MeToo, Weinstein giudicato colpevole: rischia fino a 25 anni di carcere

La giuria ha dichiarato colpevole di stupro il potente produttore hollywoodiano Harvey Weinstein

MeToo, Weinstein giudicato colpevole: rischia fino a 25 anni di carcere

Harvey Weinstein, che per lungo tempo è stato uno dei più influenti produttori di Hollywood, andrà incontro a una sentenza penale nell’ambito del processo nato sull’onda del #MeToo. Il principale nemico del movimento per la parità fra donne e uomini nell’industria statunitense dello spettacolo è stato giudicato colpevole per due delle cinque accuse per crimini sessuali. Weinstein sta aspettando in carcere il verdetto del giudice.

MeToo, Weinstein è colpevole

È stato molto difficile giungere a una conclusione per i giurati del tribunale penale di Manhattan, che hanno raggiunto un verdetto dopo oltre 26 ore di discussione. Alla fine Weinstein è stato dichiarato colpevole per violenza sessuale di primo grado contro l’assistente di produzione Miriam Haley, e per stupro di terzo gradi contro Jessica Mann.

La giuria ha assolto però Weinstein per le accuse di più gravi di aggressione sessuale predatoria. Si suppone dunque che uno o più giurati non abbiano creduto alla testimonianza di Annabella Sciorra, attrice nota per il suo ruolo nella serie I Soprano. Se fosse stato accertato, quest’ultimo crimine avrebbe potuto portare all’ergastolo.

Weinstein rischia fino a 25 anni

Il produttore 67enne rischia comunque una condanna che può andare dai 5 ai 25 anni di carcere. Subito dopo il verdetto, a Weinstein - gli occhi fissi davanti a sé - è stato ordinato di tornare in cella per aspettare la sentenza. All’inizio il produttore è sembrato tranquillo, ma quando gli agenti gli si sono avvicinati è rimasto immobile, come scioccato. A quel punto è stato ammanettato e scortato fuori.

Sono state sei le donne a testimoniare nel corso del processo a Weinstein. I crimini erano relativi a solo due di loro, mentre le altre quattro sono state ascoltate per ricostruire un pattern comportamentale.

I casi si basavano sulle accuse di Miriam Haley, ex assistente di produzione su cui Weinstein avrebbe forzatamente fatto del sesso orale, e Jessica Mann, la quale afferma che il produttore l’avrebbe stuprata in un hotel di Manhattan nel 2013. Entrambe le donne hanno ammesso di aver fatto sesso consensuale con Weinstein dopo questi episodi, fatto che ha reso messo a rischio la tesi dell’accusa.

Argomenti:

Stati Uniti Cinema

Iscriviti alla newsletter

Money Stories