Fuga di IPO, volatilità globale e concorrenza di New York mettono sotto pressione la London Stock Exchange, ma tra riforme e big listing il 2026 può segnare la svolta.
Le preoccupazioni sullo stato di salute della London Stock Exchange (LSE) hanno raggiunto livelli critici nel corso del 2025. Il mercato londinese ha sofferto una forte carenza di nuove IPO e la fuga di diverse società verso gli Stati Uniti, tra cui il gruppo fintech Wise, che ha spostato la propria quotazione principale a New York.
L’anno era iniziato con un certo ottimismo tra banchieri e advisor, ma la crescente volatilità dei mercati, innescata dalla guerra globale dei dazi voluta dal presidente USA Donald Trump, ha rapidamente eroso la fiducia nei consigli di amministrazione, portando molte aziende a sospendere o rinviare i processi di quotazione sia nel Regno Unito sia a livello globale.
Nel confronto internazionale, la Borsa di Londra ha faticato ad attrarre grandi operazioni, raccogliendo meno capitali persino rispetto all’Angolan Exchange nei primi nove mesi del 2025. Complessivamente, secondo i dati ufficiali della LSE, nel 2025 si sono registrate 22 IPO – 9 sul mercato principale e 13 sull’AIM – per un totale di 2,1 miliardi di sterline raccolte. Un miglioramento rispetto al 2024, ma ancora insufficiente per restituire centralità alla piazza londinese.
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