I guai del Giappone: Tokyo si riarma ma l’economia non accelera

Federico Giuliani

13 Dicembre 2025 - 07:57

Il Giappone sta rafforzando la sua difesa, con un aumento della spesa militare e la reinterpretazione dei vincoli pacifisti, ma l’economia attraversa una fase difficile...

I guai del Giappone: Tokyo si riarma ma l’economia non accelera

In Giappone sono finiti i tempi in cui parlare di navi da guerra, aerei militari ed esercito era considerato un tabù. Oggi Tokyo vuole voltare pagina, intende in qualche modo superare – o quanto meno bypassare – i limiti della Costituzione pacifista, rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti e arginare Cina e Corea del Nord.

Il governo di Takaichi Sanae fa sul serio ed è ben felice di portare a compimento, il prima possibile, il raddoppio per la spesa per la Difesa al 2% del pil (ufficialmente fissato dai precedenti esecutivi nipponici a prima del 2027). Nel frattempo, l’acquisizione di capacità di contrattacco, l’allentamento delle restrizioni all’esportazione di armamenti, l’acquisto di missili Tomahawk (Made in Usa) e l’accelerazione dello schieramento di missili a lungo raggio Type 12 dimostrano che il Giappone è pronto a reinterpretare i suoi vincoli postbellici in un contesto strategico più ostile.

L’altra faccia della medaglia, che affianca il riarmo giapponese, racconta un’economia che non accelera, ma che anzi, continua a perdere colpi. Negli ultimi sei mesi lo yen è sceso del 9% rispetto al dollaro e non è mai stato così debole rispetto all’euro nei 27 anni di vita della moneta unica. I titoli di Stato giapponesi a lungo termine hanno subito un crollo aumentandone i rendimenti; quelli trentennali sono saliti al 3,3%, il livello più alto da quando il debito a lunga scadenza è stato emesso per la prima volta nel 1999. “Gli investitori sono sempre più preoccupati per l’istinto di spesa di Takaichi Sanae”, scrive l’Economist.

Il tallone d’Achille del Giappone: l’economia

Gli analisi ritengono che l’economia giapponese stia attraversando una «nuova normalità» caratterizzata da tassi di interesse più elevati, con fattori di crescita e dinamiche di inflazione in evoluzione.

“Prevediamo una crescita del PIL dell’1,0% nel 2025, per poi moderarsi allo 0,6% nel 2026, quando l’impatto dei dazi doganali si farà sentire sull’intero anno. Data l’incertezza esterna, la crescita dovrà fare affidamento sui consumi privati e sugli investimenti, sostenuti dall’aumento dei salari reali e dal clima di fiducia positivo delle imprese”, hanno fatto sapere gli esperti dell’Ufficio di ricerca macroeconomica dell’ASEAN+3 (AMRO).

L’inflazione CPI (che esclude i prodotti alimentari freschi) è scesa al 2,9% a settembre, dal picco del 3,7% di maggio 2025, mentre i prezzi dei prodotti alimentari hanno contribuito in maniera rilevante all’aumento dei prezzi durante l’anno. Le previsioni dicono che l’inflazione diminuirà gradualmente, dal 3,0% nel 2025 al 2,1% nel 2026.

Di recente, il governo giapponese ha approvato un pacchetto di stimoli economici da 135 miliardi di dollari per far fronte all’aumento del costo della vita e stimolare la crescita economica attraverso investimenti strategici nei semiconduttori e nell’intelligenza artificiale. Per mesi, tra le altre cose, Takaichi ha invocato una «politica fiscale proattiva e responsabile». C’è però un problema: non è chiaro come la premier nipponica intenda bilanciare la prudenza fiscale con un aumento della spesa.

Il riarmo di Takaichi Sanae

Sul Council of Foreign Relations, Sheila A. Smith ha scritto che “dissuadere la guerra, piuttosto che scatenarla, è diventato lo scopo della potenza militare giapponese”.

In risposta alle richieste di Washington di una maggiore partecipazione alla sicurezza collettiva, l’esercito giapponese è gradualmente uscito dall’ombra ed è salito alla ribalta internazionale. Riarmare il Giappone richiederà però grandi cambiamenti economici.

Certo è che intanto Tokyo ha dimostrato di non essere affatto intimidita da Pechino. La doppia mossa di rafforzare i rapporti militari con le Filippine e di voler spostare i suoi sistemi missilistici nell’isola di Yonaguni, a un centinaio di chilometri da Taiwan, rappresenta un chiaro segnale di come l’esecutivo di Takaichi Sanae intenda andare fino in fondo. O fino a dove servirà per rendere il «Giappone di nuovo grande».