Brexit: UE dura con Londra. A rischio la finanza del Regno Unito

La settimana cruciale per la Brexit è iniziata e gli scenari sono ancora cupi per il Regno Unito. L’UE sarà severa sul settore finanziario britannico. Quali conseguenze?

Brexit: UE dura con Londra. A rischio la finanza del Regno Unito

In attesa di capire se i negoziati Brexit avranno esiti positivi in questa settimana, dall’UE sono arrivate parole severe contro Londra.

Nello specifico, sono trapelate indiscrezioni sulla possibilità di escludere il sistema finanziario del Regno Unito dal mercato comunitario se non verranno rispettate le condizioni di transizione dettate da Bruxelles.

Il clima teso e la complessità di un accordo potrebbe costare molto caro al Regno Unito per quanto riguarda le attività finanziarie. La Brexit sta mettendo a rischio la stabilità di Johnson e di tutto il Paese: cosa aspettarsi nel breve periodo?

Effetto Brexit sulla finanza: nessuno sconto al Regno Unito

Le ultime dichiarazioni di Mairead McGuinness, commissaria ai Servizi finanziari a Bruxelles, aprono scenari ancora cupi per il Regno Unito.

La Brexit, che sta diventando sempre più un campo minato per Londra, potrebbe trasformarsi in un incubo per le attività finanziarie britanniche.

Il sistema transitorio che si attiverà dopo il 31 dicembre, in attesa del “divorzio” definitivo, permetterà alle società di servizi finanziari del Regno Unito di fare business con il sistema di equivalenza.

Come spiegato da McGuiness, però, la cornice operativa per le compagnie britanniche cambierà e Londra potrebbe trovarsi tagliata fuori dalle attività finanziarie:

“Non sarà business as usual perché, in ogni caso, le società di servizi finanziari britanniche perderanno il privilegio del passaporto finanziario...se verrà garantita l’equivalenza in una determinata area, ciò dovrà essere accompagnato da impegni a non deviare dal quadro europeo nel periodo coperto dall’equivalenza”

Un messaggio piuttosto chiaro a Johnson: non sarà tollerata alcuna violazione dalle regole in vigore a Bruxelles. Il libero commercio sarà sempre garantito, ma l’UE intende far valere i suoi interessi.

Fuga da Londra per le società finanziarie

Intanto, il prezzo pagato dal Regno Unito sul fronte finanza potrebbe già essere molto caro. La Brexit, infatti, sta avendo i suoi effetti sulle società finora operative a Londra e nell’intera nazione.

Le compagnie hanno trasferito circa 7.500 dipendenti e oltre 1,2 trilioni di sterline ($ 1.600 miliardi di dollari) di attività nell’Unione europea prima della Brexit, con maggiori probabilità di proseguire nelle prossime settimane.

Solo nell’ultimo mese sono state annunciate circa 400 delocalizzazioni, secondo una società di consulenza che ha tracciato 222 delle più grandi società finanziarie con operazioni significative nel Regno Unito.

Da quando la nazione ha votato per lasciare l’UE nel 2016, il settore finanziario ha aggiunto 2.850 posizioni nell’Unione, con Dublino, Lussemburgo e Francoforte che registrano i maggiori guadagni.

Dal prossimo anno, le aziende della capitale finanziaria europea perderanno il passaporto per offrire servizi nei Paesi europei. Dovranno fare affidamento alla cosiddetta equivalenza per fare affari con i clienti dell’UE, che rappresentano fino a un quarto di tutte le entrate a Londra.

Con l’Europa lungi dall’essere certa di garantire tale accesso, le imprese devono rafforzare la loro presenza continentale.

La Brexit presenta scenari sempre più complessi per il Regno Unito, già provato da crollo del PIL e previsioni pessime sull’occupazione.

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