La proposta Covip che potrebbe rivoluzionare il TFR nei fondi pensione: più dinamismo e meno garanzie

Pietro Pisello

23 Luglio 2025 - 16:13

Il meccanismo del silenzio-assenso per il TFR nei fondi pensione richiede una revisione della linea di default “garantita”, favorendo invece comparti di investimento più dinamici.

La proposta Covip che potrebbe rivoluzionare il TFR nei fondi pensione: più dinamismo e meno garanzie

La Covip torna a sollecitare un intervento di riforma sull’attuale assetto normativo della previdenza complementare, un sistema che — secondo numerosi osservatori — mostra evidenti segni di inadeguatezza, in particolare per quanto riguarda le modalità di adesione e la destinazione del TFR in caso di silenzio-assenso.

Anche noi di Money.it abbiamo più volte parlato di queste criticità come un boomerang per i lavoratori senza supporto, ma stavolta è lo stesso organismo di vigilanza a mettere nero su bianco, attraverso un recente comunicato stampa, la necessità di rivedere le regole esistenti, parlando esplicitamente di “prospettive evolutive” e rilancio del secondo pilastro previdenziale.

Tra le proposte più significative emerge quella di ripensare la linea di default, ovvero la destinazione automatica dei contributi per i lavoratori che non esprimono una scelta consapevole: un nodo cruciale che potrebbe rappresentare il punto di partenza per modernizzare davvero il sistema. Vediamo più da vicino di cosa si tratta.

Covip 2025: proposte di riforma per la previdenza complementare e revisione del silenzio-assenso sul TFR

Nel comunicato stampa del 23 giugno 2025, in occasione della presentazione della relazione annuale sull’attività svolta dalla Covip nel 2024, è stato dedicato ampio spazio alle prospettive di riforma del sistema della previdenza complementare. Tra i temi affrontati spiccano il cosiddetto “bonus alla nascita” — un incentivo pensato per favorire l’iscrizione dei minori a forme di previdenza integrativa — e la possibilità di utilizzare le somme accumulate anche per sostenere le spese legate al percorso di studi, oltre ad altre proposte innovative.
Tuttavia, ciò su cui vogliamo soffermarci oggi è un punto particolarmente rilevante: la revisione del meccanismo del silenzio-assenso relativo alla destinazione del TFR nei fondi pensione, in caso di nuova occupazione. “Va ripensata”, si legge nel comunicato, “la linea di default, cioè quella verso la quale sono indirizzati i soggetti silenti, e che attualmente è una linea garantita”.

TFR nei fondi pensione: dalla linea garantita a strategie di investimento più dinamiche

Ad oggi, il meccanismo del silenzio-assenso per i nuovi assunti prevede che, se entro sei mesi dall’assunzione il lavoratore non esprime una scelta esplicita sulla destinazione del TFR, quest’ultimo venga automaticamente versato a un fondo pensione. L’adesione avviene al fondo negoziale previsto dal contratto collettivo applicato in azienda, con l’iscrizione alla cosiddetta linea di default, che attualmente è una linea garantita a basso rischio. Questo sistema è pensato per favorire l’accesso alla previdenza complementare, anche se viene messa in discussione per la sua efficacia e attualità.
Ed è proprio questo aspetto ad essere oggetto di revisione da parte della Covip che, nell’ottica di una modernizzazione del sistema, propone di modificare il comparto di default, orientandolo verso linee di investimento più dinamiche, soprattutto per i lavoratori più giovani.
Il grande problema, si legge nel comunicato, è il seguente:

La linea garantita è caratterizzata da una componente azionaria quasi nulla, che la rende meno adatta a obiettivi di medio-lungo periodo, mentre i dati degli ultimi dieci anni mostrano come le linee con maggiore contenuto azionario offrano rendimenti medi annui più elevati.

La soluzione, prosegue la COVIP, “potrebbe essere l’adozione di un modello «life-cycle», che assegna dinamicamente l’iscritto, tempo per tempo, a comparti con diversi profili di rischio con l’obiettivo di ottimizzare il rapporto rischio-rendimento tenendo conto delle diverse fasi del ciclo di vita”.
Abbiamo più volte sottolineato questa criticità del sistema previdenziale complementare, mettendo in luce come i lavoratori meno informati o meno consapevoli possano finire per aderire a forme di previdenza complementare non ottimali rispetto al loro reale orizzonte temporale e alle loro esigenze individuali. Negli ultimi anni, infatti, la rivalutazione del TFR mantenuto in azienda ha spesso registrato rendimenti superiori rispetto a molti comparti garantiti dei fondi pensione, rendendo così l’adesione automatica a queste linee poco conveniente e, in alcuni casi, addirittura svantaggiosa.
In pratica, si tratta spesso di un’adesione inconsapevole, che può comportare conseguenze finanziarie non volute per gli iscritti, specialmente per chi non ha la possibilità o le competenze per valutare in modo approfondito le implicazioni delle scelte previdenziali.
La proposta di riforma avanzata dalla Covip ha dunque l’obbiettivo di rendere il sistema più efficiente e maggiormente allineato ai profili personali dei singoli iscritti. Questo significa proporre soluzioni di investimento più adeguate alle diverse fasce d’età e ai diversi livelli di rischio tollerato, in modo da massimizzare il potenziale di rendimento nel lungo termine senza compromettere la sicurezza.