Inps, congedo maternità e paternità lavoratori autonomi: requisiti e modalità di accesso

La circolare dell’Inps del 10 luglio 2016 modifica e chiarisce modalità e requisiti richiedere per il congedo di maternità e paternità lavoratori autonomi. Quali sono le condizioni per poter usufruire delle novità introdotte dalle modifiche al Testo Unico in materia di indennità per i lavoratori autonomi?

L’Inps modifica le regole per poter usufruire del congedo di maternità e di paternità per i lavoratori autonomi. La circolare dell’Inps chiarisce quali sono i requisiti e quali le modalità per poter usufruire del periodo di congedo parentale.

L’introduzione della nuova normativa sul tema di congedo di maternità e paternità si riferisce esclusivamente ai lavoratori autonomi. Vediamo quali sono i casi in esame.

Congedo di paternità: chi può richiederlo in base alla circolare Inps

Il congedo di paternità INPS può essere richiesto esclusivamente dai padri lavoratori autonomi, rientranti ovvero nelle categorie di artigiano, commerciante, coltivatore diretto, mezzadro, imprenditore agricolo o pescatore autonomo a patto che la moglie rientri nelle categorie di lavoratrice dipendente o autonoma nelle medesime categorie occupazionali sopraelencate.

Condizione per richiedere il congedo è che per la madre lavoratrice autonoma o dipendente si verifichino eventi quali morte o grave infermità, affidamento esclusivo del figlio al padre, abbandono del figlio da parte della madre.

Ulteriore requisito necessario per poter presentare richiesta di congedo di paternità è l’iscrizione del padre ad una Gestione Inps per lavoratori autonomi e l’essere in regola con il pagamento dei contributi. L’iscrizione può essere effettuata anche successivamente al periodo di inizio dell’attività.

Se l’iscrizione rispetta i limiti di legge, ovvero i 30 giorni per i lavoratori autonomi del campo dell’artigianato e del commercio, e i 90 giorni per i lavoratori agricoli, il congedo di paternità può essere usufruito per intero, anche nel periodo antecedente.

Se, invece, non si dovessero rispettare i limiti previsti dalla legge, l’indennità spetterebbe soltanto per il periodo successivo.

Il congedo di paternità verrà riconosciuto al padre lavoratore autonomo per il quale si verifichino le condizioni precedentemente elencate nelle seguenti tempistiche:

  • per i 3 mesi successivi al giorno del parto, nel caso di madre lavoratrice autonoma;
  • per i 3 mesi successivi al parto più gli eventuali giorni di congedo di maternità antecedenti al parto non usufruiti dalla donna lavoratrice dipendente.

Congedo di maternità INPS: cosa cambia per le lavoratrici autonome

La modifica al Testo Unico in materia di congedo parentale introduce novità per il congedo di maternità in caso di adozione o affidamento.

Le modifiche della legge riguardano il periodo di congedo e i limiti d’età del figlio adottato o affidato che consentono di usufruire della normativa.

Se prima il periodo di congedo della lavoratrice autonoma non poteva superare i 3 mesi, nel caso in cui il figlio non superasse i 6 anni d’età e i 18 per le adozioni internazionali, la normativa introdotta allunga il periodo di congedo di maternità a 5 mesi, sia che si tratti di adozioni in territorio nazionale o comunitario sia che siano internazionali.

Il congedo di paternità, che rispetta i limiti e le condizioni precedentemente elencate, può essere usufruito dal padre affidatario o adottivo per il periodo non usufruito dalla madre, la quale però non può volontariamente rinunciare al proprio congedo per cederlo al lavoratore.

Entrata in vigore della normativa e tempi di applicazione

Le nuove disposizioni in termini di congedo di maternità e paternità sono applicati dal momento dell’entrata in vigore della normativa, ovvero per eventi a partire dal 25 giugno 2016.

Nel caso del congedo di paternità, questo può essere richiesto dal lavoratore autonomo per il quale si verifichino gli eventi previsti dalla normativa a partire dal 25 giugno. Nel caso questi siano antecedenti all’entrata in vigore della normativa, il congedo parentale può essere richiesto per le mensilità di congedo ancora da godere a partire dal 25 giugno.

Per il congedo di maternità nel caso di madri affidatarie o adottive in base alle prescrizioni di legge, la nuova normativa si applica a partire dal 25 giugno. Nei casi di adozioni antecedenti a tale data, se non sono trascorsi i 5 mesi a partire dall’ingresso in Italia del minore, la lavoratrice che aveva presentato richiesta di congedo per i 3 mesi, può richiedere le ulteriori due mensilità di congedo di maternità previste dalla nuova normativa.

La lavoratrice che, invece, non avesse usufruito del congedo parentale alla luce del limite dei 6 anni di età precedentemente previsti, può richiedere di usufruire del congedo di maternità nei tempi previsti dalla riforma.

Come presentare richiesta di congedo di paternità e di maternità INPS per i lavoratori autonomi

Nel caso di richiesta di congedo di paternità, la domanda va presentata cartacea nella propria sede Inps di competenza, compilando il modulo presente nell’apposita sezione del sito istituzionale.

Per le domande di congedo di maternità per le lavoratrici autonome, l’invio è telematico, ovvero attravero il portale dell’Inps, i Contact Center multicanale, o i patronati.

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