Decreto dignità: cosa cambia? Ecco il testo della legge di conversione

Decreto Dignità, il testo della legge di conversione del DL n. 87/2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’11 agosto 2018. Ecco cosa cambia e quali novità sono state introdotte su fisco e lavoro.

Decreto dignità: cosa cambia? Ecco il testo della legge di conversione

Il decreto dignità è legge ed è ora pienamente in vigore.

Il testo della legge di conversione del DL n. 87/2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’11 agosto 2018 e con esso le numerose novità introdotte.

Si va dalle nuove regole sui contratti di lavoro a tempo determinato fino alle numerose novità fiscali su spesometro, redditometro e sulla fattura elettronica.

Il testo della legge di conversione del Decreto Dignità (legge n. 94 del 9 agosto 2018) è stato notevolmente modificato nel corso della conversione e della discussione in Parlamento.

Tra le misure più importanti si segnala il periodo transitorio per i contratti a termine in essere, nonché l’abolizione dello spesometro per i produttori agricoli e l’estensione anche al 2018 della compensazione dei debiti fiscali con i crediti vantati nei confronti della PA per i titolari di partita IVA.

Nessun accenno alla flat tax, niente abrogazione totale dello spesometro (di fatto neanche una proroga), solo un ritocco (peraltro ancora non pienamente definito) del redditometro.

Anche sulla parte lavoro - quella su cui il ministro Di Maio ha puntato molto nelle ultime settimane - il risultato è abbastanza deludente, o quantomeno inferiore alle aspettative.

Vengono riformate le norme sui licenziamenti e sui contratti a termine; viene introdotto un vincolo sulle delocalizzazioni.

Ecco il testo definitivo della legge di conversione del Decreto Dignità pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’11 agosto 2018.

Decreto dignità: ecco il testo coordinato della legge di conversione n. 94 del 9 agosto 2018

Il testo della legge di conversione del decreto dignità, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 12 agosto 2018, è formato da 15 articoli che affrontano diverse tematiche: si va dalle novità sul lavoro a quelle fiscali, passando dalle misure per il contrasto alla ludopatia fino ad arrivare alle misure per salvaguardare la continuità didattica.

Rispetto al testo originario del DL Dignità, n. 87 del 12 luglio 2018, il provvedimento è stato arricchito da numerose modifiche e, tra queste, vi è la proroga fino al 2020 del bonus per le assunzioni di under 35.

Non sono mancati gli interventi in ambito fiscale: lo spesometro è stato abolito dal 1° gennaio 2018 per i produttori agricoli mentre è stato introdotto l’esonero dall’obbligo di registrazione per le fatture elettroniche.

Prima di vedere cosa cambia e cosa prevede la legge di conversione del DL n. 87/2018 si allega di seguito il testo coordinato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’11 agosto 2018:

Legge di conversione 9 agosto 2018, n. 96 del Decreto Dignità
Scarica il testo coordinato della legge di conversione del DL Dignità pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’11 agosto 2018

Legge di conversione DL Dignità: le novità sul lavoro

Trasformazione automatica in contratto a tempo indeterminato per i contratti a termine superiori a 12 mesi senza causale: è questa una delle novità contenute nella legge di conversione del Decreto Dignità approvato da Camera e Senato e ad oggi pienamente in vigore.

Non si tratta dell’unica modifica introdotta perché, a seguito delle numerose polemiche circa gli effetti negativi delle nuove regole sui contratti a termine, è stato disposto un periodo transitorio fino al 31 ottobre 2018.

Sui licenziamenti illegittimi viene innalzata l’indennità massima che può essere concessa al singolo lavoratore, che sale a 36 mensilità.

Per quanto riguarda i contratti a tempo determinato sono due le importanti novità introdotte:

  • la durata massima scende da 36 a 24 mesi;
  • tornato le causali, che devono essere inserite per giustificare i rinnovi (la norma parla di inserimento dopo i primi dodici mesi, tuttavia si dibatte della possibilità che si ritenga opportuno l’inserimento della causale dopo ciascun rinnovo, ancorché inferiore ai dodici mesi).

Per la “protezione del lavoro italiano”, viene introdotto un vincolo alle delocalizzazioni: chi riceve aiuti statali con investimenti produttivi non potrà spostare la sede aziendale all’estero per i successivi cinque anni.

Infine è confermato che l’incremento contributivo dello 0,5%, previsto per ciascun rinnovo di contratto a termine, non si applicherà per il lavoro domestico.

