Evoluzione sondaggi politici dal 4 marzo a oggi: chi è salito e chi è sceso tra i partiti

Dopo il voto del 4 marzo la politica italiana è in continua evoluzione: ecco l’andamento dei partiti nei sondaggi politici di SWG dalle ultime elezioni a oggi.

Evoluzione sondaggi politici dal 4 marzo a oggi: chi è salito e chi è sceso tra i partiti

Sono cambiate le percentuali attribuite ai principali partiti italiani dalle elezioni del 4 marzo fino a oggi. Anche se in fondo sono passati soltanto pochi mesi dal voto, lo scenario politico nostrano è mutato in maniera marcata.

Per analizzare l’andamento dei partiti abbiamo preso in considerazione i sondaggi politici effettuati con cadenza settimanale dall’istituto SWG, così da poter avere un quadro chiaro di questa evoluzione.

Evoluzione di cui abbiamo parlato anche con il professore Roberto D’Alimonte, tra i massimi esperti in Italia di sistemi elettorali, che ha sottolineato come di recente l’elettorato sia diventato molto volatile.

L’andamento dei sondaggi dal 4 marzo a oggi

Dopo i risultati delle ultime elezioni politiche molti avevano gridato a una fine della Seconda Repubblica e a un avvio della Terza. La debacle del Partito Democratico e di Forza Italia, i due partiti che dal 1994 si sono contesi la guida del paese, ha lasciato presagire infatti l’inizio di una stagione politica tutta nuova.

Alla fine di quasi tre mesi di trattative è nato il “governo del cambiamento” formato da Lega e Movimento 5 Stelle, con il PD e Forza Italia che per la prima volta dopo 24 anni si sono ritrovati insieme all’opposizione.

Prendendo come riferimento le indagini svolte da SWG, vediamo quindi l’andamento dei sondaggi politici per ciascun partito politico preso in esame (Lega, M5S, Forza Italia, Fratelli d’Italia, PD, Liberi e Uguali, Più Europa e Potere al Popolo) dal 4 marzo al 5 novembre, data dell’ultimo sondaggio diramato dall’istituto.

Lega

Come sottolineato anche da D’Alimonte, la crescita della Lega è stato un “risultato straordinario che non ha eguali in tempi recenti in Europa Occidentale”. Da quando c’è Salvini alla guida del partito, il Carroccio è passato infatti dal 4% del 2014 all’attuale 31,7%.

Notevole anche il balzo dal 4 marzo, visto che alle urne la Lega ha ottenuto il 17,35%. In sostanza Salvini avrebbe aumentato del 14% il proprio bottino di voti negli ultimi mesi attestandosi come prima forza politica del paese.

Oltre ad essere subito cresciuta dopo le elezioni, la Lega ha fatto registrare i suoi aumenti più sostanziali dopo gli altri appuntamenti elettorali (22 aprile, 10 giugno) che hanno visto trionfare il centrodestra (regionali e amministrative), oltre che nei momenti di maggiore crisi dei migranti (25 agosto).

In sostanza Salvini starebbe godendo del cosiddetto effetto del “carro del vincitore”, con molti elettori provenienti soprattutto dal centrodestra - Forza Italia in primis - che sarebbero ora passati sotto le fila della Lega.

Movimento 5 Stelle

Il risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle alle elezioni del 4 marzo (32,68%) è stato senza dubbio eccezionale. Un exploit soprattutto al Sud, dove i pentastellati in alcuni seggi hanno anche ottenuto la maggioranza assoluta.

Subito dopo il voto il M5S è cresciuto fino a toccare l’apice del 35,2% (23 marzo), per poi iniziare però a scendere in maniera progressiva soprattutto dopo l’accordo di governo con la Lega, con l’elettorato più “a sinistra” del Movimento che probabilmente non ha molto gradito l’alleanza con Salvini.

