Bollette, da questa data non si scappa: ecco quando il mercato libero sarà davvero obbligatorio

Simone Micocci

7 Maggio 2024 - 15:30

Da luglio si potrà scegliere se restare nel Servizio a tutele graduali oppure se passare al mercato libero dell’energia. Ma ci sarà un momento in cui il regime concorrenziale sarà l’unica alternativa.

Bollette, da questa data non si scappa: ecco quando il mercato libero sarà davvero obbligatorio

Come abbiamo avuto più volte modo di spiegare, da luglio 2024 ci sarà l’obbligo di passare dal mercato tutelato a quello libero (o concorrenziale), con la sola eccezione rappresentata dai cosiddetti clienti vulnerabili, ossia chi si trova in una situazione economica di difficoltà, come pure gli anziani o quelle famiglie in cui ci sono persone in condizione di disabilità.

Tuttavia, si tratta di un obbligo momentaneamente parziale in quanto coloro che non passano al mercato libero dell’energia, pur non soddisfando i requisiti per restare nel regime tutelato, vengono reindirizzati in un’area che potremmo definire “grigia”. Si tratta del Servizio a tutele graduali, predisposto da Arera per accompagnare il passaggio al mercato libero dell’energia elettrica dopo la rimozione della tutela di prezzo.

A tal proposito, come già successo per il mercato del gas naturale, ci sono famiglie che pur di non accettare di passare nel mercato libero preferiscono il Servizio a tutele graduali, dove c’è lo svantaggio di non poter scegliere l’ente fornitore dell’energia.

Tuttavia, come vedremo di seguito, questa fase di transizione è destinata a sparire: ci sarà un momento, infatti, in cui le famiglie dovranno necessariamente passare dal Servizio a tutele graduali al mercato libero, con tutte le conseguenze del caso.

Cos’è il Servizio a tutele graduali

Come anticipato, rientrano nel Servizio a tutele graduali dell’energia elettrica - e va sottolineato senza alcuna interruzione nella fornitura - coloro che alla data dell’1 luglio 2024 non hanno effettuato il passaggio al mercato libero.

Nel dettaglio, per questi l’energia elettrica verrà fornita alle stesse condizioni equiparate delle offerte Placet per quanto riguarda:

  • tempistiche di fatturazione: bimestrale;
  • garanzie richiesta al cliente: nessuna nel caso di pagamento tramite domiciliazione bancaria, postale o su carta di credito; in tutti gli altri casi, addebito del deposito cauzionale, nella prima bolletta, pari a €11,5 per ogni kW di potenza contrattualmente impegnata;
  • modalità di pagamento: domiciliazione bancaria, postale o su carta di credito oppure bollettino.

Di seguito una tabella che riassume le condizioni economiche previste dai fornitori ai quali sono state assegnate le singole aree del Paese.

Tabella fornitori Servizio a tutele graduali Tabella fornitori Servizio a tutele graduali Fonte: Arera

Bollette, il servizio a tutele graduali conviene?

Secondo un’indagine condotta da Ref Ricerche, l’esito delle aste di assegnazione delle varie aree tra i singoli fornitori ci dice che il Servizio a tutele graduali è più conveniente non solo del mercato libero ma persino di quello tutelato.

Secondo l’indagine, infatti, rispetto all’attuale servizio di tutela ci sarebbe per la famiglia un risparmio di 130 euro l’anno. E dal momento che oggi il mercato concorrenziale (come tra l’altro certificato da Arera) non ha offerte migliori rispetto a quello tutelato, è ovvio che il risparmio per chi resta nel Servizio a tutele graduali anziché passare a quello libero rischia di essere ancora maggiore.

Una situazione che potrebbe favorire il ribasso dei prezzi nel mercato libero, prevedendo tariffe più convenienti così da disincentivare le famiglie ad accettare le condizioni imposte dal Servizio a tutele graduali.

A tal proposito, quello che si può fare è: restare nel Servizio a tutele graduali per un paio di mesi e vedere quanto si pagherà in bolletta. Dopodiché si potrebbe fare un confronto con le tariffe presenti nel Portale offerte e valutare se conviene fare il passaggio al mercato libero approfittando di una delle offerte del momento.

Ricordate però che differentemente da quanto succede oggi, dove chi passa al mercato libero può ancora tornare in quello tutelato purché lo faccia entro il prossimo 30 giugno, una volta abbandonato il Servizio a tutele graduali non se ne potrà più fare ritorno.

Il Servizio a tutele graduali non è per sempre

Quel che bisogna sapere è che per quanto possa essere conveniente non si potrà restare all’infinito nel Servizio a tutele graduali. Ci sarà un momento, infatti, in cui la famiglia priva delle condizioni per essere riconosciuta tra i vulnerabili dovrà necessariamente passare al regime concorrenziale.

La scadenza definitiva è fissata per aprile 2027. C’è tutto il tempo, quindi, per prendere una decisione a riguardo, fermo restando poi che una volta nel mercato libero si potrà comunque passare da un fornitore a un altro laddove si ritiene convenga.

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