Pensioni e cumulo redditi lavoro autonomo: chi deve fare la dichiarazione e quando. Istruzioni INPS

Pensioni: per chi deve fare la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo INPS fornisce la data di scadenza e istruzioni con messaggio n°4231. Vediamo come fare, quali redditi sono cumulabili e le sanzioni per gli inadempienti.

Pensioni e cumulo redditi lavoro autonomo: chi deve fare la dichiarazione e quando. Istruzioni INPS

Pensioni: chi deve fare la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo? Una domanda cui risponde INPS con le istruzioni del messaggio n° 4231 del 12 novembre.

La comunicazione dell’Istituto si concentra principalmente sulle pensioni e il divieto di cumulo con i redditi da lavoro autonomo specificando tuttavia quando il medesimo deve essere riportato in dichiarazione e quando no, e dunque chi è esente da tale onere.

L’articolo 10 del decreto 30 dicembre 1992 n. 503 introduce il suddetto divieto di cumulo tra pensione e redditi da lavoro autonomo. Lo stesso decreto dispone che ai fini dell’applicazione del divieto di cumulo, i titolari di pensione sono tenuti a produrre la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo riferiti all’anno precedente, entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione ai fini dell’IRPEF per il medesimo anno.

Lo stesso istituto comunica anche la data entro la quale tale dichiarazione deve essere presentata in base alla decorrenza delle pensioni. Vediamo quindi entro quando va presentata e per quali pensioni.

Pensioni, dichiarazione redditi lavoro autonomo: ecco per chi

Pensioni: a questo punto vediamo chi è tenuto a fare la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo in nome della norma sul divieto di cumulo ed entro quando stando alle istruzioni del messaggio INPS.

In particolare informa INPS che:

“i titolari di pensione con decorrenza compresa entro l’anno 2019, soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo, per detto anno sono tenuti a dichiarare entro il 30 novembre 2020, data di scadenza della dichiarazione dei redditi dell’anno 2019, i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2019.”

Dunque coloro che sono andati in pensione nel 2019 devono procedere con la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo entro il 30 novembre 2020, di quelli conseguiti lo scorso anno.

In particolare INPS elenca le categorie di titolari di pensione che sono esclusi dall’obbligo e in particolare:

  • i titolari di pensione e assegno di invalidità avente decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1994;
  • i titolari di pensione di vecchiaia;
  • i titolari di pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo, in quanto dal 1° gennaio 2009 tale pensione è totalmente cumulabile con i redditi da lavoro;
  • i titolari di pensione di anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima, in quanto dal 1° gennaio 2009 tali prestazioni sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro;
  • i titolari di pensione o assegno di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima, delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni.

I titolari di pensione che non si trovano nelle suddette categorie sono soggetti all’obbligo di dichiarare i redditi da lavoro autonomo dell’anno 2019 entro il prossimo 30 novembre.

Pensioni: redditi non soggetti al divieto di cumulo

INPS fornisce pertanto indicazioni su quali redditi da lavoro non sono soggetti al divieto di cumulo.

INPS per chiarezza richiama alcune situazioni particolari che si possono verificare e che pertanto possono destare qualche dubbio. INPS specifica che:

  • qualora i titolari di pensione di invalidità dovessero non ritrovarsi nelle condizioni che abbiamo sopra elencato non sono soggetti al divieto di cumulo se hanno avuto nel 2019 un reddito da lavoro autonomo pari o inferiore a 6.669,13 euro;
  • non sono soggette a divieto di cumulo con le pensioni i redditi derivanti da attività svolte nell’ambito di programmi di reinserimento degli anziani in attività socialmente utili promosse da enti locali e altre istituzioni pubbliche e private;
  • sono altresì cumulabili con la pensione le indennità percepite per l’esercizio della funzione di giudice di pace;
  • le indennità e i gettoni di presenza di cui all’articolo 82, commi 1 e 2, del TUEL percepiti dagli amministratori locali non costituiscono reddito da lavoro ai fini del cumulo con la pensione;
  • non sono soggetti al divieto di cumulo con le pensioni in ogni caso tutte le indennità connesse a cariche pubbliche elettive;
  • sono cumulabili con le pensioni le indennità percepite dai giudici onorari aggregati per l’esercizio delle loro funzioni;
  • i titolari di pensione che svolgono la funzione di giudice tributario sono esclusi dal divieto di cumulo per le indennità percepite per l’esercizio di tale funzione;
  • i redditi dei sacerdoti non sono soggetti al regime di cumulo con le pensioni erogate da INPS per aver svolto il lavoro d’insegnanti di religione.

INPS chiarisce in merito ai redditi da dichiarare per coloro che sono soggetti al divieto di cumulo quanto segue:

“I redditi da lavoro autonomo devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute erariali. Il reddito d’impresa deve essere dichiarato al netto anche delle eventuali perdite deducibili imputabili all’anno di riferimento del reddito.”

Come presentare la dichiarazione

INPS fornisce istruzioni su come presentare la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo dell’anno 2019 per le pensioni soggette al divieto di cumulo. I titolari di pensione devono accedere all’area riservata del servizio sul sito di INPS con SPID, CIE o CNS (dal 1° ottobre INPS non rilascia più nuovi PIN).

Una volta che i titolari di pensione interessati si sono autenticati sul sito INPS devono seguire il percorso illustrato dall’Istituto:

  • andare all’elenco “Prestazioni e servizi”;
  • selezionare la voce “Dichiarazione Reddituale – Red Semplificato” (per la dichiarazione RED).
  • nel successivo pannello occorre scegliere la Campagna di riferimento: 2020 (dichiarazione redditi per l’anno 2019).

Si può rendere la dichiarazione per le pensioni dei redditi da lavoro autonomo anche tramite il Contact Center Multicanale, raggiungibile al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) e al numero 06 164 164 (da rete mobile con costi variabili in base al piano tariffario del proprio gestore telefonico). Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 20, ed il sabato dalle ore 8 alle ore 14 (ora italiana).

Sanzioni

INPS specifica che le pensioni che non procederanno, laddove dovuta, alla dichiarazione dei redditi sono soggette a sanzioni.

I titolari di pensione infatti che non dichiarano i redditi da lavoro autonomo del 2019 sono tenuti a versare all’Ente previdenziale di appartenenza, quindi anche eventualmente a INPS, “una somma pari all’importo annuo della pensione percepita nell’anno cui si riferisce la dichiarazione medesima. Detta somma sarà prelevata dall’Ente previdenziale competente sulle rate di pensione dovute al trasgressore.”

Messaggio numero 4231 del 12-11-2020.pdf
Pensioni: istruzioni INPS per chi deve fare la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo. Redditi cumulabili e sanzioni per inadempienti.

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