Fecondazione assistita, Consulta: «divieto di fecondazione eterologa incostituzionale». Ecco come cambia la legge 40

Marta Panicucci

9 Aprile 2014 - 15:12

condividi
Facebook
twitter whatsapp

La consulta ha stabilito che il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale abrogando di fatto parte della legge 40. Arriva finalmente una buona notizia per tutte quelle coppie che, per problemi di fertilità, non possono avere figli. Con la sentenza di oggi infatti la Consulta ha decretato incostituzionale il divieto di ricorrere a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta.

I giudici hanno accolto i ricorsi presentati dai tribunali di Milano, Firenze e Catania. Le motivazioni, come prevede la prassi, saranno depositate nei prossimi 30 giorni.

Cosa cambia
La consulta in sostanza ha bocciato l’articolo 4, comma 3 della legge 40 che recita: «È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo».

Di conseguenza decadono anche i commi ad esso legati, in particolare il comma 1 e 9 dell’articolo 9. Incostituzionale, infine, anche l’articolo 12, comma 1 sulle sanzioni: «Chiunque a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente, in violazione di quanto previsto dall’articolo 4, comma 3, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300mila a 600mila euro».

Questa sentenza ha portata storica per tutte le coppie che, a causa di un’infertilità assoluta, possono sperare solo nella donazione esterna di ovuli o spermatozoi per avere un figlio. Per loro la sentenza della consulta sancisce il loro diritto a essere genitori ed a formare una famiglia.

I ricorsi, promossi dai tre tribunali, e accolti dalla Consulta sottolineano proprio quest’aspetto sul quale hanno basato la loro azione legale, chiedendo il rispetto di numerosi articoli costituzionali: dall’articolo 2 sui diritti inviolabili dell’uomo all’articolo 3 sul principio di uguaglianza; dal 29 sulle tutele alla famiglia al 31 sulla tutela della maternità; dal 32 sul diritto alla salute al 117 sui vincoli rispetto all’ordinamento comunitario.

Cosa resta delle legge 40?
La decisione della Consulta comporta la decadenza immediata di alcuni articoli e commi della legge 40, ma lascia intatto il resto della norma. Della legge 40 resta il divieto di accesso alle tecniche di fecondazione assistita per i single e le coppie dello stesso sesso, il divieto di utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica e revoca del consenso, su cui dovrà pronunciarsi sia la Consulta che la Grand Chambre della Corte europea per i diritti dell’uomo il prossimo 18 giugno.

Reazioni
Esulta il ginecologo Severino Antinori, uno dei padri fondatori italiani della fecondazione assistita. Molto meno entusiasta il Ministro Lorenzin: L’introduzione della fecondazione eterologa nel nostro ordinamento è un evento complesso che difficilmente potrà essere attuato solo mediante decreti. Alla luce delle motivazioni della Consulta - annuncia - al più presto comunicheremo la road map per l’attuazione della sentenza".

Ma per il ministro «ci sono alcuni aspetti estremamente delicati che non coinvolgono solamente la procedura medica, ma anche problematiche piu’ ampie, come ad esempio l’anonimato o meno di chi cede i propri gameti alla coppia e il diritto d chi nasce da queste procedure a conoscere le proprie origini e la rete parentale come fratelli e sorelle».

Argomenti

# Italia

Iscriviti alla newsletter