UE: il Parlamento Europeo approva il meccanismo di risoluzione dei rischi bancari

Simone Casavecchia

16 Aprile 2014 - 11:25

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Passo in avanti nel processo di unificazione economica dell’Europa unita: istituito un fondo per il salvataggio delle banche in caso di fallimento

Con una risoluzione votata ad amplissima maggioranza, con 570 voti a favore, 13 astenuti e 88 contrari, ieri il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che istituisce, e renderà operativo nel corso del tempo, un fondo europeo di salvataggio per le banche in crisi. Si tratta di un’assicurazione sui risvolti che potrebbero avere future crisi economiche e sugli effetti di ricaduta che tali crisi, avrebbero sui contribuenti dei differenti stati membri della UE, colpiti dall’eventuale fallimento degli istituti bancari dei rispettivi Paesi.

Si tratta di una risoluzione estremamente importante perché segna un chiaro passo in avanti in direzione della faticosa unione economica dell’Europa, un’unione ancora tutta da costruire soprattutto per le riserve e le paure dei Paesi più solidi dal punto di vista finanziario. Tuttavia l’istituzione di un fondo europeo contro i fallimenti bancari costituisce un significativo contributo teso ad aumentare la credibilità della stessa unità europea dal punto di vista economico che, senza un meccanismo unificato di risoluzione delle crisi degli istituti di credito sarebbe sostanzialmente monca.

In base alla risoluzione approvata ieri, fino al 2016 tutto resta immutato, quindi, eventuali fallimenti bancari saranno gestiti autonomamente da ogni Paese UE in base alle rispettive regole nazionali vigenti nel settore economico. Dopo il 2016, i possibili fallimenti bancari saranno affrontati secondo regole comuni che delineano una un iter chiaro. I primi a dover intervenire per coprire le passività della banca, fino a un limite massimo dell’8%, saranno i privati, ovvero gli azionisti e i creditori.

In seconda battuta dovrebbe entrare in gioco il Fondo Europeo, finanziato con i contribuiti delle banche. Anche se in questo senso non sono state ancora prese decisioni chiare, soprattutto per l’opposizione avanzata dell’Ecofin, il meccanismo di risoluzione unico (Srm) approvato ieri, dovrebbe prevedere che si possa ricorrere alle risorse europee per coprire un ulteriore 5% delle perdite. Se questi primi due canali di aiuto dovessero risultare ancora insufficienti entreranno in gioco i fondi pubblici nazionali.

Il Fondo Europeo avrà dei tempi di costituzione abbastanza lunghi perché entrerà a pieno regime nel 2024, momento in cui dovrebbe disporre di 55 miliardi di euro e potrebbe anche essere mutualizzato. Si tratta comunque ancora di cifre basse se si pensa che tra il 2008 e il 2012, gli anni in cui gli effetti della crisi economica si sono fatti sentire maggiormente, i governi europei hanno finanziato le banche con cifre complessive che si sono aggirate intorno ai 600 miliardi di euro; cifre che tra l’altro, hanno ricevuto garanzie molto maggiori (circa 4300 miliardi di euro).

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