Sorpassati nei sondaggi dalla Lega, i 5 Stelle comunque hanno registrato dei buoni picchi di crescita in concomitanza con l’abolizione dei vitalizi alla Camera (12 luglio) e l’approvazione del Def (27 settembre) dove era presente il via libera al Reddito di Cittadinanza.

Partito Democratico

Il grande sconfitto delle elezioni politiche è stato il Partito Democratico che non è riuscito ad andare oltre il 18,76% alle urne, riportando così il risultato peggiore della sua storia dalla fine del PCI.

Dopo le elezioni i dem non sono riusciti a invertire la rotta, con il partito che nei sondaggi ha fatto registrare anche il minimo storico del 15,7% (1 ottobre).

In sostanza, per il PD, da quando è nato il governo Conte, è continuata l’emorragia di voti, con il posto all’opposizione che al momento non sembra giovare a Renzi e compagni.

Forza Italia

Altra grande sconfitta del 4 marzo è stata Forza Italia, che con il 14% ha ceduto lo scettro di primo partito del centrodestra alla Lega. Già nelle imminenti settimane dopo il voto, il Carroccio poi ha continuato a togliere voti agli azzurri.

Nel sondaggio del 3 settembre Forza Italia ha fatto registrare il suo minimo del 6,9%: proprio in quel periodo, come abbiamo visto, la Lega volava grazie alle tensioni sui migranti della vicenda Diciotti.

Nell’ultimo periodo, comunque, i forzisti hanno alternato rapide risalite ad altrettanto netti tonfi: il sentore è che molto dipenda dalla visibilità o meno di Silvio Berlusconi, ultimamente molto più defilato dalle scene politiche.

Fratelli d’Italia

In un centrodestra dove la Lega è sempre più in ascesa, Fratelli d’Italia sta cercando di tenere botta all’avanzata del Carroccio. In generale il partito di Giorgia Meloni può sempre contare su un discreto zoccolo duro di elettori.

Tra le elezioni del 4 marzo (4,25%) e l’ultimo sondaggio del 12 novembre (3,7%), Fratelli d’Italia parrebbe essere riuscito a contenere la fuga di voti verso la Lega, anche se rimane il problema delle elezioni europee, dove la soglia di sbarramento sarà del 4%.

Liberi e Uguali

Ottenendo il 3,39% alle elezioni Liberi e Uguali è riuscito a superare la soglia di sbarramento del 3%, anche se il risultato è stato ampiamente al di sotto delle aspettative del movimento politico che racchiude gli scissionisti del PD, Sinistra Italiana e Possibile.

Non sfruttando il calo nei sondaggi del Partito Democratico, LeU è invece subito sceso sotto la soglia del 3% non riuscendo più a risalire la china: in ottica elezioni europee, al momento appare difficile arrivare al 4%.

Più Europa

Con il 2,56% ottenuto alle elezioni politiche, Più Europa non è riuscito a superare la soglia di sbarramento della parte proporzionale del Rosatellum, riuscendo però a eleggere alcuni parlamentari grazie al seggi uninominali.

Alternando periodi di flessione ad altri di crescita, il partito di Emma Bonino è rimasto costante nei sondaggi. Per poter sbarcare anche a Bruxelles, però, il movimento più europeista del panorama italiano dovrà fare gioco di squadra con altri (PD?) altrimenti sarà dura.

Potere al Popolo

L’esordio alle urne per Potere al Popolo non è stato poi così male (1,13%), considerando che si trattava di un partito nuovo di zecca e la concorrenza a sinistra di Liberi e Uguali e del Partito Comunista di Rizzo.

Dopo il voto Potere al Popolo è cresciuto fino a posizionarsi stabilmente oltre il 2%. In vista delle europee 2019 anche qui la soglia di sbarramento del 4% appare un ostacolo difficile da superare: senza un soggetto unitario di sinistra, il rischio è che tutti i vari partiti dell’area rimangano fuori.

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