USA: espulsione per più di 350.000 studenti cinesi? Trump fa passo indietro

Stati Uniti pronti all’espulsione di massa di oltre 350.000 studenti cinesi? Il presidente Trump ha abbandonato il piano dopo le azioni legali delle università contro la proposta di negare i visti agli universitari stranieri causa pandemia.

USA: espulsione per più di 350.000 studenti cinesi? Trump fa passo indietro

Negli USA non ci sarà la temuta e annunciata espulsione di oltre 350.000 studenti cinesi. Trump, infatti, è stato costretto a fare un passo indietro sulla sua proposta di negare il visto ai giovani stranieri iscritti nelle università americane.

La novità era stata proclamata dieci giorni fa dall’agenzia per l’immigrazione ICE (Immigration and Customs Enforcement), palesando l’intenzione della Casa Bianca di mandare via i tanti universitari provenienti dall’estero a seguito di norme più stringenti scattate con l’emergenza coronavirus.

La decisione prendeva di mira soprattutto la comunità di studenti dalla Cina, i più numerosi nei college statunitensi. Ma ora Donald Trump ha abbandonato i suoi piani per espellere gli studenti internazionali i cui corsi saranno attivati solo online.

Le azioni legali di prestigiosi istituti scolastici, il Massachusetts Institute of Technology (MIT) e la Harvard University hanno avuto la meglio sulla politica restrittiva del presidente.

L’espulsione di oltre 350.000 studenti cinesi negli USA, quindi, è scongiurata.

Trump cambia idea: niente espulsione degli studenti stranieri

Gli studenti stranieri negli USA continueranno ad aver il visto per frequentare i corsi nelle università statunitensi, anche se questi saranno attivi soltanto online.

Il cambio di passo di Trump è giunto una settimana dopo l’annuncio della politica di espulsione per universitari stranieri, nella maggior parte cinesi, che non avrebbero potuto seguire lezioni in presenza a causa di nuove disposizioni per il coronavirus.

Il Massachusetts Institute of Technology (MIT) e la Harvard University hanno citato in giudizio il Governo contro il piano e il giudice distrettuale Allison Burroughs in Massachusetts ha affermato che le parti hanno raggiunto un accordo.

Secondo il New York Times, l’intesa azzera la proposta intransigente di Trump e ripristina le condizioni in vigore da marzo, che consentono agli studenti internazionali di frequentare le loro lezioni anche online e di rimanere legalmente nel Paese con i visti degli studenti.

La protesta contro la decisione della Casa Bianca era stata diffusa nel mondo accademico USA. Oltre 59 college pubblici e privati ​​- tra i quali Johns Hopkins University, Stanford University, nonché tutti i membri della Ivy League - avevano firmato un mandato in tribunale a sostegno della causa intentata da Harvard e dal MIT.

USA: il piano per espellere oltre 350.000 studenti cinesi

La proposta di Trump di una settimana fa era chiara: gli studenti internazionali che stavano conseguendo la laurea negli Stati Uniti - circa 1 milione - avrebbero dovuto lasciare il Paese o cambiare scuola se le loro università prevedevano solo corsi online.

I requisiti per il visto degli studenti dall’estero sono sempre stati severi, ma la situazione rischiava di aggravarsi: restare o arrivare negli Stati Uniti per seguire lezioni e corsi di laurea attivi soltanto online a causa dell’allarme epidemia veniva proibito nelle intenzioni di Trump.

L’ipotetica novità aveva subito messo in agitazione soprattutto la più numerosa comunità di studenti stranieri negli USA, quella cinese. Dalla grande nazione asiatica, infatti, arrivano flussi significativi di giovani che vogliono studiare negli atenei americani. Attualmente, si contano circa 369.000 cinesi iscritti nei college degli States.

Cosa ne sarebbe stato di loro? L’unica certezza era la scelta di lasciare la nazione americana, in quello che è stato da subito inquadrato come un vero e proprio atto di espulsione di massa.

La proposta non lasciava vie di uscita: se il corso al quale si era iscritti veniva attivato unicamente in modalità online per il semestre autunnale, senza lezioni in presenza, non ci sarebbero state più le condizioni per restare negli USA. Con il rischio di subire anche l’allontanamento forzato.

I veri motivi della ipotetica stretta sui visti

L’idea - ora tramontata - della Casa Bianca sui visti degli studenti stranieri, soprattutto cinesi, era apparsa in linea con la politica molto restrittiva di Donald Trump sull’immigrazione.

E sembrava anche riprendere un’altra questione molto cara al presidente USA: la rivalità con la Cina e la difesa della sicurezza nazionale americana da ipotetici tentativi di spionaggio di cittadini asiatici negli Stati Uniti.

Non sembrava proprio casuale, infatti, che le restrizioni per gli studenti stranieri colpissero soprattutto gli universitari cinesi.

Già qualche settimana fa, infatti, l’amministrazione Trump aveva proposto di cancellare i visti di ricercatori e studenti dalla Cina se sospettati di avere legami con l’esercito della Repubblica popolare cinese.

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