Guerra Commerciale: da Cina mano tesa agli Usa

Dopo la ripresa delle trattative con gli Stati Uniti, la Cina ha deciso di sospendere parte dei dazi sul “made in Usa”

Guerra Commerciale: da Cina mano tesa agli Usa

Segnali positivi dal fronte commerciale. A suggellare la ripresa del dialogo sull’asse Washington-Pechino, le autorità del Dragone hanno annunciato passi concreti per arrivare ad un accordo che metta fine, o che quantomeno attenui, le tensioni commerciali con gli Stati Uniti.

L’apertura delle autorità cinesi sta favorendo gli acquisti sui listini europei: l’Euro Stoxx 50 in questo momento quota in rialzo dello 0,49% a 3.516,03 punti mentre a casa nostra il Ftse Mib scambia sopra la fatidica soglia dei 22 mila punti (+0,69% a 22.020,86).

Guerra Commerciale: Cina sospende dazi su prodotti statunitensi

L’esecutivo cinese nella notte italiana ha annunciato di aver esentato dai dazi 16 tipi di merci statunitensi.

Dal 17 settembre, e per un anno, la Cina non applicherà i dazi applicati su farmaci, oli lubrificanti e a carico di alcuni prodotti chimici. Si tratta di un primo, incoraggiante, passo di distensione che avrà risvolti pratici abbastanza limitati, visto che non sono stati inclusi “campioni” del “made in Usa” del calibro della carne suina, del granoturco o dei semi di soia.

Le autorità cinesi hanno fatto sapere di voler valutare nuove esenzioni sui prodotti statunitensi. In totale, potrebbero essere oltre 6 mila le merci che potrebbero essere escluse dai dazi.

Cina: eliminate quote per istituzionali

Ieri invece le autorità di Pechino hanno annunciato nuove misure per liberalizzare i mercati finanziari e attirare più capitali esteri.

La State Administration of Foreign Exchange ha reso noto che il programma QFII (Qualified Foreign Institutional Investor) non avrà più il tetto massimo complessivo di 300 miliardi di dollari.

L’eliminazione dei sistemi di quote per gli investitori istituzionali stranieri mira ad incrementare in maniera significativa la facilità con cui gli investitori esteri accedono al mercato finanziario domestico.

Anche in questo caso la mossa ha un carattere più simbolico che pratico, visto che questo programma è attualmente inutilizzato per quasi due terzi.

Le ragioni delle aperture cinesi

“Riteniamo che si tratti di sforzi che evidenziano le preoccupazioni cinesi per un rallentamento più marcato della sua economia”, si legge in una nota diffusa oggi da Barclays.

I dati economici che vengono elaborati con maggiore frequenza, come quelli relativi le vendite di auto ed abitazioni, “continuano a dipingere un contesto debole”.

Anche se parte del rallentamento della crescita è legato direttamente o indirettamente alla guerra commerciale, “riteniamo che i fattori domestici stiano giocando un ruolo altrettanto importante, visto l’andamento di indicatori maggiormente orientati al mercato domestico, come le importazioni, le vendite al dettaglio e gli investimenti in infrastrutture, visibilmente indeboliti o decisamente sottotono”.

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