Bonus assunzioni per giovani under 35 fino al 2020

Tra le novità in materia di lavoro introdotte dal testo del Decreto Dignità convertito nella legge n. 96 del 9 agosto 2018 una delle più rilevanti, che viaggia in parallelo con la stretta al lavoro a tempo determinato e all’obiettivo di contrastare il precariato, vi è la conferma del bonus per l’assunzione di giovani under 35 per i prossimi due anni.

Anche nel 2019 e nel 2020 i datori di lavoro privati che assumono giovani con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti avranno diritto all’esonero del 50% dei contributi previdenziali, ad esclusione di premi e contributi Inail, per un massimo di 36 mesi e 3.000 euro su base annua.

Il bonus spetterà per i soggetti che alla data della prima assunzione incentivata non sono stati occupati a tempo pieno con lo stesso o con un altro datore di lavoro. Non costituiscono limite alla fruizione del beneficio eventuali periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro.

Si tratta, a ben vedere, del già esistente bonus assunzioni introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 che tuttavia a partire dal prossimo anno sarebbe stato rivolto soltanto alle assunzioni di under 30.

Nuovi voucher: regole meno rigide in agricoltura e nel turismo

Tra le critiche mosse al Governo è la CGIL a puntare il dito contro l’ammorbidimento delle regole per l’utilizzo dei voucher in agricoltura e nel turismo.

Un chiarimento iniziale è necessario: non sono stati reintrodotti i vecchi buoni lavoro INPS ma è stata modificata la disciplina relativa a PrestO, il contratto di prestazione occasionale che dal 2017 è stato introdotto proprio per sostituire i voucher.

I nuovi voucher in agricoltura e nel turismo potranno essere utilizzati per un arco temporale di 10 giorni dalla loro emissione dalle imprese agricole e dalle strutture ricettive con non più di 8 dipendenti (per gli altri settore è 5 il limite di dipendenti).

I lavoratori dovranno essere pagati entro il termine di 15 giorni dallo svolgimento della prestazione lavorativa. In tal caso il prestatore dovrà riscuotere gli importi dovuti presso gli uffici postali generando e presentando il mancato di autorizzazione di pagamento emesso dalla piattaforma informatica dell’INPS.

Decreto dignità: cosa prevede il testo della legge di conversione in materia di fisco?

Le delusioni più grandi sono state prodotte dalla parte fiscale: erano attesi provvedimenti ampiamente pubblicizzati come quelli su spesometro, redditometro, studi di settore e split payment.

L’unico di questi provvedimenti realmente concretizzatosi è l’abolizione dello split payment per i soli professionisti.

Per il resto una serie di delusioni davvero cocenti.

Quella più clamorosa riguarda lo spesometro, che non solo non viene abrogato ma che non sarà nemmeno oggetto di proroga.

Il decreto legge in oggetto, sembra incredibile ma è così, non fa altro che statuire una situazione già prevista.

L’invio telematico dello spesometro potrà essere trimestrale o semestrale. L’unica novità rispetto a prima è che l’invio del terzo trimestre potrà essere effettuata sino al prossimo 28 febbraio 2019.

Per il primo semestre la scadenza rimane al 1° ottobre, mentre quello del secondo semestre rimane sempre al 28 febbraio. Quindi tanto rumore per nulla...

Altra boutade si rivela quella del redditometro. Anche questo adempimento non è stato oggetto di abrogazione, come promesso da diversi esponenti della maggioranza di Governo. Il decreto prevede solo la sospensione dei controlli sugli anni 2016 e seguenti, in attesa che un ulteriore provvedimento introduca un nuovo strumento (vedremo in cosa cambierà rispetto a quello già in vigore).

Viene, infine, limitato il beneficio fiscale dell’iper ammortamento, che potrà essere ripreso a tassazione qualora i beni agevolabili siano stati destinati a strutture con sede all’estero.

Le novità fiscali del Decreto Dignità convertito in legge

Le novità introdotte dal DL n. 87/2018 abbracciano anche la normativa fiscale e, a tal proposito, si segnalano due importanti modifiche approvate in via definitiva dal Parlamento:

  • la prima riguarda la possibilità di beneficiare della compensazione delle cartelle esattoriali affidate fino al 31 dicembre 2017 con i crediti vantati nei confronti della PA anche nel 2018;
  • la seconda riguarda l’esonero dalla tenuta dei registri IVA per i soggetti obbligati alla fatturazione elettronica che, si ricorda, sarà obbligatoria a partire dal 1° gennaio 2019.

È stato inoltre inclusa all’interno del testo del Decreto Dignità anche la proroga della fattura elettronica carburanti, differita dal 1° luglio 2018 al 1° gennaio 2019.

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