Balzi scatenati per i prezzi del petrolio Brent e del gas in Europa. Piazza Affari va subito giù, accusando anche l’effetto di Wall Street post Fed. Occhio a BTP e spread.
Nel giorno della riunione della BCE e all’indomani del meeting della Fed, i prezzi del petrolio Brent e del gas europeo scambiato ad Amsterdam scattano al rialzo e i mercati azionari sono colpiti da forti sell.
Il Ftse Mib di Piazza Affari scivola subito di oltre l’1%, a 44.211,37 punti, per poi accelerare al ribasso e scivolare dell’1,90%.
Occhio anche al trend delle altre borse europee, ovvero all’indice Dax della borsa di Francoforte, al Cac 40 della borsa di Parigi e al Ftse 100 della borsa di Londra.
Il trend della borsa di Londra, in particolare, sarà condizionato oggi dalla decisione sui tassi che sarà annunciata, oltre che dalla Banca centrale europea, anche dalla Bank of England, alle 13 ora italiana.
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L’annuncio del verdetto della BCE sui tassi è atteso invece alle 14.15. Seguirà, alle 14.45 la conferenza stampa con cui la Presidente Christine Lagarde risponderà alle domande dei giornalisti che, inevitabilmente, le chiederanno come ha intenzione di muoversi nel contesto attuale, caratterizzato da scatti al rialzo continui dei prezzi del petrolio e del gas che rischiano di riportare l’inflazione dell’area euro a salire a ritmi ben superiori al target del 2% fissato dalla stessa Banca centrale europea.
In evidenza anche il trend dei BTP e dei Titoli di Stato dell’area euro, che hanno già pagato nelle ultime sessioni lo shock dei prezzi del petrolio e il timore di una BCE ormai orientata, almeno secondo le aspettative dei mercati, ad alzare i tassi dell’area euro due volte nel corso del 2026.
Riflettori puntati dunque sul trend - rialzista, in queste ultime settimane dall’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente - dello spread BTP-Bund a 10 anni nel giorno della BCE. I rendimenti dei BTP a 10 anni tornano a salire in modo significativo, balzando al 3,80%.
Effetto contagio Wall Street, forti sell nel Fed Day dopo dato inflazione USA
L’azionario globale in generale paga intanto, oltre al boom dei prezzi del petrolio Brent e del gas - (con il contratto (TTF) in volo del 30% a 70,8 euro al megawattora - l’effetto contagio di Wall Street, che ieri ha accusato un forte tonfo, con l’indice Dow Jones scivolato ai nuovi minimi del 2026, portando le perdite sofferte dall’inizio di marzo a oltre -5%, con un crollo in una sola seduta di oltre 750 punti.
Il Dow Jones Industrial Average è crollato per la precisione di 768,11 punti, o -1,63%, a 46.225,15 punti, facendo per ora del mese di marzo peggiore dal 2022, anno da dimenticare per Wall Street.
Male anche lo S&P 500, che ha chiuso la sessione in ribasso dell’1,36% a 6.624,70 punti, e il Nasdaq Composite, giù dell’1,46% a quota 22.152,42.
Wall Street ha scontato la pubblicazione del dato relativo all’inflazione USA misurata dall’indice dei prezzi alla produzione, che ha riportato a febbraio, tra l’altro prima dell’inizio della guerra USA-Iran, un forte scatto.
Nel tanto atteso giorno della Fed di ieri, le dichiarazioni del Presidente della Fed Jerome Powell successive all’annuncio dei tassi USA - lasciati fermi al 3,5%-3,75% per la seconda volta consecutiva - pur confermandosi meno hawkish di quanto temuto, non sono state sufficienti a tamponare i forti sell che hanno attaccato subito la borsa americana a seguito della pubblicazione dell’indicatore, in un contesto in cui il Medio Oriente in fiamme - in fiamme le stesse infrastrutture energetiche - sta continuando a scatenare la paura di prezzi del petrolio che rimarranno inchiodati ai livelli attuali ancora per molto tempo.
Forte la tensione sul mercato dei Titoli di Stato USA, con i rendimenti dei Treasury a 2 anni che schizzano di oltre 10 punti base al 3,775% e i rendimenti a 10 anni che avanzano di più di 6 punti base, al 4,265%.
Petrolio Brent schizza oltre $114 al barile, prezzi gas Europa +30%
Oggi tra i market mover c’è proprio il rally scatenato, in particolare, dei prezzi del petrolio Brent, con il contratto con scadenza a maggio 2026 che schizza oltre la soglia di $114 al barile, balzando di oltre il 6%.
Rialzo più contenuto per il contratto WTI scambiato sul Nymex di New York, che si posiziona al di sopra di quota $97 al barile.
Il balzo delle quotazioni del petrolio e la forte ritirata di Wall Street hanno scatenato le vendite anche sulle borse asiatiche.
L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso in pesante ribasso, lasciando sul terreno il 3,38%, e scendendo a quota 53.372,53 punti.
Male anche l’indice Kospi della borsa di Seoul, reduce dai forti tonfi delle ultime settimane.
Il listino ha perso il 2,73%, a quota 5.763,22. Giù anche le borse di Hong Kong, Shanghai, Sidney.
Sul mercato del forex, occhio ai movimenti dell’euro-dollaro EUR-USD, del rapporto di cambio USD-JPY e, nel giorno che oltre della BCE sarà anche della Bank of England, del rapporto sterlina-dollaro, GBP-USD.
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