro la fine dell’anno.

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