Previdenza integrativa: parte la consultazione UE

Antonello Motroni

12/07/2025

Bruxelles avvia un confronto su Pepp, Iorp 2, Pts e adesione automatica. Obiettivo: rilanciare la partecipazione e migliorare trasparenza, tracciamento e sostenibilità dei sistemi.

Previdenza integrativa: parte la consultazione UE

La Commissione Europea ha avviato una consultazione sulle pensioni integrative per raccogliere le indicazioni degli stakeholder. Presentando la Savings and Investment Union, l’esecutivo comunitario ha annunciato misure per stimolare la partecipazione dei cittadini alla previdenza integrativa di secondo e terzo pilastro. L’iniziativa, attesa per il quarto trimestre 2025.

Sul versante della previdenza pubblica saranno emanate raccomandazioni agli Stati membri sui sistemi di tracciamento dei diritti pensionistici (Pension Tracking Services – Pts), sui cruscotti pensionistici (Pension Dashboard) e sull’adesione automatica. Sul versante della previdenza integrativa, Bruxelles procederà con proposte di revisione della direttiva (UE) 2016/2341 (Iorp 2) e del Regolamento (UE) 2019/1238 che ha istituito il Prodotto pensionistico individuale paneuropeo (Pepp).

I risultati della consultazione, unitamente al parere tecnico sulla revisione della direttiva Iorp 2 redatto da Eiopa ad autunno 2023, orienteranno le proposte che saranno emanate in chiusura d’anno.
Nella consultazione Bruxelles tiene conto degli spunti che in questi mesi sono stati posti alla sua attenzione sui temi oggetto della consultazione, come ad esempio i pareri tecnici Eiopa sui Pts e sulle pension dashboard, la ricognizione della Commissione stessa sui sistemi di adesione automatica e, da ultimo, lo staff paper Eiopa sui Pepp.

Di seguito una breve rassegna dei temi oggetto della consultazione:

Sistemi di tracciamento delle pensioni

Si tratta di piattaforme digitali che consentono ai cittadini di ottenere una panoramica dei diritti pensionistici maturati nei vari schemi in un unico luogo, unitamente alla stima della pensione attesa. Lo scopo ultimo dei Pts consiste quindi nel consentire ai cittadini di prendere decisioni informate sulla pianificazione del proprio risparmio pensionistico.
Oltre che nella sezione dedicata, il tema dei Pts ritorna con riferimento ai Pepp e alla direttiva Iorp 2, con riferimento al ruolo che tali sistemi possono avere nell’assicurare agli iscritti una informazione efficiente e puntuale.
Questa sezione prevede quattro domande che ruotano attorno alle caratteristiche dei Pts, agli elementi che dovrebbero essere inclusi e alle possibili complessità tecniche della realizzazione; si chiede anche un giudizio sul funzionamento di tali sistemi, che risultano già operativi in alcuni paesi dell’UE come la Germania, la Svezia, i Paesi Bassi e il Belgio.

Cruscotto pensionistico

Nei progetti della Commissione Europea dovrebbe trattarsi di uno strumento che mostra informazioni sui sistemi pensionistici nazionali, con l’obiettivo di evidenziare le lacune in termini di sostenibilità e adeguatezza a livello aggregato. Ciò dovrebbe consentire agli stati membri di dare corso ai necessari interventi politici. Il cruscotto può contribuire a creare pressione in modo che gli stati membri identifichino e affrontino le carenze del sistema pensionistico, prendendo spunto dalle migliori pratiche.
Nel predisporre questa sezione della consultazione Bruxelles ha tenuto in considerazione i rapporti biennali che la stessa pubblica sull’adeguatezza delle pensioni (Pension Adequacy Report) e sui costi dell’invecchiamento sulle finanze pubbliche (pensioni, sanità, Ltc, educazione – Ageing Report).
Questo capitolo prevede due domande per verificare quali dovrebbero essere gli elementi da includere nel cruscotto affinché possa risultare realmente efficace.

