Qualche mese fa abbiamo scritto che la Cina è sulla buona strada per diventare il primo elettrostato al mondo, ossia una nazione alimentata da tecnologie pulite in grado di ricavare una quota sempre più ampia della propria energia dall’elettricità.
Ebbene, Pechino continua a rafforzare le proprie reti elettriche per implementare lo sviluppo nazionale in una vasta gamma di settori, compresi quelli tecnologici e dei trasporti. La linea elettrica ad altissima tensione più lunga del Paese, per esempio, si estende per oltre 2.000 miglia dall’estremo nord ovest - dove vaste distese di pannelli solari e turbine eoliche generano elettricità su scala monumentale - si snoda verso sud est - seguendo fiumi e catene montuose – per poi raggiungere la provincia di Anhui, vicino a Shanghai. Qui vivono 61 milioni di persone e ci sono alcuni dei produttori di auto elettriche e robot di maggior successo della Cina.
Come ha spiegato il New York Times in un lungo reportage. la Cina possiede altre 41 linee come questa. E ognuna è in grado di trasportare più elettricità di qualsiasi linea di trasmissione di servizi pubblici negli Stati Uniti. Come mai? Semplice: Pechino sta utilizzando una tecnologia molto particolare che rende le sue linee molto più efficienti che in quasi qualsiasi altro posto al mondo...
Reti elettriche con gli steroidi
L’ambiziosa spinta della Cina verso le energie pulite sta trasformando il Paese in un laboratorio globale della transizione elettrica. Spinta da obiettivi climatici, ma anche da interessi industriali, Pechino sta superando le proprie stesse previsioni: metà delle nuove auto vendute è elettrica, e i suoi 48.000 chilometri di ferrovie ad alta velocità scorrono silenziosi grazie all’elettricità.
C’è però un problema non di poco conto: ad aprile, l’eolico e il solare hanno generato più di un quarto dell’elettricità nazionale, ma la loro produzione è concentrata nelle regioni più remote, mentre i grandi consumatori si trovano dalla parte opposta. Per evitare colli di bottiglia e blackout, la Cina ha dunque iniziato a investire massicciamente nell’espansione e nella modernizzazione della sua rete elettrica. Il Partito Comunista Cinese è quindi impegnato a costruire la prima rete nazionale di linee di trasmissione di energia ad altissi
ma tensione al mondo. Ma qual è, in definitiva, il grande vantaggio di attuare un simile piano? Molte delle linee ad altissima tensione della Cina utilizzano la tecnologia a corrente continua, che consente loro di trasportare elettricità su lunghe distanze senza subire praticamente nessuna delle perdite di trasmissione che caratterizzano la maggior parte delle linee ad alta potenza di altri Paesi.
Fame di energia
Considerando che, per le sue dimensioni e struttura economica, la Cina consuma tanto carbone quanto il resto del mondo e che emette più gas serra di Stati Uniti e Unione Europea, dal successo delle suddette linee elettriche ad altissima tensione dipende il futuro green del Dragone e, di riflesso, del pianeta.
Nel 2020 Pechino si era posto l’obiettivo di triplicare la capacità del Paese di generare energia eolica e solare entro il 2030: obiettivo raggiunto lo scorso anno, con sei anni di anticipo rispetto al previsto. Nelle regioni occidentali, dove il clima è favorevole per generare energia solare, eolica e idroelettrica, la Cina produce più energia rinnovabile di quanta ne possa utilizzare.
“Per migliorare la capacità del sistema energetico di assorbire nuova energia, dobbiamo accelerare la costruzione di progetti di reti elettriche che supportino la nuova energia”, ha spiegato Du Zhongming, direttore dell’elettricità dell’Amministrazione nazionale per l’energia in Cina.
Ricordiamo che Pechino consuma già il doppio dell’elettricità degli Stati Uniti. E che, entro il 2050, dovrebbe triplicare il numero di tratte ad altissima tensione. I dati pubblici più recenti, risalenti alla fine del 2024, parlano di 19 linee che trasmettevano energia a 800 kilovolt e 22 linee operanti a 1.000 kilovolt. Una di queste trasmette elettricità a 1.100 kilovolt: quanto basta ad alimentare oltre sette milioni di famiglie americane o e tra le 40 e 50 milioni di famiglie cinesi.