Jobs Act: contratti di solidarietà, dimissioni in bianco e servizi per l’impiego. Cosa cambierà con la riforma del lavoro

Simone Casavecchia

12/09/2014

12/09/2014 - 09:10

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La Commissione Lavoro del Senato approva importanti emendamenti per ampliare la delega che consentirà al governo di completare il Jobs Act.

Dopo la pausa estiva la Commissione Lavoro del Senato ha ripreso le sue attività concentrandosi sulla disegno di Legge Delega che dovrebbe consentire al governo di completare il Jobs Act, la riforma del lavoro che tanta parte potrebbe avere nelle sorti dell’economia italiana e che è stata indicata da più parti, dalla BCE al mondo delle imprese, come il provvedimento essenziale per l’uscita dalla crisi.
Anche se l’appuntamento cruciale è quello della giornata di Martedì prossimo, in cui le forze politiche dovranno trovare un punto d’accordo riguardo all’art. 4 che delega il governo al riordino delle forme contrattuali attualmente vigenti, ivi compresi il contratto a tutele crescenti e la correlata area di applicazione dell’art. 18, nella giornata di ieri la Commissione Lavoro del Senato ha approvato importanti emendamenti che delegano il governo a legifera su nuove forme di contratti di solidarietà, da utilizzare anche in fase di assunzione, sulle ferie solidali, sui servizi pubblici e privati per l’impiego remunerati in base al risultato, sui contratti di ricollocazione per i disoccupati, sulle dimissioni in bianco e sulle norme per il collocamento dei disabili.

Contratti di solidarietà
Il contratto di solidarietà viene rivisto, aprendo alla possibilità, per le aziende, di aumentare l’organico anche mentre è in vigore per altri dipendenti il contratto di solidarietà che prevede la riduzione dell’orario di lavoro e/o della retribuzione per evitare licenziamenti.
Il contratto di solidarietà dovrà essere anche esteso alle imprese che attualmente non vi possono accedere, ovvero alle aziende con meno di 15 dipendenti.
La nuova normativa dovrà avere l’obiettivo di semplificare la disciplina attualmente vigente e di favorire l’utilizzo del contratto di solidarietà sia nella forma della solidarietà difensiva, a cui si ricorre per evitare licenziamenti attraverso la riduzione dell’orario di lavoro e/o della retribuzione, sia nella forma della solidarietà espansiva, che affianca il contestuale aumento di organico alle misure riguardanti la riduzione dell’orario e della retribuzione. Il contratto di solidarietà dovrà, quindi diventare, nelle intenzioni degli emendamenti proposti dal governo e approvati dalla Commissione, “uno strumento potenzialmente utile al fine di incrementare l’occupazione”.

Dimissioni in bianco
Dovranno essere anche previste delle modalità più semplici per garantire la data certa e l’autenticità della manifestazione di volontà del lavoratore di dimettersi o la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Il governo dovrà, quindi, nella propria azione legislativa, mettere a punbto dei criteri stringenti che riescano a limitare una pratica illegale che è ancora utilizzata frequentemente, soprattutto nei confronti di donne incinte, ingiustamente allontanate dal lavoro.

Servizi di collocamento
I centri per l’impiego e gli altri servizi, anche privati di orientamento, collocamento e formazione dovranno essere remunerati in base al risultato delle loro prestazioni. In tal modo viene introdotta una forma di concorrenza tra i vari servizi per l’impiego che dovrebbe favorire una maggiore produttività e, quindi, un numero più elevato di assunzioni.

Contratto di ricollocamento
Un altro emendamento approvato dalla Commissione Lavoro del Senato, introduce nuovi criteri per il riordino della normativa sui servizi di ricollocamento. Più nello specifico, le misure a sostegno del reddito della persona disoccupata o inoccupata dovranno essere collegate ad altre misure finalizzate al reinserimento di quella stessa persona nel tessuto produttivo. Attraverso i contratti di ricollocamento, finanziati con fondi regionali destinati specificamente a questi interventi, dovranno essere previste sia forme di sostegno al reddito calibrate anche sulla difficoltà di collocamento del disoccupato, sia benefici di altra natura, come i voucher che consentano al disoccupato di usufruire di altri servizi (come la formazione, ad esempio) che ritiene utili al suo reimpiego.

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