Cosa è cambiato in Italia un anno dopo le elezioni del 4 marzo 2018?

Un anno esatto dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018, ecco come è cambiata l’Italia dal punto di vista politico e dei sondaggi.

Cosa è cambiato in Italia un anno dopo le elezioni del 4 marzo 2018?

Per usare uno dei più classici luoghi comuni, sembrerebbe essere volato l’ultimo anno politicamente parlando. Esattamente un anno fa si sono tenute le elezioni politiche del 4 marzo 2018, che in qualche modo hanno segnato un nuovo punto di rottura rispetto al passato tanto che si è parlato anche di una nuova Terza Repubblica.

Dal caos post voto con nessun chiaro vincitore uscito fuori dalle urne fino alla nascita del governo Conte sostenuto da Lega e Movimento 5 Stelle, arrivando quindi all’ultima legge di Bilancio con lo stanziamento dei fondi per il Reddito di Cittadinanza e la Quota 100.

Un’azione questa del “governo del cambiamento” che però ha portato anche a una dicotomia nei sondaggi: mentre la Lega viene data ora come primo partito del paese, il Movimento 5 Stelle al contrario sarebbe in crisi.

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Un anno dopo le elezioni politiche

Per tanti versi le elezioni politiche del 4 marzo 2018 sono state un momento che probabilmente finirà nei libri di storia. Dopo la Seconda Repubblica post Tangentopoli e la nascita del bipolarismo centrodestra-centrosinistra, alle urne è stato il Movimento 5 Stelle il partito più votato.

Con il centrodestra prima come coalizione ma senza i numeri necessari per avere una maggioranza parlamentare, dopo il voto ci sono stati lunghi mesi di trattative tanto che non era esclusa l’ipotesi di un ritorno alle urne anche in estate.

Dopo la crisi per la vicenda Savona, alla fine è stato il professore Giuseppe Conte ad avere il compito di formare un governo, sostenuto dalla inedita coppia Lega e Movimento 5 Stelle con Matteo Salvini e Luigi Di Maio nel ruolo di vice premier.

Tante aspettative anche in virtù di un ambizioso contratto di governo, con il Decreto Dignità che è stato il primo vero e proprio atto del nuovo esecutivo. In estate però è stata la questione dei migranti a tenere banco con il ministro Salvini sugli scudi.

Il vero banco di prova per il governo è arrivato però in autunno. Oltre al Decreto Sicurezza, è stata la partita in merito alla legge di Bilancio a far salire la tensione con un lungo braccio di ferro con l’Europa.

Alla fine l’Italia è riuscita a evitare una procedura d’infrazione, rivedendo al ribasso le stime di deficit e Pil, con il governo che nella manovra ha comunque inserito i fondi per far partire il Reddito di Cittadinanza e la Quota 100.

Sono ancora tanti i nodi che i gialloverdi devono però ancora sciogliere. In primis c’è la questione Tav che vede Lega e Movimento 5 Stelle su posizioni diametralmente opposte, ma anche la legge sulle autonomie regionali potrebbe spaccare il governo.

Sullo sfondo poi ci sono le elezioni europee di fine maggio e soprattutto la questione dei conti pubblici, autentica spada di damocle tra spread che rimane alto, un Pil che non sembrerebbe crescere come sperato e l’ombra di una manovra economica correttiva che aleggia sempre sopra i cieli italici.

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Cosa dicono i sondaggi

In questi dodici mesi molto è cambiato anche nei rapporti di forza tra i vari partiti. Tutti i sondaggi infatti danno la Lega come prima forza del paese, ben oltre il 30%, con il centrodestra unito che sarebbe quasi al 50%

Stando così le cose, se adesso si tornasse a votare il centrodestra vincerebbe le elezioni a mani basse, considerando il fatto che invece il Movimento 5 Stelle viene dato in crisi e il centrosinistra ancora non riesce a organizzarsi.

La crescita attribuita dai sondaggi alla Lega nell’ultimo anno non sembrerebbe avere eguali nelle democrazie occidentali. Salvini avrebbe infatti raddoppiato i propri consensi rispetto al 4 marzo 2018, togliendo voti a Forza Italia e ai 5 Stelle.

Proprio i pentastellati invece sembrerebbero soffrire questa alleanza di governo, perdendo voti soprattutto a destra nonostante che ad aprile partirà il Reddito di Cittadinanza, da sempre grande cavallo da battaglia del Movimento.

Le elezioni regionali che si sono tenute nell’ultimo anno (Molise, Friuli, Trentino, Abruzzo e Sardegna), hanno evidenziato come il centrodestra sia ormai nettamente la maggioranza nel paese.

Salvini al momento però non sembrerebbe essere tentato dal rompere il patto di governo: un anno dopo l’ultimo voto, la maggioranza non appare stabile ma possibili ribaltoni non sembrerebbero essere all’orizzonte.

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