Fattura elettronica, proroga esclusa: cosa cambia dopo l’ok condizionato del Garante

Anna Maria D’Andrea

21 Dicembre 2018 - 17:35

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Proroga fattura elettronica, prima criticità archiviata, per il momento: il Garante Privacy autorizza l’avvio dal 1° gennaio 2019, ma con novità rilevanti. Ecco cosa cambia ora.

Proroga fattura elettronica archiviata, almeno per quanto riguarda le criticità in tema privacy: l’Autorità Garante autorizza l’avvio dell’obbligo dal 1° gennaio 2019 ma con alcune novità rilevanti.

Cosa cambia dopo gli interventi risolutivi da parte dell’Agenzia delle Entrate? Il grande database del Fisco che sarebbe nato con i dati delle fatture elettroniche si svuota: saranno archiviati soltanto i dati fiscali necessari per i controlli automatizzati mentre le prestazioni sanitarie escono fuori dal sistema di fatturazione elettronica.

L’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica per le operazioni tra titolari di partita IVA spunta la prima criticità, quella legata ai rischi sulla privacy dei contribuenti, ma il via libera del Garante è condizionato e prevede una sorta di periodo transitorio dopo il quale seguirà una nuova valutazione d’impatto che dovrà pervenire all’Autorità entro il 15 aprile 2019.

Quella che cambia è la conservazione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate: potranno essere conservati soltanto i dati fondamentali e necessari ai fini dei controlli automatizzati (es., incongruenze tra dati dichiarati e quelli a disposizione dell’Agenzia), con l’esclusione della descrizione del bene o servizio oggetto di fattura.

Così l’Agenzia delle Entrate supera il primo ostacolo grave che rischiava di portare ad una proroga necessaria della fatturazione elettronica. Ma è solo l’inizio: il sistema non sembra al momento in grado di garantire l’avvio dell’obbligo a partire dal 1° gennaio 2019.

Evitata la proroga della fattura elettronica: cosa cambia dopo il provvedimento del Garante Privacy

Con il provvedimento pubblicato il 20 dicembre 2018, l’Autorità Garante per la Privacy dà il via libera all’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019 ma cambia il “super-potere” di conservazione attribuito all’Agenzia delle Entrate.

Con le modifiche concordate dopo il tavolo tecnico tra Entrate, MEF, Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Consulenti del lavoro e Assosoftware, è stato strutturato il nuovo sistema di e-fattura al fine di renderlo GDPR compliant.

La prima cosa che cambia è la conservazione delle fatture elettroniche. L’Agenzia delle Entrate dovrà limitarsi a memorizzare soltanto i dati fiscali necessari per i controlli automatizzati, con l’esclusione della descrizione del bene o servizio oggetto di fattura.

Così come spiegato dal Garante per la Privacy, dopo il periodo transitorio indispensabile a modificare il sistema, nuovi servizi di consultazione delle fatture saranno resi disponibili solo su specifica richiesta del contribuente, sulla base di accordi che saranno esaminati dall’Autorità.

Fuori dall’obbligo di fatturazione elettronica, invece, i soggetti che erogano prestazioni sanitarie, così come stabilito dal Decreto Legge fiscale n. 119/2018 che ha esonerato dal ciclo attivo le prestazioni già trasmesse tramite il sistema TS.

L’Agenzia, prima dei correttivi richiesti dall’Autorità Garante,

oltre a recapitare le fatture ai contribuenti attraverso il sistema di interscambio (SDI), avrebbe anche archiviato integralmente tutti i file delle fatture elettroniche (2,1 miliardi nel 2017) che contengono di per sé informazioni di dettaglio, anche non rilevanti a fini fiscali, sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici, di telecomunicazione o trasporto (es. regolarità nei pagamenti, pedaggi autostradali, biglietti aerei, pernottamenti), o addirittura l’indicazione puntuale delle prestazioni legali (es. numero procedimento penale) o sanitarie (es. percorso diagnostico neuropsichiatrico infantile).

Evitare la proroga dell’avvio della fattura elettronica era una necessità non tanto per l’Agenzia delle Entrate quanto per lo Stato che al nuovo obbligo ha legato un incremento di gettito fiscale pari a circa 2 miliardi di euro. Tale rischio sembrerebbe per il momento scongiurato ma a pesare è l’intero sistema di gestione degli obblighi di fatturazione elettronica, che al momento è tutt’altro che esente da criticità.

Un periodo transitorio per la fattura elettronica

Il problema privacy però non è totalmente risolto. Il Garante ha richiesto ulteriori sforzi all’Agenzia delle Entrate, per implementare la cifratura dei dati, minimizzare i dati da memorizzare e per conformarsi agli obblighi di trasparenza e correttezza nei confronti degli interessati riguardo ai controlli fiscali effettuati attraverso trattamenti automatizzati o con l’acquisizione delle fatture per le quali il contribuente usufruisce dei servizi di consultazione e conservazione.

