Pensioni: il Governo taglia la spesa pensionistica per rientrare nel debito?

Le pensioni utilizzate per rientrare nel debito prodotto dall’Italia nel periodo di emergenza? È una possibilità.

Pensioni: il Governo taglia la spesa pensionistica per rientrare nel debito?

Pensioni: negli ambienti della politica si comincia a parlare di un possibile taglio della spesa pensionistica per rientrare nel debito prodotto durante la pandemia di COVID-19.

D’altronde il Ministro dell’Economia - Roberto Gualtieri - non ha nascosto che sarà necessario prevedere un programma di rientro, con il sistema pensionistico italiano che potrebbe essere tra i principali indiziati. Ancora una volta - dopo il 2011 con la riforma “lacrime e sangue” approvata dal Governo Monti - le pensioni potrebbero essere utilizzate per fare cassa.

E se allora la riforma fu necessaria - come chiarito dalla Fornero - “perché senza non sarebbe stato possibile pagare tutte le pensioni”, questa volta potrebbe essere l’emergenza sanitaria, ed economica, ad imporci un taglio.

Fino a qualche mese fa sindacati e Governo stavano discutendo su come fare per rendere più flessibile il sistema pensionistico italiano; adesso lo scenario è cambiato e semmai una riforma dovesse esserci sarà solo per risparmiare sui conti pubblici.

Il Governo ha necessità di rientrare nel debito prodotto durante l’emergenza

Ad oggi non ci sono notizie certe riguardo ad un taglio delle pensioni. Ma cominciano a circolare voci in merito, con molti esponenti politici che ritengono che per il Governo sarà inevitabile riformare il sistema pensionistico per rientrare nel debito prodotto durante l’emergenza sanitaria che nei Paesi più colpiti - tra cui figura anche l’Italia - ha avuto ripercussioni importanti sull’economia.

Per l’Italia l’impatto sarà molto duro: il FMI ha stimato per il nostro Paese un’impennata del debito pubblico che potrebbe arrivare al 166% del PIL. È vero che al momento l’Unione Europea ha allentato i vincoli e che quindi non c’è molto da preoccuparsi, ma è pur vero che prima o poi la situazione tornerà alla normalità e per il nostro Paese arriverà il momento di pagare il conto.

E in quell’occasione il debito pubblico dell’Italia sarà un problema non di poco conto; per questo motivo già dopo l’estate il Ministro dell’Economia presenterà alla Commissione europea un programma di rientro dal debito in eccesso. Lo ha confermato lo stesso Gualtieri, il quale ha spiegato che il Piano di Rilancio che il Governo sta elaborando in queste settimane terrà conto delle “compatibilità finanziarie” e questo conterrà anche una “strategia di rientro dall’elevato debito pubblico”.

Taglio delle pensioni per rientrare nel debito?

Nel Piano di Rilancio con cui l’Italia dovrebbe utilizzare le risorse in arrivo con il Recovery Fund ci sono diversi obiettivi da raggiungere: investimenti importanti per rilanciare l’economia del Paese.

Ma d’altra parte nello stesso progetto ci sarà anche un programma di rientro dal debito pubblico che dovrebbe avere una durata di circa 10 anni. Questo perché, come si legge nel documento elaborato dal Governo:

L’elevato debito pubblico dell’Italia rappresenta un freno alla crescita dell’economia oltre che un pesante fardello per la finanza pubblica. Il programma di Rilancio sarà pertanto accompagnato da un aggiornamento del Programma di Stabilità che presenterà non solo nuove proiezioni fino al 2023, ma anche un piano di rientro del rapporto debito/PIL su un orizzonte decennale

A tal proposito resta da capire come l’Italia intende rientrare nel debito, specialmente nel caso in cui gli investimenti fatti non diano i risultati sperati.

Si parla di “razionalizzazione della spesa pubblica” e non può non venire in mente quanto fatto in passato con la Legge Fornero. Il taglio del costo delle pensioni è una possibilità, con il dopo Quota 100 che potrebbe prevedere un innalzamento dell’età pensionabile.

Niente di certo ma già il solo fatto che se ne parli spaventa. Perché l’emergenza da COVID-19 ha già avuto un impatto sulle pensioni nel medio termine, speriamo non lo abbia anche a lungo termine incrementando ulteriormente l’età per il raggiungimento del diritto alla pensione.

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