Pensioni: senza novità nel 2019 scatterà l’aumento a 67 anni previsto dalla Fornero

Dal 1 gennaio 2019 scatterà l’aumento dell’età pensionabile previsto dalla riforma Fornero, a esclusione delle quindici categorie dei lavori usuranti.

Pensioni: senza novità nel 2019 scatterà l'aumento a 67 anni previsto dalla Fornero

Ci dovrebbe essere anche la riforma delle pensioni tra i vari provvedimenti sul tavolo della prossima legge di Bilancio, con l’idea di fondo che è quella di introdurre la tanto invocata Quota 100.

Al momento però le uniche certezze che ci sono in materia di pensioni sono quelle indicate dalla legge Fornero, con l’età pensionabile che quindi a partire dal 1 gennaio 2019 si innalzerà a 67 anni per tutti.

La riforma delle pensioni

Un anno fa di questi tempi si parlava tanto di riforma delle pensioni, Fase 2 e tanti altri bei propositi. Dopo una lunga trattativa tra governo e sindacati alla fine la montagna partorì il più classico dei topolini.

CISL e UIL così firmarono l’accordo con il governo, ammettendo che con i fondi a disposizione si era fatto il massimo, mentre la CGIL si rifiutò di siglare il testo sottolineando come fossero state disattese le aspettative.

Dodici mesi dopo alla guida del governo c’è la maggioranza Lega-Movimento 5 Stelle con entrambi i partiti che, anche se in modalità differenti, in campagna elettorale hanno promesso la rottamazione della legge Fornero.

C’è da dire che la Lega proponeva di abrogare in toto e subito la riforma, “mio primo impegno di governo sarà cancellare la Fornero” Salvini dixit, mentre i 5 Stelle parlavano di un superamento graduale.

Alla fine pare sia passata la linea dei pentastellati, con il primo tassello di questa contro-riforma che dovrebbe essere l’istituzione del meccanismo della Quota 100 per andare in pensione.

Anche qui però i condizionali sono d’obbligo perché, così come era per il governo Gentiloni, anche quello presieduto da Conte dovrà fare i conti con le scarse risorse in cassa che per la maggior parte saranno utilizzate per disinnescare le clausole di salvaguardia (12,5 miliardi per evitare aumento dell’Iva) e pagare gli interessi (2,5 miliardi per l’aumento dello spread).

Al momento quindi l’unica cosa certa è che, a meno di un difficile colpo di coda dell’esecutivo, a partire dal 1 gennaio 2019 in Italia l’età pensionabile aumenterà per tutti a 67 anni.

Da gennaio in pensione a 67 anni

Aspettando di capire quali saranno le mosse del governo in tema di pensioni, per vedere se nella legge di Bilancio che sarà imbastita in autunno dalle promesse si passerà ai fatti, gli italiani devono fare i conti con la riforma vigente.

Dopo l’equiparazione dell’età pensionabile sia per gli uomini che per le donne a 66 anni e 7mesi, da gennaio partirà il primo step di aumento a causa dell’adeguamento alle aspettative di vita che nel nostro paese sono in aumento.

Tutti quindi potranno andare in pensione a partire dai 67 anni con un innalzamento quindi di 5 mesi rispetto all’attuale soglia. Nel 2021 poi l’asticella passerà a 67 anni e 3 mesi, per aumentare poi di due mesi ogni due anni (2023 67 anni e 5 mesi, 2025 67 anni e 7 mesi etc…).

Saranno esentati da questo meccanismo le quindici categorie di lavori considerati usuranti e gravosi, unica soluzione di rilievo che è stata partorita dagli accordi tra governo e sindacati dello scorso anno.

QUI LA LISTA DEI LAVORI USURANTI

Al momento quindi non è ancora dato sapere quali saranno i provvedimenti che il governo prenderà in materia previdenziale, visto che anche la prossima legge di Bilancio avrà un travaglio molto lungo. Senza colpi di scena, la riforma Fornero continuerà a fare il suo corso.

Iscriviti alla newsletter "Lavoro" per ricevere le news su Pensione

Argomenti:

Pensione Elsa Fornero

Condividi questo post:

Commenti:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.