Pensione anticipata o quota 100: cosa ci rimetto?

Lorenzo Rubini

26 Febbraio 2021 - 11:54

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Cosa cambia a livello economico per chi sceglie il pensionamento con quota 100 invece di attendere la pensione anticipata ordinaria?

Pensione anticipata o quota 100: cosa ci rimetto?

Con l’avvicinarsi del momento di accedere alla pensione sorgono dei dubbi sulla bontà delle decisioni prese al riguardo e ci si interroga su quale potrebbe essere la soluzione maggiormente conveniente: meglio la quota 100 subito o attendere di maturare i requisiti per l’anticipata ordinaria?

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno,io a novembre compio 62 anni con 42 anni e 7 mesi di contributi mi conviene approfittare di quota cento o aspettare di andare a febbraio 2022 con i 42 e 10 mesi? Cosa ci rimetto? Grazie”.

Pensione: quota 100 o anticipata?

Nel suo caso cambia davvero pochissimo a livello economico scegliere l’una o l’altra misura per il pensionamento.

Da tenere presente, in ogni caso, che pur presentando a novembre la domanda per la quota 100 per la decorrenza del trattamento dovrà attendere la finestra di 3 mesi se è un dipendente del settore privato, con diritto alla decorrenza della pensione dal 1 marzo 2022, o di 6 mesi se lavora nel pubblico impiego, con decorrenza del trattamento previdenziale dal 1 giugno 2022.

Con la pensione anticipata, invece, per la decorrenza del trattamento, sia che lavori nel settore pubblico che in quello privato, sarà di 3 mesi con decorrenza della pensione, raggiungendo il requisito contributivo a febbraio 2022, dal 1 giugno 2022.

In entrambi i casi l’assegno previdenziale viene calcolato con il sistema misto, parte retributivo e parte contributivo. Se ha maturato più di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, infatti, le spetta il calcolo retributivo per i contributi versati fino al 31 dicembre 2012 e il calcolo contributivo per tutti i versamenti successivi.

Se, invece, al 31 dicembre 1995 non aveva maturato almeno 18 anni di contributi, il calcolo retributivo si applica soltanto ai contributi versati prima del 1996 e quello contributivo per i versamenti successivi.

La quota 100, infatti, non prevede penalizzazioni sul calcolo della pensione e l’unica differenza, nel suo caso, tra lo scegliere l’una o l’altra misura sarebbe rappresentata al massimo dai 3 mesi di contributi in più che verserebbe se lavora nel settore privato per raggiungere il pensionamento con l’anticipata Fornero: 3 mesi di contributi, però, per retribuzioni medie di 30mila euro l’anno, influiscono sull’assegno previdenziale mensile di circa 10 euro.

Proprio per questo motivo le ribadisco che nel suo caso scegliere una o l’altra misura è ininfluente a livello economico.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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