Autotrasporti: nuove regole UE per tempi di guida, riposo e cabotaggio

Autotrasporti, Est ed Ovest hanno raggiunto un compromesso: introdotte nuove regole per contrastare il cabotaggio illegale, nessuna novità per tempi di guida e riposo.

Autotrasporti: nuove regole UE per tempi di guida, riposo e cabotaggio

Le nuove regole europee sull’autotrasporto sono ad un passo dall’essere approvate: l’Europarlamento, infatti, ha votato il nuovo accordo con il quale sono stati eliminati i punti più preoccupanti per le imprese dell’Europa occidentale, Italia compresa.

La trattativa che ha portato alla definizione delle nuove regole è stato un vero e proprio “Est contro Ovest”; l’obiettivo, infatti, era di trovare una soluzione al fatto che nei Paesi dell’Est Europa, dove i costi d’impresa sono più bassi, si sfrutta ogni buco dei controlli per operare abusivamente anche nelle zone dell’Ovest, così da mettere fuori mercato le imprese nazionali (dumping sociale).

Questo problema non veniva risolto nell’accordo che era stato raggiunto circa dieci mesi fa, ed è per questo che le trattative per la definizione di nuove regole per l’autotrasporto si sono prolungate oltre il limite temporale della legislatura. Dopo mesi di trattative, però, un accordo è stato finalmente raggiunto con il Parlamento Europeo che ha votato in maniera favorevole per “cristallizzare” il compromesso raggiunto che però sarà definito solamente dopo le elezioni Europee (quando sarà necessaria una trattativa finale con il Consiglio).

Per capire quali sono le nuove regole previste dal compromesso dobbiamo prima fare un passo indietro, ricordando quanto era stato stabilito dall’accordo originario.

Mobility package: nessun accordo per il contrasto dell’antidumping sociale nell’autotrasporto

Come anticipato, nodo della questione è il dumping sociale tra i Paesi dell’Ovest ed Est Europa, con quest’ultimi che per ovvi motivi non volevano rinunciare al vantaggio competitivo derivato dal fatto che i propri autisti percepiscono una paga più bassa rispetto a quelli impiegati nei Paesi dell’Occidente.

Nel giugno scorso, nell’approvazione del mobility package - con il quale sono state approvate anche le direttive per il telepass europeo - da parte della Commissione non si è riusciti ad arrivare ad un accordo tra Est ed Ovest per l’introduzione di norme anti-dumping sociale, ed è per questo che per il cabotaggio, ossia il trasporto all’estero effettuato al ritorno da una tratta internazionale, si era deciso di far valere le paghe del Paese di provenienza, lasciando così un vantaggio considerevole ai vettori dell’Est molto più competitivi rispetto a quelli occidentali.

L’unico limite previsto non sembrava essere funzionale: la proposta, infatti, era di imporre al cabotaggio la permanenza in uno Stato estero per non più di 48 ore, montando a bordo del mezzo un cronotachigrafo intelligente capace di rilevare, con una costanza di ogni tre ore, la posizione del mezzo così da poter verificare - ma solo a posteriori - se il rientro in patria è avvenuto entro le tempistiche previste dalla normativa. L’introduzione di questo strumento, però, era rimandata al 2030.

Per questo motivo le norme previste non sembravano essere sufficienti per contrastare il fenomeno del cabotaggio illegale, che invece rischiava persino di essere favorito con l’allentamento dei vincoli sui tempi di riposo. In sostanza, infatti,l’accordo consentiva alle imprese di “sfruttare” gli autisti, concentrando il lavoro su tre settimane consecutive - permettendo così viaggi su lunghe tratte - e lasciando loro un’intera settimana di riposo al mese.

I contrasti quindi erano molteplici ed è per questo che per la definizione di un accordo c’è voluto più tempo del previsto, superando persino i limiti temporali della legislatura. Un compromesso comunque sembra sia stato raggiunto; vediamo quindi quali sono i punti centrali dell’accordo e quali sono le nuove regole in arrivo per tempi di guida e riposo e per il contrasto del cabotaggio.

Anti-dumping: raggiunto un compromesso Est-Ovest

Da una parte i Paesi dell’Ovest - Italia compresa - supportati dall’ETF (federazione sindacale europea dei lavoratori nel settore trasporti), dall’altra il blocco compatto dei Paesi dell’Est Europa: non è stato facile ma alla fine il compromesso è stato raggiunto.

Nel dettaglio, questo mantiene inalterate le attuali regole per tempi di guida e riposo, valide sia per gli autisti dei camion che per gli autobus a lunga percorrenza; quindi continuano ad essere piuttosto severe le regole per il riposo lungo che - come stabilito da una sentenza della Corte di Giustizia Europea - non si può passare in cabina neppure se ci si ferma presso aree attrezzate.

Per quanto riguarda il cabotaggio viene in parte confermato quanto previsto dall’accordo originario del mobility package: quindi dopo tre giorni di permanenza in un Paese estero per il vettore c’è l’obbligo di permanenza - per almeno 60 ore - nel territorio dello Stato d’origine. A controllare il rispetto di questa norma ci sarà il cronotachigrafo intelligente (che dovrà essere montato anche sui furgoni) per il quale l’applicazione avverrà prima del 2030.

Stretta anche per le società fittizie: ogni impresa dovrà avere la parte più rilevante della propria attività nel Paese in cui risulta registrata.

Il compromesso affronta anche il tema del distacco, ossia di quella pratica con cui i lavoratori vengono impiegati in Paesi differenti da quelli di origine: questa pratica viene vietata, tranne che per quei casi in cui tra Stato d’origine e di destinazione vengono effettuate solamente un’operazione di carico in partenza e scarico a destinazione, o anche di un’andata a vuoto e di un ritorno con due carichi.

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Argomenti:

Trasporti Camion

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