Riforma pensioni: quali possibilità di quiescenza?

La riforma pensioni di cui si sta tanto parlando in questi ultimi mesi preoccupa soprattutto chi è vicino ai requisiti per la quiescenza.

Riforma pensioni: quali possibilità di quiescenza?

Da dopo l’estate l’attenzione verte sulla prossima riforma pensioni che, se da una parte prevede già degli interventi nella prossima legge di Bilancio, dall’altra deve trovare una misura flessibile che permetta il superamento della quota 100 senza troppi traumi dopo la scadenza della misura fissata per il 31 dicembre 2021.

Le proposte che si sono susseguite nel corso delle settimane hanno compreso una quota 41 per tutti con penalizzazioni, una pensione quota 102 che prevede un minimo di 64 anni per l’accesso, una flessibilità in uscita a 62 anni ma sempre con penalizzazioni. Tutto questo, ovviamente preoccupa soprattutto chi la pensione sta per afferrarla ed ha paura, come già accadde con l’introduzione della legge Fornero nel 2012, di vedersela sfuggire da sotto le mani.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno, sento tante proposte di riforma delle pensioni, ma rimango preoccupato dalla mia situazione, in quanto verso i contributi dall’età di 18anni e due mesi,(anche se in realtà ho iniziato a lavorare due anni prima,) quindi per 56 giorni non sono lavoratore precoce, leggo tante proposte che sinceramente mi preoccupano a cominciare dall’età minima per andare in pensione, cioè 64 anni, quando avrò maturato la bellezza di 48 anni di lavoro e 46 di contributi, un po tanti, la maggior parte preparando banchi di ortofrutta in un supermercato (molto faticoso ora, a 52 anni, figuriamoci a 64). Quali saranno le mie speranze? Quota 41? Oppure 102? 60 età +42 di contributi, o dovrò rassegnarmi ad andare in pensione a 64 anni suonati? Grazie. Cordialità.”

Riforma pensioni, c’è da preoccuparsi?

Nel suo caso, purtroppo, non rientrando nella categoria dei precoci non riesce a pensionarsi con la quota 41 (parlo di quella attualmente in vigore), ma a mio avviso non deve assolutamente preoccuparsi della riforma pensioni sulla quale si sta discutendo.

Tale riforma, infatti, dovrà provvedere ad introdurre una misura che vada a sostituire la quota 100 in scadenza alla fine del prossimo anno e vada ad evitare lo scalone di 5 anni che potrebbe provocare il ritorno alla Legge Fornero.

In ogni caso, per lei, resta a disposizione la pensione anticipata ordinaria che, per gli uomini, richiede 42 anni e 10 mesi di contributi che raggiungerebbe, all’incirca, al compimento dei 60 anni.

La pensione anticipata, infatti, è una misura strutturale e difficilmente verrà abolita da una prossima riforma pensioni: potrebbe accadere solo nel caso venga sostituita da una misura più vantaggiosa e senza penalizzazione ma al momento questo non sembra essere in programma.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

Iscriviti alla newsletter

Money Stories