Disoccupazione in Eurozona ai minimi del 2012, ma la Cina frena l’ottimismo

La disoccupazione in Europa scende al 10.9%, il minimo di 3 anni. Malgrado il clima di ottimismo gli esperti rimangono preoccupati a causa delle minacce dalla Cina.

Il tasso di disoccupazione in Europa è sceso al 10.9% in riferimento al mese di luglio, raggiungendo un livello pari solo a quello del febbraio 2012. I dati, rilevati dall’Eurostat, offrono un’ondata di ottimismo nel quadro finora negativo per via alle oscillazioni sui mercati causate dalla Cina.

Durante il Forum della BCE tenutosi in Portogallo nel mese di maggio, il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, aveva criticato il tassp di disoccupazione nei 19 stati membri:

“La disoccupazione in Europa, in particolare la disoccupazione giovanile, non è solo insopportabilmente alta. E’ anche insopportabilmente diversa tra i vari Paesi appartenenti ad un’unione economica e monetaria”.

Tuttavia, la diminuzione della disoccupazione non è sufficiente ad eliminare le minacce dovute non solo alla crisi azionaria cinese ma anche ai prezzi del petrolio e il conseguente rischio sull’inflazione.

In una intervista a Bloomberg, Nick Kounis, direttore della ricerca macroeconomica alla Banca ABN Amro NV di Amsterdam, ha spiegato le sue perplessità sulla situazione economica in Europa:

“La BCE sta ricevendo dei messaggi confusi – la crescita sta andando molto bene, il recupero sembra essere sulla buona strada. Tuttavia, abbiamo assistito ad un aumento del subbuglio nel mercato, che ha portato a dei restringimenti delle condizioni economiche e abbiamo visto il declino dei prezzi per i prodotti di base il che ha causato un declino nelle aspettative di inflazione”.

Neppure le notizie relative all’indice PMI manifatturiero, anch’esse pubblicate martedì, sono bastate ad eliminare il timore di una futura depressione economica in Europa; i dati sul PMI manifatturiero hanno mostrato segnali positivi per il settore, portandosi a quota 52.3 ad agosto.
Germania e Italia hanno guidato il settore, mentre la Francia ha seguito un trend negativo inferiore alle aspettative.

L’economia italiana sta assistito ad un turbine di positività nel periodo estivo, non solo nel manifatturiero ma anche riguardo nel mercato del lavoro, con il calo del tasso di disoccupazione al 12%.

Inoltre, il PIL in Italia è aumentato del 0.4% nel primo trimestre e del 0.3% nel secondo, fomentando il clima di ottimismo.

Se questo cambiamento in meglio è dovuto alle politiche sul mercato del lavoro messe in atto dal primo ministro Matteo Renzi resta ancora da vedere. Nel frattempo l’Italia può sperare di vedere la luce alla fine del tunnel, dopo una recessione che dura da tempi record.

Giovedì 3 settembre la BCE pubblicherà le sue previsioni sulla crescita nella regione europea. In sede dell’ultima divulgazione, la BCE ha previsto una crescita dell’1.5% nel 2015 e un riazo dell’1.9% nel 2016.

Resta tuttavia incerto l’impatto del mercato cinese in Europa secondo Howard Archer, l’economista europeo per IHS Global Insight di Londra:

“Noi crediamo che l’eurozona dovrebbe essere in grado di raggiungere una crescita ragionevole, non spettacolare, nei prossimi mesi. Tuttavia la minaccia per il mercato globale che potrebbe provenire da un marcato rallentamento cinese rimane una preoccupazione”.

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