La scoperta di Terre Rare in Alaska: gli Usa rincorrono la Cina

Roberto Vivaldelli

01/12/2025

Scoperto un giacimento importante di Terre rare in Alaska: la regione più remota d’America è l’arma in più di Trump contro il dominio cinese.

La scoperta di Terre Rare in Alaska: gli Usa rincorrono la Cina

Ottime notizie per gli Usa dal suo stato più «remoto»: l’Alaska. Il progetto Graphite One, sostenuto dal governatore dell’Alaska Mike Dunleavy e fortemente sostenuto dall’amministrazione del presidente Donald Trump, ha rivelato la presenza di elementi delle terre rare (REE, Rare Earth Elements) nel deposito di Graphite Creek, vicino a Nome.

Questo giacimento, già noto come la più grande riserva di grafite naturale negli Usa, promette, secondo Washington, di erodere la supremazia cinese in settori chiave come nanotecnologie, energia rinnovabile e automotive.

Con Pechino che controlla il 90% della produzione globale di grafite e oltre il 60% degli REE per magneti permanenti, questa notizia rappresenta una boccata d’ossigeno per gli Stati Uniti.

La dipendenza americana

Gli Stati Uniti dipendono per almeno il 93% dalle importazioni di REE e grafite, come riportato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) nel 2024. Questi minerali sono indispensabili per tecnologie moderne: dai magneti nei veicoli elettrici e turbine eoliche, alle fibre ottiche, laser, batterie e elettronica di consumo come smartphone e tablet. La grafite, in particolare, è essenziale per gli anodi delle batterie, mentre gli REE come neodimio, praseodimio, disprosio e terbio sono cruciali per i magneti ad alta performance. Dalla sua posizione di forza, dominando questo mercato, Pechino ha intensificato la pressione su Washington. Nel febbraio 2024 ha imposto limiti alle esportazioni di REE legati ai magneti, seguiti da ulteriori restrizioni sulla grafite a dicembre.

Nel 2025, la Cina ha inoltre ampliato i controlli: l’ottobre ha aggiunto cinque elementi (olmi, erbio, tulio, europio e iterbio) alla lista dei 12 REE limitati, richiedendo licenze per esportazioni di componenti contenenti materiali cinesi, anche prodotti all’estero. Dal 1° dicembre 2025, queste regole si estenderanno a prodotti «internazionali» con almeno lo 0,1% di REE cinesi, colpendo settori come difesa, semiconduttori e AI. Come ha dichiarato Trump, definendo la mossa di Xi Jinping un «brutto momento» per la sicurezza nazionale Usa, queste restrizioni accentuano la vulnerabilità americana in materia.

La scoperta a Graphite Creek

L’annuncio del 13 novembre 2025 da parte di Graphite One ha confermato la presenza di Terre rare nel nucleo di perforazione del giacimento di Graphite Creek. Analisi geochimiche condotte da Activation Laboratories e l’Università dell’Alaska Fairbanks hanno rilevato livelli elevati di terre rare pesanti e tutti i cinque principali REE per magneti permanenti: neodimio, praseodimio, disprosio, terbio e samario. Il geologo capo Kirsten Fristad ha evidenziato il ruolo dei granati, minerali che assorbono questi elementi nella loro struttura, insieme a scandio e ittrio elevati.

Il governatore Dunleavy, nel suo discorso sullo Stato dell’Alaska quest’anno, ha lodato Graphite One come il più grande progetto del genere in Nord America, esortando il sostegno da Juneau e Washington. L’Alaska emerge come fonte cruciale di metalli e minerali per il XXI secolo, allineandosi all’agenda di Trump per l’«American energy dominance». Questa scoperta non è isolata: l’amministrazione Trump ha accelerato sforzi per spezzare il «monopolio cinese» sulle Terre rare, inclusi investimenti in Africa e partnership domestiche. Una fonte vicina all’amministrazione Usa, citata da Fox News, ha spiegato che si tratta di un «passo avanti» nella sfida contro Pechino.