Pensioni news: perché e di quanto aumentano nel 2020

Aumento pensioni nel 2020: gli importi (così come i contributi maturati) saranno adeguati all’andamento dei prezzi. Salgono l’assegno sociale e la pensione minima.

Pensioni news: perché e di quanto aumentano nel 2020

Pensioni: nel 2020, seppur di poco, gli importi degli assegni continueranno a salire.

Non si tratta di una decisione dell’attuale Governo, il quale ha deciso di non mettere mano agli importi delle pensioni se non per la parte relativa alle percentuali di rivalutazione (di cui vi parleremo di seguito), bensì di un meccanismo già insito nel nostro sistema previdenziale.

Così come per l’adeguamento dei requisiti della pensione con le variazioni delle aspettative di vita (in programma ogni due anni), anche gli importi delle pensioni non restano fermi nel tempo: vi è necessità, infatti, di adeguarli all’andamento dei prezzi affinché non perdano il potere d’acquisto.

Quindi, dal prossimo 1° gennaio ci sarà un ulteriore balzello che porterà ad un incremento di pochi euro sui vari assegni. L’aumento riguarderà anche le misure assistenzialistiche come l’assegno sociale, o anche le pensioni di invalidità; è bene precisare, però, che non si tratta dell’aumento promesso da tempo (si è parlato di portare questi assegni a 780,00€) ma che non ha mai portato a degli sviluppi concreti.

Il meccanismo di rivalutazione degli assegni riguarderà - ma con un tasso differente - anche il montante contributivo per coloro che in pensione ci andranno proprio nel 2020; quindi anche i contributi versati negli anni di lavoro saranno rivalutati, così da arrivare ad un importo di pensione adeguato al costo della vita attuale.

I tassi con cui pensioni e contributi saranno rivalutati sono ormai noti, anche se per quello di perequazione degli assegni bisogna attendere ancora il decreto ufficiale che verrà emanato dal MEF - di concerto con il Ministero del Lavoro - nelle prossime settimane.

Vediamo in che modo queste percentuali comporteranno un aumento delle pensioni e quale sarà la portata degli incrementi.

Pensioni 2020, aumentano gli importi: tasso di rivalutazione

Il 1° gennaio 2019 gli assegni di pensione sono stati rivalutati dell’1,1%. Questo, infatti, fu il tasso di perequazione accertato sulla base della variazione degli indici dei prezzi rilevata dall’ISTAT.

Vi anticipiamo che per il 2020 questa percentuale sarà più bassa, pari quasi alla metà del tasso del 2019. Per il prossimo anno, infatti, il tasso di rivalutazione degli assegni dovrebbe essere dello 0,60%.

Questo significa che se un assegno oggi ha un importo pari a 1.000,00€, nel 2020 salirà di 6,00€. Bisogna ricordare però che la rivalutazione è piena solamente per alcuni assegni, visto che la Legge di Bilancio 2019 ha introdotto un meccanismo che penalizza gli importi più elevati.

Meccanismo che tra l’altro verrà rivisto nel 2020 poiché l’attuale Governo ha deciso di estendere la rivalutazione piena fino a coloro che hanno un assegno inferiore a 4 volte l’importo annuo del trattamento minimo. Per intenderci, potranno godere di un aumento dello 0,60% tutti coloro che hanno un assegno non superiore ai 2.000€ (circa).

Per gli altri, dovrebbero applicarsi le seguenti percentuali:

  • importo superiore a 4 volte, ma inferiore a 5 volte il trattamento minimo: 77% del tasso di riferimento, ossia 0,462%;
  • importo superiore a 5 volte ma inferiore a 6 volte il trattamento minimo: 52% del tasso di riferimento, ossia 0,312%;
  • importo superiore a 6 volte ma inferiore a 8 volte il trattamento minimo: 47% del tasso di riferimento, ossia 0,282%;
  • importo superiore a 8 volte ma inferiore a 9 volte il trattamento minimo: 45% del tasso di riferimento, ossia 0,270%;
  • importo superiore a 9 volte il trattamento minimo: 40% del tasso di riferimento, ossia 0,240%.

Si ricorda che queste percentuali sono probabili e che fino a quando non ci sarà l’apposito decreto interministeriale non si può parlare di ufficialità. In ogni caso non dovrebbero discostarsi di molto dai suddetti dati.

Come anticipato, la rivalutazione avrà ripercussioni sia sugli assegni assistenziali che su quelli previdenziali. Pensiamo ad esempio all’assegno sociale: questo nel 2020, per effetto della rivalutazione piena dello 0,6%, dovrebbe salire fino a 460,74€ (oggi è pari a 458,00€).

Stessa cosa per la pensione minima, ossia per l’integrazione a cui hanno diritto coloro che si trovano entro una certa soglia reddituale (che potete approfondire cliccando qui): oggi il trattamento minimo è pari a 513,01€, mentre dal prossimo anno potrebbe salire a 516,08€.

Pensioni 2020: anche i contributi vengono rivalutati

Anche per chi andrà in pensione nel 2020 si parlerà di rivalutazione, ma in questo caso ad essere adeguato è il montante contributivo di cui si tiene conto nel calcolo dell’assegno.

Nel dettaglio, il montante contributivo maturato dal lavoratore dal 1° gennaio 1996 (data da cui i contributi vengono trasformati in pensione utilizzando il sistema di calcolo contributivo anziché il retributivo) viene rivalutato sulla base dell’andamento del PIL nominale negli ultimi 5 anni.

Come anticipato il coefficiente di rivalutazione dei contributi che verrà utilizzato per coloro che andranno in pensione nel 2020 è già stato ufficializzato dal Ministero del Lavoro ed è più alto rispetto a quello del 2019: nel dettaglio, il coefficiente è pari all’1,8254%.

Sarà questo il coefficiente con cui il montante contributivo sarà rivalutato prima di essere trasformato in pensione (tramite applicazione del coefficiente di trasformazione, il quale invece non è stato ancora ufficializzato).

Questo significa che per coloro che andranno in pensione nel 2020 la pensione sarà leggermente più alta rispetto a quelli che ci sono andati nell’anno prima; si tratterà comunque di aumenti impercettibili o quasi che non risolvono il problema - di cui si parla da anni - del livello medio basso dell’importo medio delle pensioni percepite dagli italiani.

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