Viaggi Italia da/per l’estero: cosa cambia dal 6 novembre

6 novembre 2020 - 11:23 |
7 novembre 2020 - 21:53 |

Cosa cambia per gli spostamenti in Italia da e per l’estero secondo il Dpcm 3 novembre in vigore dal 6: lista Paesi vietati e regole su autocertificazione, obbligo di isolamento fiduciario e tampone.

Viaggi Italia da/per l'estero: cosa cambia dal 6 novembre

Nel Dpcm 3 novembre firmato da Conte e Speranza troviamo anche le indicazioni aggiornate sugli spostamenti da e per l’estero. Nel testo vengono specificate le regole per chi viaggia, riprendendo e in parte modificando quanto previsto dalla normativa precedente.

Anche questo Decreto individua alcuni elenchi di Stati europei ed extra-UE per i quali sono previste diverse limitazioni: vediamo quali sono i Paesi dai quali è vietato l’ingresso in Italia, quelli per i quali vige l’obbligo del tampone o l’isolamento fiduciario e dove non possono andare gli italiani.

Qui di seguito la lista completa e la normativa italiana in vigore per gli spostamenti da e per l’estero fino al 3 dicembre.

Spostamenti da/per l’estero: misure regioni rosse e arancioni

Prima di vedere nel dettaglio quali sono le regole e le restrizioni imposte dall’Italia a chi fa ingresso nel territorio nazionale dall’Europa e dal resto del mondo, ricordiamo che dal 6 novembre in Italia entrano in vigore restrizioni anti-Covid territoriali, in base alla classificazione del rischio delle singole regioni.

Nelle regioni a rischio moderato (cosiddette “zone arancioni”) sono vietati tutti gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori tranne che per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità; consentito sempre il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza.

Per le Regioni che si collocano in uno scenario di tipo 4 e con un livello di rischio alto (“zone rosse”) è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori e all’interno degli stessi, tranne che per comprovate esigenze lavorative, di salute o situazioni di necessità, così come il rientro presso il proprio domicilio, residenza o abitazione.

Viaggi in Italia: ingresso vietato da questi Paesi

Ancora bloccati gli ingressi in Italia per turismo per chi ha soggiornato o transitato, nei 14 giorni precedenti, in questi 16 Paesi che elenchiamo sotto ma anche per tutti gli altri Paesi che non sono stati inseriti negli elenchi che vediamo tra poco, tranne che per motivi di lavoro, di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza:

  • Armenia
  • Bahrein
  • Bangladesh
  • Bosnia Erzegovina
  • Brasile
  • Cile
  • Colombia
  • Kosovo
  • Kuwait
  • Macedonia del Nord
  • Moldova
  • Montenegro
  • Oman
  • Panama
  • Perù
  • Repubblica Dominicana

Sono esclusi dal divieto i cittadini UE (Italia inclusa), Schengen, Regno Unito, Principato di Monaco, Andorra, Città del Vaticano e San Marino e i loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia.

Gli spostamenti dall’Italia a questi Paesi sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni: lavoro, salute, studio, assoluta urgenza o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, o per ricongiungimento con una persona con cui si ha una relazione affettiva comprovata e stabile. Al rientro in Italia è comunque necessario compilare un’autocertificazione in cui si indica il motivo dello spostamento, e mettersi in quarantena.

Tampone obbligatorio per chi arriva in Italia

L’Italia richiede il tampone a chi arriva da questi Paesi:

  • Belgio
  • Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo)
  • Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo)
  • Repubblica Ceca
  • Spagna (inclusi territori nel continente africano)
  • Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord (inclusi isole del Canale, Gibilterra, isola di Man e basi britanniche nell’isola di Cipro ed esclusi i territori al di fuori del continente europeo)

Chi entra/rientra in Italia da una di queste nazioni deve compilare l’autodichiarazione e presentare un attestato che dichiari di essersi sottoposto, nelle 72 ore prima dell’ingresso nel nostro Paese, a un tampone e che questo sia risultato negativo.

In alternativa si può effettuare il tampone antigenico o molecolare al momento di arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine o entro 48 ore dall’ingresso in Italia presso una ASL di riferimento.

Dove non possono viaggiare gli italiani

Per quanto riguarda invece le regole sugli spostamenti dall’Italia verso gli altri Paesi, bisogna consultare il sito del Ministero degli Esteri o i portali delle ambasciate italiane negli Stati interessati. Al momento in Danimarca, Finlandia, Francia, Moldavia, Bielorussia, Ucraina, tutti i Paesi extra Ue, extra Schengen (tranne Georgia, Tunisia, Ruanda, Giappone, Corea, Thailandia, Australia, Nuova Zelanda, Canada e Uruguay) non sono consentiti viaggi per turismo. Dal 5 novembre la Cina ha chiuso di nuovo le frontiere a chi arriva dall’Italia.

Chi può entrare liberamente in Italia

Consentiti gli spostamenti liberi, anche per turismo, e senza obbligo di isolamento per chi viaggia da San Marino, Città del Vaticano e tutti gli altri Paesi UE e Schenghen non citati sopra, incluse le isole Far Oer, la Groenlandia, le isole Svalbard e Jan Mayen, Gibilterra, Isole del Canale, Isola di Man, basi britanniche nell’isola di Cipro, Azzorre e Madeira, territori spagnoli nel continente africano.

Quarantena obbligatoria

Vige l’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni per chi arriva in Italia da uno di questi Paesi, vi ha soggiornato nei 14 giorni precedenti, viaggia senza comprovati motivi di necessità e resta nel territorio nazionale più di 120 ore:

  • Romania
  • Australia
  • Canada
  • Georgia
  • Giappone
  • Nuova Zelanda
  • Ruanda
  • Repubblica di Corea
  • Tailandia
  • Tunisia
  • Uruguay

Anche chi arriva da uno dei Paesi su cui vige il divieto di ingresso e dai Paesi terzi non specificati in altri elenchi deve sottoporsi a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per 14 giorni al suo arrivo in Italia.

Bisogna sempre ricordarsi di compilare e portare con sé l’autodichiarazione giustificativa del viaggio in Italia, da consegnare a chiunque sia preposto ai controlli. La destinazione finale si potrà raggiungere solo con un mezzo privato.

Ecco alcuni casi in cui non si applica l’obbligo del tampone o della sorveglianza sanitaria:

  • si è in Italia per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza e non ci si ferma per più di 120 ore;
  • se si passa per l’Italia per non più di 36 ore a bordo di un mezzo privato;
  • al personale sanitario che arriva per esercitare la sua professione (anche temporaneamente);
  • ai lavoratori transfrontalieri e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno almeno una volta a settimana.

I viaggi dal resto del mondo

Gli spostamenti da/per il resto del mondo (elenco E) sono consentiti solo per lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. È consentito l’ingresso in Italia da questi Paesi per le persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile, anche se non conviventi, con cittadini italiani/UE/Schengen o con persone fisiche che siano legalmente residenti in Italia, che devono raggiungere il partner in Italia.

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