I meteorologi avvertono l’Europa. “Non abbiamo mai visto niente di simile prima d’ora”

Ilena D’Errico

29 Aprile 2026 - 22:36

L’Europa deve fare molta attenzione, perché le sue condizioni climatiche sono peggiori che in qualsiasi altro continente.

I meteorologi avvertono l’Europa. “Non abbiamo mai visto niente di simile prima d’ora”

L’ultimo rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) ha preannunciato un anno assai duro per l’Europa, che si appresta a vivere condizioni climatiche sempre peggiori. Gli esperti hanno analizzato il clima nel corso del 2025 insieme al Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Cepmmt) nell’ambito del programma Copernicus, e gli effetti attesi per quest’anno, spiegando che: “Non abbiamo mai visto niente di simile prima d’ora”.

Quasi l’intero territorio europeo ha registrato temperature sopra la media nel corso dell’anno precedente, con effetti disastrosi sui già compromessi ghiacciai, e ondate di caldo marine che ormai sono diventate una costante. Non si tratta di un record destinato a rimanere nella storia, quanto piuttosto di un cambiamento sistematico dovuto al cambiamento climatico che porterà avanti questi effetti a lungo e con sempre maggiore distruzione se non si farà nulla per invertire la rotta.

Il nostro continente è di fatto quello che si sta riscaldando più velocemente, pur essendo un problema condiviso a livello globale, e i ricercatori hanno avvertito sull’urgenza di un intervento. «Il cambiamento climatico non è più una minaccia per il futuro, ma una realtà del presente», hanno scritto gli autori del rapporto, rilevando che proprio l’Europa sarà soggetta a eventi meteorologici estremi più frequenti rispetto ad altre parti del mondo.

Mai visto niente di simile prima d’ora

Dal punto di vista climatico, il 2025 è stato un anno decisamente infausto per il territorio europeo. Addirittura il 95% del continente ha registrato temperature sopra la media durante l’anno passato, peraltro con distacchi notevoli. È emblematico il fenomeno della Scandinavia settentrionale, proprio nei pressi del Circolo polare artico, dove si è protratta un’ondata di caldo record di ben 3 settimane consecutive, che hanno interessato la Finlandia sub-artica, la Norvegia e la Svezia.

Di conseguenza, all’interno del Circolo polare artico le temperature hanno oltrepassato i 30 °C. Di pari passo, è avvenuta una significativa riduzione di tutti i ghiacciai che insistono sul territorio europeo o comunque nelle sue pertinenze, includendo le distese ghiacciate in Islanda e in Groenlandia. Quest’ultima, nel dettaglio, ha subito la perdita di oltre 143 miliardi di tonnellate di ghiaccio dall’inizio delle misurazioni dell’Omm, ponendosi al primo posto subito dopo l’Islanda.

Così, è avvenuto un innalzamento delle acque del mare di 0,4 millimetri a livello globale, tutt’altro che trascurabile se consideriamo che i monitoraggi di Copernicus pronosticano un continuo e progressivo scioglimento dei ghiacciai durante tutto il XXI secolo, “indipendentemente dallo scenario di emissioni”. Diventa ancora più importante intervenire per invertire la rotta il prima possibile e limitare il deterioramento, anche perché il pianeta, partendo dall’Europa, dovrà far i conti con condizioni sempre più avverse.

I meteorologi avvertono l’Europa

Il continente europeo ha registrato livelli di caldo decisamente allarmanti durante il 2025, con la presenza di territori molto freddi in cui ci si attenderebbe un livello molto superiore e territori tendenzialmente più miti dove i termometri sono impazziti. In Turchia, per esempio, sono stati raggiunti i 50 °C nel mese di luglio, mentre l’85% è stato colpito da temperature pari o superiori a 40 °C. Ben due ondate di calore nel mese di giugno hanno coinvolto Spagna, Portogallo, Francia e Gran Bretagna, quest’ultima esclusa dalla terza ondata di agosto, che ha coinvolto soltanto i primi tre Paesi.

Ora, che si attendono anche gli effetti maggiorati del fenomeno meteorologico El Niño, caratterizzato dal riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano pacifico, la situazione non può che peggiorare. Già nel 2025 le ondate di calore marine hanno raggiunto l’86% delle acque europee, con danni significativi per gli ecosistemi marini. Nel complesso, l’intero ambiente sta subendo disagi notevoli. La biodiversità è a rischio in ogni habitat, compromessa da siccità, vista anche la carenza di copertura nevosa, incendi boschivi ed eventi estremi dovuti ai bruschi sbalzi di temperatura e pressione.

L’unico aspetto positivo del clima attuale, come sottolineato dal rapporto, è stata la possibilità di produrre molta energia da fonti rinnovabili segnando un bel record a livello europeo. L’impatto climatico è in ogni caso in aumento, a danno di ambiente e società, pertanto ogni sforzo è necessario a rallentare il processo.

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