Euro-dollaro oltre quota 1,06 nonostante PIL USA: quali target in vista dei NFP?

Il cambio euro-dollaro mantiene a fatica la strada del rialzo e rimane vicino l’1,060: stime preliminari PIL USA positive ma l’inerzia a favore del dollaro sembra svanire.

Euro-dollaro oltre quota 1,06 nonostante PIL USA: quali target in vista dei NFP?

Il cambio euro-dollaro investe la seconda parte della giornata nel tentativo di chiudere sopra l’1,06, evento che porterebbe il cross al secondo giorno di rialzo della settimana.

Poche ore fa sono stati comunicati i dati sulle stime preliminari del PIL USA del terzo semestre, seguite a breve distanza dall’indice sulla fiducia dei consumatori americani a novembre, con ottime notizie provenienti da entrambi i fronti.

Le reazioni a caldo che ci sono state alla pubblicazione dei market mover hanno visto un rafforzamento del dollaro, che però non è riuscito impedire il rialzo della quotazione di EUR/USD, che sembra non voler tornare al di sotto dell’1,06.

In attesa delle importanti novità di domani dall’OPEC, analizziamo l’andamento del cambio maggiore nel breve termine, così da capire cosa aspettarci da euro-dollaro in attesa dei Non Farm Payrolls di venerdì.

Cambio euro-dollaro solido dopo i market mover: alla ricerca del rialzo

Il cambio euro-dollaro cerca di allontanarsi dai minimi stabiliti la scorsa settimana a 1,051, nel tentativo di recuperare parte del lungo ribasso che lo coinvolge dall’elezione di Trump.

I market mover di oggi erano i primi di rilievo della settimana, che proseguirà domani con l’inflazione dell’Eurozona e si concluderà venerdì con i dati sui Non Farm Payrolls, al netto delle novità dall’OPEC e sul prezzo del petrolio.

Le stime sopra le aspettative di PIL e indice di fiducia dei consumatori non hanno avuto nessun effetto sul dollaro USA, che ha iniziato la settimana perdendo qualche colpo ma tenendo ancora stabili la maggior parte dei trend in atto.

Lo stesso si può dire per il cambio EUR/USD che, nonostante i due giorni di rialzo che si appresta a chiudere, è ancora lontano dal riuscire ad invertire l’inerzia di novembre, come ben evidenziato dal seguente grafico giornaliero:

Il supporto a 1,051 e il possibile doppio minimo hanno rilanciato la quotazione del cross, ora in avvicinamento alla media mobile a 20 periodi e intenzionato quantomeno a terminare il ribasso.

La riunione della Fed è distante 2 settimane e le aspettative del mercato rimangono solide e a favore di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Yellen, evento che è già stato scontato in queste ultime settimane, sebbene sia ancora da stabilire in che misura.

I dati sui NFP di venerdì saranno l’ultimo step che potrà fare la differenza, anche se i giochi sembrano ormai già fatti. In attesa quindi dei dati sul mercato del lavoro USA, sempre in grado di smuovere il mercato, rimane da capire quanta inerzia residua è rimasta in capo al dollaro:

Dal grafico H1 si osserva l’andamento del cambio nella seconda metà di novembre, con la trendline che segue la sequenza di massimi decrescenti originata il 15 di questo mese.

I due principali riferimenti in caso di rialzo sono la resistenza a 1,066, che avvicinerebbe il prezzo alla rottura della trendline, e il livello ad alta frequentazione a 1,062, resistenza negli ultimi giorni e superato nuovamente nel pomeriggio di oggi.

Una ripresa del ribasso avrebbe il doppio supporto a 1,056 e 1,054 come uniche difese prima del raggiungimento del livello di doppio minimo sul daily, scenario che rischia di ampliare ancora di più le prospettive ribassiste di EUR/USD e lanciarlo verso i suoi minimi storici.

Se la giornata di domani dovesse confermare l’inerzia rialzista di ieri e oggi, con dati sull’Eurozona positivi, ci sono possibilità che euro-dollaro possa davvero tentare un ritorno a 1,07, cercando di ritracciare il più possibile prima dell’arrivo della Fed.

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