In Cina sono stati scoperti due nuovi giacimenti d’oro che se confermati varrebbero una fortuna.
La Cina è il Paese maggior produttore di oro al mondo. Lo scorso anno aveva una quota di 380 tonnellate. Al secondo posto la Russia e poi l’Australia. Una nuova importante scoperta fatta nel Paese asiatico la rilancia tra i leader mondiali in questo settore. Sono stati infatti rinvenuti due grandi giacimenti d’oro in Cina che potrebbero contenere qualcosa come 2.200 tonnellate di metallo prezioso. Si tratta del giacimento di Wangu nella provincia di Hunan e del giacimento di Dadonggou nella provincia di Liaoning. Una scoperta che, se accertata nei fatti, potrebbe valere miliardi di dollari. Il solo giacimento di Wangu è stimato a oltre 600 miliardi di yuan (83 miliardi di dollari).
Ovviamente, nel caso di Wangu, la previsione è stata fatta supponendo che l’intera risorsa possa essere estratta e che gli attuali prezzi dell’oro si mantengano costanti. La scoperta di Wangu è stata resa nota a fine 2024 ed è stata considerata come gigantesca e con un potenziale estrattivo degno di nota. Il rapporto affermava che il giacimento conteneva 300 tonnellate di riserve auree, ovvero oro che è stato valutato e quantificato, fino a una profondità di 2.000 metri, con una stima di oltre 1.000 tonnellate fino a 3.000 metri.
Ad oggi non ci sono aggiornamenti, ma è possibile che il sito sia ancora in fase di preparazione prima dell’avvio di quella estrattiva vera e propria.
A Dadonggou riserve di oro impressionanti
Il giacimento di Dadonggou, invece, potrebbe essere ancora più impressionante. Secondo l’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato cinese, il governo ha lasciato intendere che la risorsa potrebbe essere ancora più consistente del previsto: si parlerebbe infatti di circa 1.500 tonnellate, una stima ben superiore alle oltre 1.000 tonnellate indicate in un rapporto pubblicato all’inizio dell’anno.
La scoperta è avvenuta per caso. I ricercatori hanno seguito le tracce di oro scartate negli anni ’80 perché ritenute non redditizie, scoprendo che in realtà appartengono a un’unica grande cintura mineraria continua, lunga circa 3.000 metri e larga 1.500 metri.
La concentrazione è piuttosto modesta, tra 0,3 e 1 parte per milione, quindi solo tracce d’oro per tonnellata di materiale, ma, secondo i ricercatori, l’estrazione risulterebbe sorprendentemente semplice. Le stime indicano infatti un potenziale tasso di recupero compreso tra il 65% e il 91%, un margine che rende il giacimento particolarmente promettente nonostante la bassa gradazione.
Le peculiarità geologiche del sito non assomigliano a nulla di conosciuto nella regione, un dettaglio che lascia intuire come altri giacimenti d’oro possano essere stati ignorati semplicemente perché non rispondevano ai profili geologici considerati tipici.
Di conseguenza, anche se il giacimento di Dadonggou sembra effettivamente non contenere una notevole quantità d’oro, il suo valore più grande potrebbe essere un altro: diventare un punto di riferimento per individuare depositi simili. Se le analisi preliminari verranno confermate e l’estrazione si rivelerà tanto promettente quanto indicano i primi studi, Dadonggou potrebbe aprire la strada alla scoperta di nuove risorse finora sfuggite agli esperti.
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