«East Data, West Computing», come funziona la strategia hi-tech della Cina

Federico Giuliani

7 Novembre 2025 - 07:58

La Cina punta a dominare l’innovazione tecnologica globale con il piano «East Data, West Computing». Ecco di che cosa si tratta.

«East Data, West Computing», come funziona la strategia hi-tech della Cina

Tutti parlano continuamente dei successi tecnologici raggiunti dalla Cina nei settori più disparati, dalle auto elettriche agli smartphone, dai semiconduttori ai pannelli solari soltanto per citarne alcuni. Pochi, tuttavia, si interrogano sulle strategie messe a punto da Pechino che hanno consentito al gigante asiatico di dominare interi campi strategici globali insediando, raggiungendo, o addirittura superando i governi occidentali.

Gran parte di queste attività si basano, dipendono, fanno riferimento alla gestione dei cosiddetti big data. È per questo che la Cina, nel 2022, ha avviato il progetto «East Data, West Computing», con l’intenzione di costruire otto hub informatici nell’area di Pechino-Tianjin-Hebei, nell’area del delta del fiume Yangtze, nell’area di Guangdong-Hong Kong-Macao, nella provincia di Guizhou, nell’area di Chengdu-Chongqing, nella provincia di Gansu, nel Ningxia e nella Mongolia Interna.

Questo piano infrastrutturale, ovviamente sostenuto dal governo, mira a costruire una rete informatica nazionale, attraverso la quale i centri dati nell’entroterra occidentale del Paese elaboreranno il carico di lavoro informatico generato nelle aree costiere orientali più densamente popolate. L’East Data, West Computing è insomma diventato oggi, tanto più in seguito al boom dell’intelligenza artificiale, il pilastro che sostiene l’innovazione hi-tech cinese.

L’integrazione tra est e ovest

La frenesia globale per l’intelligenza artificiale, dicevamo, ha aumentato significativamente la domanda di unità di elaborazione grafica (GPU) avanzate, dell’utilizzo di energia e pure dello stoccaggio di enormi quantità di dati di ogni tipo. Pechino ha per questo proposto, in largo anticipo sui tempi, l’East Data, West Computing.

Il suo obiettivo? Costruire, come detto, otto hub di calcolo e dieci cluster di data center in aree chiave della Cina orientale e occidentale, così da inviare dati dalle popolose ed economicamente attive regioni orientali del Paese a quelle occidentali, ricche di risorse ma scarsamente popolate.

Come ha spiegato China Briefing, attraverso il piano il Dragone punta a correggere lo squilibrio tra domanda e offerta di capacità di calcolo, creare data center più ecologici ed efficienti dal punto di vista energetico e potenziare la capacità di calcolo complessiva del Paese per favorire la trasformazione digitale e lo sviluppo tecnologico del Paese.

C’entra anche l’ecologia, visto che, secondo la politica cinese sulle quote di consumo di energia rinnovabile, tutti i nuovi data center che sorgeranno o che sono già sorti negli hub devono acquistare almeno l’80% della propria energia da fonti rinnovabili. Per la cronaca, i data center attualmente consumano circa il 2,5% dell’energia, con un potenziale di raddoppio entro il 2030.

Dati ed energia: l’equilibrio della Cina

Tra le aziende coinvolte nel progetto East Data, West Computing troviamo Huawei Technologies. Il colosso di Shenzhen gestisce cluster di elaborazione basati su chip Ascend AI in 19 città della Cina, tra cui Pechino, Shanghai e Shenzhen. Huawei ha inoltre in programma di realizzare nuovi cluster nei principali capoluoghi di provincia, tra cui Kunming nello Yunnan sud-occidentale, Changsha nell’Hunan centrale, Changchun nel Jilin nord-orientale e Jinan nello Shandong orientale.

Ma a cosa punta il Dragone? Semplice: a rafforzare la propria potenza di calcolo e la capacità di archiviazione dei dati in previsione della continua digitalizzazione e dello sviluppo tecnologico, oltre che a correggere uno squilibrio tra l’offerta e la domanda di informatica nel Paese.

Con l’avvento di nuove tecnologie, come l’Internet of Things (IoT) e l’Internet of Things industriale (IIoT), l’intelligenza artificiale (IA), i big data, i veicoli intelligenti connessi e il cloud computing, tra le tante, aziende e industrie utilizzano applicazioni sempre più complesse, che richiedono requisiti di rete ed elaborazione molto più elevati rispetto all’utente mobile medio. Ecco perché l’East Data, West Computing è un tassello fondamentale per il continuo sviluppo ricercato dalla Cina.