Sondaggi politici, ecco gli ultimi dati prima del referendum sulla giustizia

Simone Micocci

17 Marzo 2026 - 11:15

Sondaggi politici, quale partito sta meglio prima del voto per il referendum sulla giustizia del 23 e 24 marzo? Ecco cosa dicono i rilevamenti di Swg.

Sondaggi politici, ecco gli ultimi dati prima del referendum sulla giustizia

Gli ultimi sondaggi politici prima del referendum sulla giustizia sono stati diffusi dal Tg La7 che, come di consueto, si concentra sull’analisi delle intenzioni di voto ai partiti. Nessun dato invece su chi sia in vantaggio tra Sì e No: ricordiamo infatti che, con l’avvicinarsi del voto, non è più possibile pubblicare nuovi sondaggi specifici sul referendum a causa delle regole sul silenzio elettorale.

L’ultimo dato aggiornato resta quindi quello della scorsa settimana che, come abbiamo già avuto modo di spiegare, vedeva il No leggermente avanti rispetto al . Un margine però tutt’altro che definitivo, visto che molto dipenderà dal livello di affluenza alle urne e da quanti italiani sceglieranno effettivamente di partecipare al voto.

Diverso il discorso per i sondaggi sulle intenzioni di voto ai partiti, che continuano a offrire un quadro utile per comprendere il sentiment politico del Paese. Un elemento importante anche per interpretare gli orientamenti sul referendum: trattandosi di una riforma tecnica e complessa, il rischio è che molti elettori votino più per appartenenza politica che per una valutazione nel merito delle modifiche proposte.

In sintesi, il Centrodestra sostiene compatto il Sì, mentre il Centrosinistra è orientato verso il No, anche nella speranza che l’esito del referendum possa incidere sugli attuali equilibri politici. Ma chi sta vivendo il momento migliore sul piano del consenso? Per capirlo, analizziamo nel dettaglio i sondaggi politici del Tg La7 realizzati dall’istituto Swg.

Cosa dicono gli ultimi sondaggi politici prima del referendum

Secondo l’ultimo sondaggio realizzato da Swg per il Tg La7, aggiornato al 16 marzo 2026, il quadro politico italiano appare complessivamente stabile, con variazioni contenute rispetto alla rilevazione precedente. Non si registrano infatti scossoni significativi nei rapporti di forza tra i principali partiti, segno di un elettorato che, almeno alla vigilia del referendum sulla giustizia, sembra aver consolidato le proprie scelte.

In testa alle intenzioni di voto si conferma Fratelli d’Italia, che resta primo partito con il 29,4%. Il dato è sostanzialmente invariato rispetto alla settimana precedente e consente al partito della presidente del Consiglio di mantenere un ampio vantaggio sul principale avversario politico, il Partito Democratico che si attesta al 21,7%, in lieve calo di 0,1 punti percentuali.

Tra le forze di opposizione, il segnale più rilevante arriva dal Movimento 5 Stelle, che cresce al 12,3%, guadagnando 0,3 punti. Si tratta dell’incremento più significativo tra i partiti maggiori nella rilevazione, un dato che conferma una fase relativamente positiva per il Movimento.

Nel campo del centrodestra, invece, si registrano piccoli arretramenti per gli alleati di governo. Forza Italia scende all’8,0% e la Lega si attesta al 6,6%, entrambe in calo di 0,2 punti percentuali.

Un lieve arretramento riguarda anche Alleanza Verdi e Sinistra, che perde 0,2 punti e si posiziona al 6,6%, restando comunque su livelli simili a quelli delle ultime settimane.

Sondaggi politici del 16 marzo 2026 Sondaggi politici del 16 marzo 2026 Fonte: Swg per il Tg La7

Anche tra le altre forze politiche si segnalano movimenti contenuti: Azione sale al 3,5%, così come Futuro Nazionale, entrambe in crescita; Italia Viva scende al 2,3%, mentre +Europa resta stabile all’1,5%. In lieve aumento anche Noi Moderati, all’1,1%, e l’aggregato delle altre liste, che si attesta al 3,5%.

Sondaggi politici del 16 marzo 2026 Sondaggi politici del 16 marzo 2026 Fonte: Swg per il Tg La7

Questo ultimo sondaggio prima del voto del 23 e 24 marzo restituisce l’immagine di un sistema politico piuttosto cristallizzato, con spostamenti marginali che non modificano i rapporti di forza ma che offrono comunque indicazioni utili sul clima politico del momento. Troppo poco però per sbilanciarsi su cosa succederà al referendum e su chi vincerà tra Sì e No.

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