Pensioni, ricalcolo di quelle più alte: quali sono e come funziona?

L’Inps annuncia l’avvio del ricalcolo delle pensioni più alte. Quali pensioni verranno ricalcolate e come funziona? Ecco le istruzioni dell’Istituto.

L’Inps con il messaggio numero 224 del 2016 pubblicato qualche giorno fa ha annunciato l’avvio delle procedure di ricalcolo degli assegni di pensione più elevati dei lavoratori che hanno sommato quote contributive sulle pensioni retributive.
Con la Riforma Fornero, infatti, era stata estesa la quota C della pensione, ossia quella calcolata con il sistema contributivo, dal 2012 per quei lavoratori che alla data del 31 dicembre 1995 avevano versato almeno 18 anni di contributi.
L’estensione della quota C della pensione, in base alle istruzioni fornite dalla circolare Inps numero 74 del 2015, riguarda i lavoratori che al 31 dicembre 1995 avevano almeno 18 anni di contribuzione versati. Per questa categoria di lavoratori, infatti, in base a quanto predisposto la legge Fornero, l’assegno di pensione viene calcolato con il metodo retributivo per le contribuzioni versate fino al 31 dicembre 2011 e con il sistema contributivo quelle maturate dopo il 1 gennaio 2012.

Pensioni, ricalcolo di quelle più alte: cosa comporta?
Cosa comporta quindi il ricalcolo delle pensioni più alte?
L’articolo 1 comma 707 della legge 190 del 2014 specifica che limporto

“complessivo del trattamento pensionistico liquidato con le regole vigenti dal 1° gennaio 2012 non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l’applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della riforma Fornero computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l’anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa”.

Ciò significa che occorre determinare il tetto effettuando un calcolo che vada a determinare inizialmente l’importo del trattamento che dovrebbe essere corrisposto con le regole in vigore oggi cioè l’importo calcolato con il retributivo fino al 2011 e con il contributivo dal 2012. Occorre poi calcolare l’importo che si otterrebbe utilizzando esclusivamente il metodo retributivo.
Se il valore determinato con le regole attuali risulta inferiore rispetto a quello che si ottiene utilizzando il metodo retributivo, allora non c’è nessuna penalizzazione. Nel caso risultasse inferiore, invece, verrà erogato sempre l’importo ottenuto con il secondo sistema. In questo modo viene in ogni caso erogato l’assegno con l’importo minore.

Pensioni, ricalcolo: quali assegni verranno ridotti?
Il doppio calcolo delle pensioni verrà effettuato nei confronti di tutti gli assegni, non solo di quelli successivi al 2014. Tuttavia gli effetti sugli assegni antecedenti a tale data verranno calcolati a partire dal 2015.
La riduzione dell’assegno, quindi, potrebbe riguardare tutti i pensionati usciti dal mondo del lavoro negli anni 2012, 2013 e 2014.
Più soggetti a tale rischio sono coloro che sono usciti dal lavoro negli ultimi anni con un’anzianità anagrafica superiore a quella richiesta per la pensione di vecchiaia e con retribuzioni annue superiori ai 46mila euro.

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INPS Pensione

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