Il 1° gennaio 2019 darà l’avvio ad un obbligo di fatturazione elettronica sotto stretta osservazione. Una nuova valutazione dell’impatto ai fini del rispetto delle regole sulla privacy dovrà essere prodotta dall’Agenzia delle Entrate entro il 15 aprile 2019.

La stessa Agenzia delle Entrate, tra l’altro, ha informato i titolari di partita IVA e loro intermediari sull’avvio di un periodo transitorio che partirà il 1° gennaio e si concluderà il 3 maggio 2019. La novità è contenute sul portale Fatture e Corrispettivi e riguarda la conservazione delle fatture.

“In questo periodo l’Agenzia delle Entrate procederà alla temporanea memorizzazione delle fatture elettroniche che la interessano in qualità di cedente/prestatore o cessionario/committente, in conformità alle indicazioni ricevute dal Garante per la protezione dei dati personali, esclusivamente al fine di realizzare le seguenti funzionalità:

1. acquisizione di alcuni dati di natura fiscale contenuti nelle fatture elettroniche, definiti principalmente nell’articolo 21 del D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, ad esclusione dei dati di cui al comma 2, lettera g) relativi alla natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione (i c.d. dati fattura), che saranno estrapolati e raccolti dall’Agenzia delle Entrate in una banca dati separata e verranno trattati dall’Agenzia per le attività istituzionali di assistenza e di controllo automatizzato mediante l’incrocio dei dati di natura fiscale presenti nelle fatture con quelli presenti nelle banche dati dell’Agenzia delle Entrate;
2. realizzazione di un servizio facoltativo attraverso il quale avrà la possibilità di consultare o scaricare i file XML delle fatture emesse e ricevute attraverso SDI nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate. Tale servizio sarà subordinato all’adesione a uno specifico Accordo di servizio che verrà pubblicato nella medesima area riservata entro la data del 3 maggio 2019. In tale contesto, l’Agenzia delle Entrate assumerà il ruolo di responsabile del trattamento, archiviando le fatture, in nome e per conto suo, in una banca dati dedicata. A partire dalla data di disponibilità del nuovo servizio facoltativo, lei potrà manifestare la volontà di aderire all’Accordo del servizio di consultazione e scarico del file XML della fattura elettronica, comprese le fatture memorizzate nel periodo transitorio. Se Lei è titolare di partita IVA potrà aderire anche attraverso intermediari delegati.
In caso di mancata adesione all’Accordo di cui sopra nei tempi previsti, l’Agenzia procederà alla cancellazione delle fatture elettroniche memorizzate durante il periodo transitorio entro il 2 luglio 2019 e i soli dati fattura verranno mantenuti per le previste attività istituzionali di assistenza e di controllo automatizzato, fino a che non saranno decorsi i termini per gli eventuali accertamenti - vale a dire entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento - ovvero definiti gli eventuali giudizi.

In caso di adesione al Servizio di almeno una delle parti del rapporto economico, l’Agenzia memorizzerà comunque la fattura nella sua interezza, rendendola disponibile per la consultazione e lo scarico solo a chi abbia aderito al Servizio.

Resta fermo l’eventuale Servizio di conservazione da lei fruito in base al relativo Accordo di servizio stipulato con l’Agenzia.”

Proroga fattura elettronica, ipotesi ancora possibile?

Eppure secondo molti la proroga della fattura elettronica è ancora oggi necessaria. Chi sostiene che il sistema non è pronto non si riferisce soltanto al problema relativo alla privacy ma all’intera struttura dell’obbligo, partendo proprio dalla parte tecnica e procedurale.

Il sito dell’Agenzia delle Entrate soffre già ad oggi del notevole numero di accessi ed è spesso fuori uso, con blocchi e rallentamenti che di conseguenza rallentano l’attività quotidiana di intermediari e titolari di partita IVA.

A tale problematica rilevante e che potrebbe compromettere l’avvio senza ostacoli dell’obbligo di fatturazione elettronica si aggiunge la lentezza nell’attivazione delle deleghe: sia la procedura web che l’invio a mezzo PEC richiedono molto più dei 2 o 5 giorni di tempo previsti dall’Agenzia delle Entrate.

Il risultato è che quando ormai ci si avvicina alle festività natalizie e al nuovo anno sembra di vivere in un limbo. L’unica cosa da fare ora è attendere il 1° gennaio 2019. Il nuovo anno potrebbe portare molte sorprese e l’avvio senza problemi della fatturazione elettronica è ancora oggi appeso al filo.

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