Assegno unico per figli a carico, quando viene pagato a settembre? Ecco le date e tutte le informazioni per aumentarlo.
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Quando viene pagato l’Assegno unico universale per i figli a carico? È una domanda ricorrente tra le famiglie, che ogni mese attendono con interesse l’accredito sul conto corrente di quello che è diventato uno strumento sempre più importante, soprattutto in un contesto in cui il costo della vita si fa sempre più pesante.
Ecco perché, oltre a ricordare quali sono le date indicate nel calendario dei pagamenti dell’Assegno unico, è importante tornare su un altro argomento particolarmente rilevante per le famiglie: la possibilità di aumentare l’importo percepito. Come? Una soluzione è rappresentata dall’Isee corrente, strumento che consente di prendere in considerazione una situazione più aggiornata, sia per quanto riguarda i redditi che per i patrimoni.
In questo modo il valore dell’Isee può diminuire e, dal momento che l’importo dell’Assegno unico ne è strettamente dipendente, quest’ultimo può aumentare. E attenzione, perché ciò vale sia per la quota base sia che le relative maggiorazioni, almeno per quelle che dipendono dal valore dell’indicatore.
Ecco quindi una guida che, oltre a rispondere alla domanda su quando verrà pagato il prossimo Assegno unico, fa chiarezza anche su come aumentare gli importi futuri. Un’informazione che farà certamente piacere a molte famiglie, visto che in alcuni casi l’aggiornamento dell’Isee può determinare incrementi anche di centinaia di euro.
Quando arriva l’Assegno unico universale a settembre 2026
Il pagamento dell’Assegno unico di settembre 2026 è previsto nelle giornate di lunedì 21 e martedì 22 settembre, date che riguardano i beneficiari che già ricevono la prestazione e per i quali non sono intervenute variazioni rispetto al mese precedente.
Non tutte le famiglie, comunque, visualizzeranno l’accredito nello stesso momento, anche a causa dei tempi tecnici dell’istituto bancario o postale.
Tempistiche differenti, ad esempio, si applicano alle nuove domande e alle posizioni interessate da modifiche o ricalcoli, come in seguito alla presentazione di un nuovo Isee o alla nascita di un figlio. In questi casi il pagamento potrebbe arrivare nella parte finale del mese, quindi nella settimana che va dal 28 settembre.
Per conoscere la data effettiva dell’accredito e verificare l’importo è comunque possibile accedere all’area personale MyInps, consultando la domanda di Assegno unico e lo stato dei pagamenti.
Come aumentare l’Assegno unico universale
Ricordiamo che l’importo dell’Assegno unico, come indicato nella tabella relativa al 2026, è strettamente collegato al valore dell’Isee. Con un indicatore fino a 17.468,51 euro spetta l’importo massimo, pari a 203,80 euro al mese per ciascun figlio minorenne. Superata questa soglia, l’assegno si riduce mediamente di circa 5 euro al mese per ogni 1.000 euro in più di Isee.
Uno dei problemi dell’Isee, spesso contestato, è però rappresentato dal fatto che il calcolo prende in considerazione una situazione economica piuttosto lontana nel tempo rispetto al momento in cui si accede alle prestazioni. Per l’Isee 2026, infatti, si utilizzano i redditi e i patrimoni del 2024. Ma cosa succede se nel frattempo la situazione economica della famiglia è peggiorata? Il rischio è di ricevere un Assegno unico più basso rispetto a quello che spetterebbe sulla base delle condizioni attuali.
In questi casi viene in soccorso l’Isee corrente, che permette di aggiornare i redditi prendendo come riferimento un periodo più recente. Dal 1° aprile è inoltre possibile aggiornare anche i patrimoni, utilizzando quelli posseduti al 31 dicembre 2025. Per richiederlo, però, è necessario che si sia verificata una variazione rilevante: superiore al 25% per i redditi oppure al 20% per i patrimoni.
Se il nuovo Isee risulta più basso, aumenta di conseguenza anche l’Assegno unico. Prendiamo, ad esempio, una famiglia con un figlio minorenne e un Isee ordinario di circa 30.000 euro: l’importo base è pari a 140,90 euro al mese.
Se con l’Isee corrente l’indicatore scende a circa 20.000 euro, l’assegno sale a 191 euro, con un incremento di 50,10 euro al mese, pari a oltre 600 euro su dodici mensilità. Il vantaggio può essere ancora maggiore in presenza di più figli o di maggiorazioni legate all’Isee.
Attenzione anche alla scadenza: l’Isee corrente vale sei mesi quando vengono aggiornati solamente i redditi, mentre resta valido fino al 31 dicembre se l’aggiornamento riguarda anche o esclusivamente i patrimoni, come chiarito dall’Inps.
Ovviamente, se l’Isee è già inferiore a 17.468,51 euro, richiedere quello corrente è inutile in quanto non produce vantaggi ai fini dell’Assegno unico, perché l’importo riconosciuto è già il massimo previsto.