BCE: ripresa ancora a rischio, nonostante i vaccini. E sull’Italia pesa il debito

Violetta Silvestri

07/01/2021

27/01/2021 - 15:38

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Nel suo bollettino economico, la BCE mantiene un tono prudente e incerto sulla ripresa dell’area dalla crisi Covid: il vaccino dà speranza, ma il rilancio sarà ancora offuscato.

BCE: ripresa ancora a rischio, nonostante i vaccini. E sull'Italia pesa il debito

Il bollettino BCE mette a nudo la situazione economica dell’Eurozona e le prospettive reali di crescita per i Paesi dell’area.

Dopo aver adottato ancora misure espansive per sostenere il rilancio dei Governi alle prese con una crisi davvero complessa e tutt’altro che allontanata, da Francoforte sono giunte le note ufficiali su stime e previsioni.

Cosa ha dichiarato l’istituto centrale presieduto dalla BCE? Il 2021 resta ancora intrappolato nella morsa della pandemia. E per l’Italia si rinnova un monito importante.

BCE: il vaccino non è la garanzia di ripresa. Il bollettino

i venti contrari offuscano le prospettive economiche a breve termine. Mentre le recenti notizie sullo sviluppo di vaccini efficaci contro il coronavirus hanno suscitato ottimismo sui mercati finanziari, le prospettive economiche globali a breve termine rimangono offuscate dalla pandemia”: con queste dichiarazioni i funzionari di Francoforte hanno inquadrato la situazione dell’Eurozona.

Il forte rimbalzo del terzo trimestre 2020 è stato infatti colpito dal ritorno aggressivo della pandemia, soprattutto in Europa. Nuove chiusure, lockdown più o meno estesi e limitazioni a libertà e commercio sono tornate e, seppure “siano viste come meno perturbatrici per l’attività economica rispetto a quelle attuate durante la prima ondata” avranno effetti.

Sul bollettino si legge:

Le proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro formulate dagli esperti dell’Eurosistema a dicembre 2020 prevedono una diminuzione del PIL in termini reali sui dodici mesi pari al 7,3% nel 2020 e un suo incremento del 3,9% nel 2021, del 4,2% nel 2022 e del 2,1% nel 2023. Rispetto all’esercizio condotto a settembre 2020, la crescita del PIL in termini reali è stata rivista al rialzo di 0,7 punti percentuali per il 2020, al ribasso di 1,1 per il 2021 e di nuovo al rialzo di 1,0 punti percentuali per il 2022

Lo scenario pandemia così incerto, imprevedibile e potenzialmente dannoso, quindi, genera rischi che neanche la campagna di vaccinazione potrà del tutto cancellare: economia e salute pubblica sono ancora in pericolo per la BCE.

In questa cornice, l’inflazione è destinata a restare negativa almeno fino all’inizio del 2021 “sulla scorta della dinamica dei corsi petroliferi e tenendo conto della riduzione temporanea dell’Iva in Germania”. La domanda piuttosto debole non inciderà positivamente sui prezzi.

La BCE ha insistito sul suo bollettino sulla necessità dei Governi di adottare adeguate politiche di bilancio e fiscali per sostenere imprese e famiglie, con un focus sulla strategica importanza del piano Next Generation EU, che funzionerà “soprattutto se i fondi saranno impiegati per una spesa pubblica produttiva e saranno accompagnati da politiche strutturali tese a migliorare la produttività

BCE: occhio al debito, monito all’Italia

Il tema debito pubblico degli Stati è stato inevitabilmente affrontato nel bollettino BCE.

La spesa straordinaria dei Governi dell’Eurozona per sostenere le misure anti-crisi ha gonfiato oltre misura i livelli nazionali di indebitamento. Si legge nel report:

“In media, circa il 30 per cento del peggioramento dei conti pubblici previsto per il 2020 dovrebbe essere invertito nel 2021, con un rapporto disavanzo/PIL al di sopra della soglia del 3 per cento del PIL in tutti i Paesi dell’area dell’euro ad eccezione di Lussemburgo e Cipro. Nel 2021 Spagna, Francia, Italia e Slovacchia dovrebbero registrare i disavanzi più elevati, pari a oltre il 7,5 per cento del PIL.”

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