Il FTSE 100 è l’indice delle 100 società a maggiore capitalizzazione quotate sul mercato principale del London Stock Exchange. È calcolato dal 3 gennaio 1984, con base 1.000 punti, ed è gestito da FTSE Russell, società del gruppo LSEG.
Come si compone il FTSE 100
Il peso di ogni titolo dipende dalla capitalizzazione corretta per il flottante, cioè dalle sole azioni effettivamente negoziabili. Per entrare nel paniere servono requisiti di nazionalità, flottante minimo e liquidità. La composizione è rivista ogni trimestre, a marzo, giugno, settembre e dicembre, con regole di soglia che riducono gli ingressi e le uscite di poco conto.
L’indice è calcolato in sterline durante la seduta londinese, che va dalle 8:00 alle 16:30 ora locale, un’ora indietro rispetto all’Italia.
Perché il FTSE 100 è un indice internazionale
Gran parte delle società del listino realizza all’estero la quota maggiore dei ricavi. Per questo il FTSE 100 dice poco dell’economia domestica britannica, meglio rappresentata dal FTSE 250, e tende spesso a muoversi in senso opposto alla sterlina: quando la valuta si indebolisce, i ricavi in dollari valgono di più una volta convertiti.
I pesi maggiori appartengono a pochi settori:
- energia, con Shell e BP;
- materie prime, con Rio Tinto, Glencore e Anglo American;
- banche, con HSBC, Barclays e Lloyds;
- farmaceutica, con AstraZeneca e GSK;
- beni di consumo, con Unilever, Diageo e British American Tobacco.
Il peso di petrolio, metalli e banche rende l’indice sensibile ai prezzi delle materie prime e ai tassi della Bank of England, mentre la presenza limitata della tecnologia lo differenzia dagli indici statunitensi.