Iscrizione automatica

Altro tema affrontato è quello delle potenzialità dell’adesione automatica, laddove vigono sistemi di volontarietà e sussistono sacche di scarsa partecipazione. In taluni contesti, come ad esempio nel Regno Unito, tale soluzione si è rivelata particolarmente efficace nel veicolare masse significative di lavoratori presso la previdenza integrativa. L’esperienza del Regno Unito, che a breve sarà replicata in Irlanda e che a sua volta ha mutuato il funzionamento della Premium Pension in Svezia, attribuisce un ruolo centrale allo stato nella gestione amministrativa del piano di default su cui fa perno il sistema di adesione automatica.
Questa sezione si articola in cinque domande che spaziano dalle caratteristiche fondamentali che dovrebbe avere un sistema di AE. Si fa riferimento, tra gli altri, alla gestione amministrativa a cura dello stato, alla tempistica delle finestre di opt-out e di ripetizione periodica dell’iscrizione e all’escalation della contribuzione, all’organizzazione dell’opzione di default (life cycle o garanzia di capitale).

Revisione del Regolamento (UE) 2019/1238

Questa parte della consultazione è dedicata al Pepp, prodotto che finora non ha riscosso particolare interesse da parte dei potenziali fornitori. A oggi risultano registrati soltanto undici Pepp, commercializzati in alcuni paesi dell’UE orientale e a Cipro; a oggi nessun Pepp è commercializzato in Italia, Francia o Germania.
Nelle intenzioni della Commissione Europea il Pepp avrebbe dovuto essere uno strumento di accumulazione semplice, poco costoso, digitale e adatto alla crescente flessibilità del mercato del lavoro; di fatto sono emerse varie criticità che al momento inducono larghissima parte dei potenziali istitutori a non entrare nel mercato. La consultazione si sofferma su tali criticità: struttura del Pepp di base, ruolo della consulenza, cap ai costi (mantenerlo o modificarlo?), ruolo e utilizzo dei sottoconti nazionali, praticabilità delle tecniche di attenuazione del rischio.
Facendo leva sullo staff paper Eiopa, si richiede l’opinione degli stakeholder sulla possibilità che il Pepp, oltre che come strumento di previdenza individuale, possa essere utilizzato anche come prodotto per raccogliere iscrizioni su base collettiva, e in potenza, suggerisce Eiopa, poter essere destinatario anche di adesioni automatiche.
Altro elemento di sicuro interesse per il mercato italiano è quello del rapporto tra i Pepp e i prodotti nazionali già commercializzati negli Stati membri. La Commissione Europea osserva che taluni stati non hanno ancora definito le norme nazionali applicabili ai Pepp, altri hanno frapposto ostacoli allo sviluppo del prodotto paneuropeo, come ad esempio la mancata concessione di incentivi fiscali o ostacoli/divieti al trasferimento tra Pepp e prodotti pensionistici individuali nazionali. Tali ostacoli, unitamente alla presenza del cap ai costi, renderebbero poco appetibile il Pepp rispetto ai prodotti nazionali, frenando lo sviluppo del prodotto europeo.
Da ultimo (come già anticipato sopra), viene richiamato il tema della trasparenza, con particolare riferimento alle potenzialità del Pts e alle sovrapposizioni che potrebbero originarsi con il Prospetto delle prestazioni del Pepp.

Revisione della direttiva (UE) 2016/2341

Bruxelles constata come la diffusione degli IORPs sia disomogenea e conseguentemente la dimensione patrimoniale degli schemi sia generalmente contenuta rispetto ad altri intermediari o agli schemi pensionistici integrativi di secondo pilastro di altri paesi. La contenuta dimensione patrimoniale renderebbe problematica una maggiore diversificazione degli investimenti, soprattutto per quanto riguarda gli strumenti dei mercati privati, con il rischio che si possano perdere importanti occasioni di redditività a beneficio dei futuri redditi pensionistici. La consultazione vuole verificare se ci siano, a livello di Stati membri, elementi che ostacolano un maggiore investimento da parte degli IORPs nelle asset class alternative (dimensione del patrimonio, limiti quantitativi).

Anche in questo caso viene posto l’accento sul tema della trasparenza, e di come questa potrebbe essere migliorata con il ricorso ai Pts. Si porrebbe un problema di gestire eventuali sovrapposizioni con l’attuale Prospetto delle prestazioni pensionistiche.
Altri temi trattati sono l’ampliamento dello scopo della direttiva, includendovi forme pensionistiche oggi escluse, la maggiore convergenza delle pratiche di vigilanza e l’attività transfrontaliera.