Dazi: Trump decide di non limitare ulteriormente gli investimenti cinesi

Le restrizioni sugli investimenti cinesi in tecnologie USA considerate rilevanti non trovano il via libera dell’amministrazione Trump.

Dazi: Trump decide di non limitare ulteriormente gli investimenti cinesi

L’amministrazione Trump ha deciso di non imporre nessun nuovo limite agli investimenti cinesi negli Stati Uniti.

La linea scelta sembra andare verso una valutazione caso per caso, con il Congresso che andrà ad affiancare un organismo governativo già esistente nell’esame delle singole operazioni societarie, così da rilevare i possibili rischi per la sicurezza nazionale.

La decisione costituisce una virata verso un approccio più moderato al tentativo di Trump di reprimere le pratiche commerciali cinesi da lui definite sleali, senza in questo modo danneggiare la crescita economica degli Stati Uniti.

I titoli tech hanno fatto registrare un brusco calo all’inizio di questa settimana, quando le news sembravano suggerire l’arrivo di limiti severi agli investimenti cinesi, volti ad arrestare sul nascere il piano Made in China 2025 di Pechino.
Gli Stati Uniti hanno a lungo accusato la Cina di aver rubato segreti commerciali, mentre a marzo Trump ha spinto il segretario al Tesoro Steven Mnuchin a considerare restrizioni che avrebbero attenuato i timori legati agli investimenti cinesi in industrie o tecnologie ritenute importanti per gli Stati Uniti.

Due mesi dopo, a maggio, la Casa Bianca ha annunciato che avrebbe imposto restrizioni sugli investimenti cinesi in tecnologie significative a livello industriale, aggiungendo che tutti i dettagli del piano sarebbero stati chiariti ufficialmente entro il 30 giugno.

I media hanno riferito a inizio settimana che l’amministrazione stava prendendo in considerazione una nuova norma, volta a impedire alle aziende con almeno il 25% di proprietà cinese di acquistare società americane operanti in tecnologie che la Casa Bianca considera “rilevanti”.
La notizia ha innescato un sell-off sui titoli tech, che hanno però ripreso quota subito dopo la decisione di non limitare gli investimenti cinesi.

Il Congresso sta lavorando ora a una legislazione che dovrebbe rafforzare la commissione per gli investimenti esteri negli Stati Uniti - un gruppo che coinvolge più istituzioni, presieduto dal Dipartimento del Tesoro. Il collettivo esamina alcune operazioni che potrebbero portare investitori stranieri a controllare un’azienda statunitense, ritenendole un problema di sicurezza nazionale.

La legislazione ha un sostegno bipartisan sia alla Camera che al Senato. Questa settimana la Camera ha approvato una legge che estende l’autorità del CFIUS - il Comitato sugli investimenti esteri negli Stati Uniti d’America. Un disegno simile era stato già approvato dal Senato a inizio mese.

Il dipartimento del commercio, infine, sta ancora vagliando la possibilità di effettuare controlli avanzati sulle esportazioni, il che impedirebbe alle aziende statunitensi di spedire determinate tecnologie in Cina.

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