Draghi frainteso: Schaeuble frena ancora sulla flessibilità in Europa

Le parole che Mario Draghi ha pronunciato a Jackson Hole sarebbero state fraintese e male interpretate, secondo il ministro tedesco Schaeuble.

Arriva dalla Germania una doccia fredda sulle possibili prospettive di apertura dell’Unione Europea a una politica economica che associ all’attuazione di riforme strutturali consistenti deroghe al rispetto dei vincoli di bilancio. “Flessibilità in cambio di riforme”, la formula che sempre più spesso negli ultimi mesi, è andata diffondendosi tra i politici nostrani e che molti commentatori hanno intraveduto anche nella parole pronunciate da Mario Draghi al simposio dei banchieri centrali di Jackson Hole, rimane del tutto invisa alla Germania.

Lo ha ribadito il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, nelle sue più recenti dichiarazioni, rilasciate al quotidiano locale Passauer Neue Presse. A proposito della necessità, manifestata dal presidente della BCE, di un allentamento delle politiche di rigore, Schaeuble ha affermato:

“Conosco Mario Draghi molto bene. Penso che il significato delle parole di Draghi sia stato esageratamente interpretato”.

Secondo le recenti dichiarazioni di Schaeuble, le parole di Draghi sarebbero state sostanzialmente fraintese perché interpretate, da molti commentatori come da molti politici, tra cui anche il premier italiano Renzi, in una sola direzione, ovvero come un prossimo spostamento dell’attenzione, nelle politiche europee, dall’attuale orientamento di rigore, verso un maggiore stimolo fiscale finalizzato a promuovere la crescita.

È stata la conferma di possibili, ulteriori, aggiustamenti nella politica monetaria europea, sempre più necessari dato il deterioramento delle prospettive di inflazione a medio termine dell’UE – aspetti manifestata da Draghi nel suo discorso a Jackson Hole - a far pensare a un’imminente messa in campo, probabilmente già in autunno, delle tanto pubblicizzate “misure non convenzionali” che attraverso l’acquisto di titoli pubblici e privati degli stati membri dell’UE, dovrebbero servire da stimolo all’economia reale.

Questo aspetto del discorso di Draghi che ha dato grande respiro ai mercati nei giorni scorsi non è stato, tuttavia, l’unico punto degno di nota: altri commentatori hanno sottolineato come sia stata esplicitamente richiesta anche «un’azione complementare a livello di Unione Europea» per stimolare la crescita, ovvero «un vasto programma di investimento pubblico». Un punto, questo, che andrebbe associato non solo alle all’acquisto di asset da parte della BCE ma anche a una revisione delle politiche di bilancio.

È proprio quest’ultimo passaggio che la recente dichiarazione di Schaeuble andrebbe a contrastare, dal momento che la Germania è sempre stata molto scettica sul ricorso a fondi pubblici come strumento di ripresa e ha sempre preferito sottolineare, come ha fatto anche il ministro tedesco in quest’occasione, la necessità di

“riforme strutturali in Germania e in Europa, per rinsaldare la nostra competitività”

La recente crisi economica che ha visto una crescita esponenziale del debito sovrano di molti Stati, insegnerebbe chiaramente, secondo Schaeuble, che l’attuazione di riforme strutturali e delle finanze solide, sono gli unici strumenti per fronteggiare nuovi crolli, per questo sarebbero ancora da migliorare le infrastrutture pubbliche e i mercati finanziari, che devono essere resi più efficienti e competitivi.

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