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Novità pensioni: incontro 13 settembre, le richieste dei sindacati

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Novità pensioni: incontro 13 settembre, le richieste dei sindacati

Novità pensioni: Governo e sindacati tornano a incontrarsi domani, mercoledì13 settembre. Ecco le richieste dei sindacati.

Le ultime novità sulle pensioni riguardano il nuovo incontro tra sindacati e Governo che si terrà domani, mercoledì 13 settembre.

Le parti sociali, dopo l’ultimo confronto, sono rimaste deluse da quanto proposto dall’esecutivo: il Governo, dopo aver aperto alla pensione di garanzia per i giovani, è pronto ad inserire nella prossima Legge di Bilancio uno sconto contributivo di 6 mesi per ciascun figlio, per un massimo di due anni, a favore delle lavoratrici madri aventi i requisiti per accedere all’Ape sociale.

Una proposta che ha deluso le aspettative dopo mesi di discussione sulla necessità di facilitare l’accesso alla pensione anticipata alle lavoratrici donne grazie al riconoscimento dei lavori di cura.

Si tornerà dunque a parlare di pensioni delle donne, con i sindacati che non intendono arretrare dalle loro posizioni: tra le priorità delle parti sociali, infatti, resta la necessità di garantire protezione a chi si trova a dover districarsi tra vita personale e professionale, risultando danneggiato dal punto di vista previdenziale.

Novità pensioni: le richieste dei sindacati sulla pensione anticipata delle donne

I sindacati insisteranno dunque sulla necessità di adottare misure che garantiscano una maggiore flessibilità in uscita alle lavoratrici donne.

Le donne, dopo la mancata proroga del regime sperimentale di Opzione donna, si trovano attualmente «orfane» di una misura ad esse dedicata, che faciliti l’accesso alla pensione anticipata.

L’obiettivo dei sindacati è ottenere dal Governo, quanto meno, proposte che si muovano nel solco di quanto stabilito dalla Riforma Dini del 1995, che riconosce ai soli lavoratori ricadenti nel sistema contributivo la possibilità di chiedere l’accredito della contribuzione figurativa per le assenze dal lavoro per l’educazione e l’assistenza ai fini gli fino al sesto anno di età in ragione di 170 giorni per ciascun figlio.

A tal proposito la Uil ha avanzato una proposta che porterebbe a 12 mesi lo sconto contributivo riconosciuto per ciascun figlio.

Resta poi la necessità di riconoscere i lavori di cura, per non discriminare quelle lavoratrici che, pur non avendo avuto figli, si siano ritrovate penalizzate in ambito professionale per esigenze di natura personale o familiare.

Novità pensioni: le dichiarazioni dei sindacati

Alla vigilia del nuovo incontro con il Governo, i sindacati non si ritengono soddisfatti di quanto emerso durante l’ultimo confronto.

A ribadire quali sono gli obiettivi dei sindacati è stata Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl:

«Noi abbiamo bisogno di due tipi di intervento: da una parte di riconoscere a livello universale il valore sociale ed economico della maternità per tutte le donne che hanno figli; dall’altro, prevedere una contribuzione figurativa anche per chi uomo o donna si dedica al lavoro di cura e di assistenza di un familiare».

L’intervento proposto dal Governo è quindi insufficiente.

«Una misura importante perché allarga la platea dell’Ape social, pochissime donne hanno potuto accedere all’Ape social, ma non basta»

E ancora:

«Qui noi abbiamo impostato il nostro confronto partendo da un presupposto: quale valore sociale nel nostro Paese diamo al lavoro di cura e alla maternità. E’ evidente che lo strumento proposto dal governo non è sufficiente».

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