Perché l’apprezzamento dell’euro è una minaccia per la ripresa economica

Pierandrea Ferrari

10 Dicembre 2020 - 06:57

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Il cambio euro dollaro ha ormai scavallato la soglia – anche psicologica – di 1,20. Ma il continuo apprezzamento della moneta unica europea potrebbe condizionare negativamente gli scenari di ripresa economica per il 2021.

Perché l'apprezzamento dell'euro è una minaccia per la ripresa economica

La ripresa economica nel 2021 – che già si muove su un terreno instabile, tra prospettive concrete e fantasticherie – potrebbe essere minata dall’eccessivo apprezzamento dell’euro, con l’incrocio EUR/USD che ha ormai raggiunto, e superato, quota 1,20.

Uno scenario, questo, tanto inquietante quanto reale, poiché il biglietto verde – data la sua natura di bene rifugio - tende a perdere terreno quando il battito dell’economia torna regolare. A soffrire il progressivo avanzamento dell’euro, secondo gli analisti, potrebbe essere l’export europeo, con le pallottole spuntate della BCE che non sembrano più in grado di influire sui cambi.

A beneficare dei movimenti in campo valutario, invece, gli Stati Uniti, ma anche quei mercati emergenti che hanno un debito - spesso ciclopico - denominato in valuta statunitense.

L’euro forte potrebbe frenare la ripresa economica

C’è una spia, particolarmente luminosa, che si accende quando il cross euro dollaro supera quota 1,20. Questa, infatti, è ritenuta tradizionalmente una soglia critica, poiché sancisce il momento in cui le aziende europee votate all’export – tra le quali figurano, in prima fila, quelle italiane – iniziano ad accusare il colpo.

Già a cavallo tra le fine di agosto e l’inizio di settembre l’incrocio EUR/USD aveva iniziato a muoversi intorno a quota 1,19, picco massino – sino a quel momento – del 2020. In quell’occasione la BCE aveva manifestato la sua preoccupazione per gli effetti avversi che l’eccessivo apprezzamento dell’euro avrebbe potuto provocare. Ma questa volta – con il cross euro dollaro a 1,21, livello più alto da aprile 2018 – il board di Francoforte sembra assistere inerme all’avanzata della moneta unica.

D’altronde, è opinione diffusa - tra gli analisti – che la banca centrale non sia più in grado di intervenire con decisione ed efficacia sui cambi. Su questa linea anche Charles Prideaux, a capo degli investimenti globali della multinazionale inglese Schroders, che interrogato sulle possibili manovre dell’Eurotower ha risposto:

“È possibile che la BCE tenti di arrestare la tendenza al rialzo allentando ancora la politica monetaria, ma la sensazione è che questa abbia da tempo perso efficacia nei confronti dei cambi e che l’area euro esca perdente da questa situazione”.

Una soluzione, a ben vedere, sarebbe quella di tagliare il costo del denaro intervenendo sul tasso sui depositi, ma rivedere ulteriormente al ribasso quel livello sembra un’operazione troppo “costosa” da un punto di vista politico.

A preoccupare sono soprattutto le previsioni per il 2021 del dollaro, a cui la moneta unica europea è ancorata. Dalle premesse del nuovo corso Biden – atteso un allentamento delle tensioni con la Cina e un ritorno ai tavoli diplomatici con i partner europei – all’atteggiamento sempre più “dovish” della Federal Reserve, il biglietto verde non dovrebbe essere nelle condizioni di fuoriuscire, nel corso del 2021, dall’area di debolezza in cui è piombato con l’avvento dell’estate.

Cross euro dollaro: cosa è successo nel 2020

Non sono mancati i colpi di scena sul fronte del cambio euro dollaro nel 2020. Un anno iniziato sotto il segno di una buona stella, con l’incrocio delle due valute che sembrava poter garantire un certo grado di stabilità.

A marzo, poi, il principale scossone pandemico, che ha visto il cross in picchiata fino a raggiungere i minimi dell’anno, 1,06. Un deprezzamento, questo, che ha riportato la coppia euro dollaro indietro alla prima metà del 2017.

Da lì, dopo una serie di “up and down” a cavallo tra marzo e maggio, un costante apprezzamento dell’euro sul biglietto verde, con il tasso di cambio che da luglio non è mai sceso sotto quota 1,16. Al momento l’incrocio EUR/USD si muove su quota 1,21 e, secondo gli analisti australiani di Westpac, potrebbe riuscire a collocarsi al di fuori della forbice 1,15-1,20 nel 2021: all’orizzonte quota 1,24, livello massimo raggiunto dal cross euro dollaro negli ultimi cinque anni.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories