Sondaggi referendum giustizia 2026. Chi è in vantaggio oggi?

Simone Micocci

14 Marzo 2026 - 10:43

Referendum riforma della giustizia, stop ai sondaggi. Ma chi era in vantaggio nelle scorse rilevazioni?

Sondaggi referendum giustizia 2026. Chi è in vantaggio oggi?

I sondaggi sul referendum sulla giustizia del 2026 non sono stati aggiornati negli ultimissimi giorni, ma il quadro emerso dalle rilevazioni più recenti appare sostanzialmente stabile: al momento il fronte del No risulta ancora in vantaggio, senza particolari stravolgimenti nelle intenzioni di voto.

Mai come in questa occasione, però, le previsioni demoscopiche potrebbero essere soggette a variazioni anche improvvise. Non mancano infatti osservatori politici che leggono la situazione in modo diverso rispetto agli istituti di ricerca. Tra questi c’è, ad esempio, Italo Bocchino, secondo il quale il potrebbe addirittura ottenere una vittoria netta, ribaltando le indicazioni attuali con un “vantaggio di almeno il 5%”.

Alla base di questa incertezza c’è soprattutto la natura tecnica del quesito referendario. Comprendere fino in fondo le conseguenze della riforma della giustizia non è semplice e questo rende più difficile per molti elettori maturare una scelta consapevole tra Sì e No. Il rischio è che il voto si trasformi più in una presa di posizione politica che in un giudizio sul merito della riforma: da un lato un voto contro il governo Meloni (in caso di No), dall’altro un voto contro l’attuale sistema della magistratura (in caso di Sì).

Proprio per questo motivo la quota di indecisi resta ancora molto elevata. Si tratta in larga parte di elettori che potrebbero decidere solo negli ultimi giorni di campagna elettorale, ma c’è anche il rischio che una parte significativa scelga di non recarsi alle urne.

In una puntata di Money Talks, il podcast di Money.it, abbiamo intervistato due magistrati, uno a favore del Sì e uno per il No. GUARDA ORA su YouTube.

Cosa dicono gli ultimi sondaggi

Per capire chi è in vantaggio oggi tra Sì e No bisogna guardare alle rilevazioni pubblicate nelle scorse settimane.

Secondo i sondaggi Ipsos, il No sarebbe avanti con circa il 52,4%, mentre il si fermerebbe al 47,6% nello scenario di affluenza più probabile, stimato intorno al 42%. Se invece la partecipazione dovesse salire verso il 49%, il risultato diventerebbe molto più equilibrato, con il Sì potenzialmente in leggero vantaggio.

Indicazioni simili arrivano anche da altri istituti. Una rilevazione Swg collocava il No al 52% e il Sì al 48%, confermando il sorpasso che si è registrato nelle ultime settimane rispetto alle prime fasi della campagna referendaria, quando i favorevoli alla riforma sembravano nettamente avanti.

Anche l’indagine Demopolis mostrava un quadro ancora aperto ma con un margine a favore dei contrari alla riforma: con un’affluenza stimata attorno al 40%, il No sarebbe al 43% contro il 41% del Sì, mentre circa il 16% degli intervistati si dichiarava ancora indeciso.

Il vero fattore decisivo

Alla luce di questi dati, si può dire che oggi il fronte del No parte leggermente favorito. Tuttavia il margine resta contenuto e l’elevata presenza di indecisi rende il risultato tutt’altro che scontato.

Molto dipenderà dall’affluenza e dalla capacità dei due schieramenti di mobilitare il proprio elettorato negli ultimi giorni prima del voto. Proprio perché il referendum riguarda un tema percepito come tecnico e complesso, il rischio è che una parte significativa degli elettori scelga l’astensione.

Per questo motivo, più che i numeri attuali dei sondaggi, sarà decisiva la dinamica della partecipazione: è lì che si giocherà davvero la partita tra Sì e No.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.