Come andare in pensione con la Quota 100

Dal 2019 tra le varie opzioni di pensione anticipata debutterà la Quota 100; ecco come funzionerà e cosa cambia per l’importo dell’assegno previdenziale.

Come andare in pensione con la Quota 100

Ormai non ci sono più dubbi: la Quota 100 debutterà nel 2019. Dal prossimo anno quindi i lavoratori potranno scegliere tra diverse opzioni per anticipare l’accesso alla pensione: oltre alla tradizionale pensione anticipata Inps (sia nella versione tradizionale che nell’opzione contributiva), infatti, potranno scegliere tra l’anticipo pensionistico dell’Ape Volontario (compresa l’opzione aziendale) o appunto la nuova Quota 100, lo strumento con il quale il Governo intende rivedere nell’immediato la Legge Fornero.

Non ci dovrebbe essere invece la possibilità di ricorrere all’Ape Sociale dal momento che l’anticipo pensionistico riservato ad alcune categorie di lavoratori (qui l’elenco completo) è in scadenza il 31 dicembre 2018 e molto probabilmente non verrà rinnovato così da utilizzare le risorse risparmiate per avviare la Quota 100.

Ma in che modo quest’ultima consente di anticipare l’accesso alla pensione? Ad oggi ci sono ancora dei dubbi sul funzionamento della Quota 100; bisognerà capire, infatti, se il Governo manterrà il progetto originario (descritto tra l’altro nel contratto realizzato da Lega e Movimento 5 Stelle) oppure se per limitare i costi deciderà di introdurre dei paletti.

Lo scopriremo nelle prossime settimane quando saranno più chiare le risorse che verranno stanziate con la Legge di Bilancio 2019 e che saranno destinate alla riforma delle pensioni. Nel frattempo - analizzando le indiscrezioni emerse in queste settimane - possiamo approfondire il funzionamento di questo strumento così da capire in che modo si potrà andare in pensione utilizzando la Quota 100.

Come andare in pensione con la Quota 100

La Quota 100 è uno strumento con il quale è possibile anticipare di qualche anno l’accesso alla pensione. Ricordiamo, infatti, che ad oggi per accedere alla pensione di vecchiaia sono necessari 66 anni e 7 mesi di età (67 dal 2019) più 20 anni di contributi.

Per la pensione anticipata Inps, invece, è richiesto il solo requisito contributivo: 42 anni e 10 mesi per gli uomini (43 e 3 mesi dal 2019) e 41 e 10 mesi per le donne (42 e 3 mesi dal 2019).

Per andare in pensione con la Quota 100, invece, bisogna soddisfare sia il requisito anagrafico che quello contributivo. Non c’è però una misura fissa da raggiungere, l’importante è che - come si può facilmente intuire dal nome di questa misura - che la somma dell’età anagrafica e degli anni di contributi maturati dia come risultato 100.

Più si va avanti con l’età quindi e minore sarà il monte contributivo richiesto per anticipare la pensione; viceversa più si è giovani e più alti saranno i contributi richiesti.

Facciamo qualche esempio: una persona che ha iniziato a lavorare all’età di 20 anni e che da allora non si è più fermata potrà andare in pensione all’età di 60 anni, quando avrà raggiunto 40 anni di contributi.

Chi invece ha iniziato a lavorare più tardi - ad esempio all’età di 25 anni - potrà andare in pensione poco prima dei 63 anni, quando avrà maturato 38 anni di contributi.

Quota 100: paletti per l’età anagrafica e il requisito contributivo

C’è però una precisazione da fare per quanto riguarda l’età anagrafica. Ci sono alcune indiscrezioni, infatti, che parlano della possibilità di introdurre un limite anagrafico per limitare i costi della riforma. Nel dettaglio si parla di un minimo di 64 anni per andare in pensione con la Quota 100.

In tal caso, quindi, il lavoratore potrà andare in pensione all’età di 64 anni - anticipando di qualche anno l’uscita dal lavoro - qualora abbia maturato almeno 36 anni di contributi.

Tuttavia nei giorni scorsi Matteo Salvini sembra aver smentito questa ipotesi: il Ministro dell’Interno, nonché vicepremier, infatti ha dichiarato che la Quota 100 sarà aperta a tutti e non ci sarà alcun paletto. Di conseguenza sarà possibile andare in pensione a qualsiasi età, purché questa se sommata al numero di contributi maturato dia come risultato 100.

Un altro appunto riguarda il requisito contributivo. È molto probabile infatti che il Governo preveda un limite massimo per i contributi figurativi, i quali - secondo le ultime indiscrezioni - saranno riconosciuti per un massimo di 2 anni.

Quindi, chi vuole andare in pensione a 60 anni dovrà avere almeno 38 anni di contributi effettivi, più eventualmente 2 anni di contributi figurativi.

Quanto si prende di pensione con la Quota 100?

Anche per quanto riguarda questo aspetto ci sarà da attendere qualche settimana; ad oggi, infatti, non è ancora chiaro se il Governo - così come è stato fatto per l’Opzione Donna - deciderà di prevedere una penalizzazione sull’importo della pensione per coloro che accederanno alla Quota 100.

Tuttavia anche se non ne abbiamo ancora la certezza assoluta possiamo sbilanciarci dicendo che sarà così: chi ricorrerà alla Quota 100, infatti, dovrebbe subire un ricalcolo della pensione basato esclusivamente sul sistema contributivo, anche per quella parte eventuale di contributi maturata prima del 1° gennaio 1996 (che quindi rientra nel sistema retributivo).

Come noto il sistema contributivo (di cui potete approfondire qui il funzionamento) è più penalizzante di quello retributivo ecco perché con il ricalcolo l’importo dell’assegno previdenziale sarà più basso rispetto a quello che si sarebbe percepito qualora non si fosse fatto ricorso alla Quota 100.

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